Notarify, la startup che certifica i contratti digitali con la blockchain

Federico Monti fondatore della startup Notarify
Federico Monti, fondatore della startup Notarify
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Federico Monti fondatore della startup Notarify
Federico Monti fondatore della startup Notarify

Articolo tratto dal numero di gennaio 2021 di Forbes Italia. Abbonati

Creatività, innovazione, libertà e spirito imprenditoriale. Sono queste le parole che meglio rappresentano la storia e il carattere di Federico Monti, 40 anni, fondatore e ceo di Notarify, la startup che certifica ogni file potenziandone il valore legale e consentendone la firma a distanza e una condivisione semplice e sicura grazie alla blockchain.

Visionario sin da bambino, Federico, nel corso degli anni, ha maturato la voglia di contribuire a creare un futuro più democratico, dove i rapporti tra gli enti e i cittadini sono più equilibrati e dove tutti hanno la possibilità di accedere agli stessi servizi, senza barriere di accesso. E così, dopo aver seguito per un certo periodo le orme del padre (un agente di assicurazioni che lavorava in centro a Milano) e aver accantonato il sogno di avere una banca tutta sua – come quella che vedeva da bambino quando raggiungeva suo padre in ufficio -, ha deciso di dare una svolta al suo percorso come consulente finanziario e agente di assicurazioni. “Ero stufo dei vincoli che mi venivano imposti, dell’assenza di creatività, della contestuale poca voglia di innovare e dal comportamento, talvolta arrogante, di banche e compagnie assicurative”, racconta.

Una decisione difficile, ma che immediatamente portato a una nuova esperienza, o meglio a un nuovo mondo, quello della blockchain. “Mi sono avvicinato a questa tecnologia, perché rappresenta un ideale di democrazia e libertà, visto che il potere è decentralizzato e perché, citando il filoso Taleb, possiamo definirla un’assicurazione per tutelarci da un futuro orwelliano”. E da questo assunto è nata Notarify, l’unico file manager con registrazione su blockchain e firma biometrica che ‘assicura’ e garantisce con certezza l’identità di chi sottoscrive i documenti e i contratti, attraverso servizi alternativi a quelli tradizionalmente erogati da soggetti istituzionali.

Pensata a seguito di una brutta esperienza personale, la startup è nata sia come esigenza tecnica, con l’intento di semplificare le complessità che stanno dietro alle firme di contratti a distanza, sia come protezione e tutela per problemi di natura legale. L’aneddoto svelato da Federico ne è un’ulteriore conferma. “Ho pensato di dar vita a Notarify quando ho avuto una vertenza con un cliente, il quale non stava pagando un’azienda di cui ero socio, negando l’esistenza di un debito nei nostri riguardi. In sintesi, aveva taroccato il contratto, che era stato scambiato per posta elettronica, eliminando con qualche software una parte relativa ai dettagli economici. In quel preciso momento ho capito quanto sarebbe stato utile uno strumento come Notarify”.

Per rendere immutabile un documento registrato e avere una modalità di firma che permettesse di siglare lo stesso file, garantendo al tempo stesso l’identità dei sottoscrittori, la blockchain però non poteva essere l’unica tecnologia alla base dell’attività di Notarify. “Oltre ad essa, ci avvaliamo dell’intelligenza artificiale e del cloud. Solo grazie alla loro integrazione reciproca siamo riusciti a dar vita a una piattaforma che consente di fare quello che solitamente le aziende riescono a realizzare grazie all’ausilio di quattro o cinque strumenti”, puntualizza.

Notarify è quindi pensato per tutti coloro che decidono di stipulare un contratto, dalle banche e dalle aziende, fino ad arrivare al piccolo imprenditore e al cittadino. Tutti apprezzano la possibilità di generare un contratto e ottenere una firma elettronica con identità certa in meno di un minuto. E non è un caso, quindi, se i numeri ottenuti nel 2020 promettono un futuro roseo. “A metà marzo, quando abbiamo lanciato la nuova versione della piattaforma, avevamo come obiettivo quello di raggiungere una quota di mille utenti entro l’anno, alla fine siamo arrivati a quasi duemila, con un tasso di crescita del 30% su base mensile: un traguardo incredibile”.

In agenda con l’arrivo del nuovo anno ci saranno anche le ambizioni di espansione all’estero. “Puntiamo ad aprire tre uffici internazionali, a Londra, Hong Kong e New York, e ad allargare la nostra attività, perché crediamo che Notarify possa esprimere tutto il suo potenziale in materia di transazioni internazionali, in quanto consente di avere piena consapevolezza di quello che si sta firmando (anche se ci si trova a migliaia di chilometri di distanza), di evitare di inviare e rinviare centinaia di carte e, infine, di avere strumenti univoci e sicuri”. Per farlo, la startup italiana ha intrapreso due strade ben distinte: una riguarda la collaborazione con diverse aziende di spicco, l’altra il crowdfunding.

Tra i partner strategici di Notarify, ci sono infatti Confcommercio Trentino e Crédit Agricole. Proprio quest’ultima, nel 2020, l’ha selezionata come una delle migliori startup italiane, inserendola nel hub dell’innovazione Le Village by CA Milano – dove al momento si trovano gli uffici di Notarify – che, come spiega Monti, “è un programma di accelerazione con l’obiettivo di accompagnare, tramite partner di prestigio internazionali, le startup nel proprio percorso di crescita e farle diventare delle scaleup”.

Inoltre, a inizio dicembre Notarify ha avviato una campagna di crowdfunding della durata di due mesi, in scadenza a febbraio 2021, con l’obiettivo di dar vita al progetto ideato con la Fondazione Bruno Kessler che servirà a integrare lo Spid o la carta d’identità elettronica con Notarify, che ambisce a diventare, contestualmente, una piattaforma anche a supporto dei sistemi della pubblica amministrazione. La campagna di crowdfunding, organizzata sulla piattaforma Opstart, è accessibile a tutti, in quanto prevede un investimento minimo di 500 euro, e ha un obiettivo di raccolta che parte da 130mila euro, con un overfunding consentito fino a 500mila euro. Con Opstart la collaborazione va anche oltre questa campagna, come ci tiene a sottolineare lo stesso Federico: “Stiamo collaborando per renderla la prima piattaforma di crowdfunding a certificare la documentazione su blockchain e a emettere minibond attraverso Notarify”.