Chi sono i trader principianti diventati milionari con le azioni di GameStop

GameStop
(foto Michael M. Santiago/Getty Images)
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(foto Michael M. Santiago/Getty Images)

Questo articolo di Abram Brown e Jemima McEvoy è apparso su Forbes.com.

Arzel Rodriguez si svegliò in preda al panico. Per tutto il periodo intorno alla metà di gennaio, si era svegliato presto nella sua casa di Hollywood Hills per monitorare il prezzo delle azioni di GameStop, che stava decollando. Ma il 27 gennaio, una calamità rischiò di abbattersi su di lui. Dormì troppo, fino alle 11 del mattino, quando a New York le azioni erano già schizzate alle stelle durante le contrattazioni: dai 150 dollari del giorno precedente, erano salite fino a un massimo di 380. Temeva che quel sonno intempestivo gli fosse costato la possibilità di vendere a quelle cifre da capogiro. Alla fine, non fu così. Arzel passò le 25 ore successive ad alleggerire la sua posizione. Una maratona insonne compiuta a suon di caffè e bevande energetiche Bang al gusto di pesca e mango. Rodriguez, ingegnere informatico di 23 anni, concluse l’operazione con 3,8 milioni di dollari sul suo conto. Era partito, pochi mesi fa, con 28mila.

“Dio mio, l’ebbrezza che ho provato. Non riesco nemmeno a spiegarla”, afferma, parcheggiato nella sua postazione di trading preferita: nel suo letto, appoggiato su una pila di cuscini. “Probabilmente non mi sentirò mai più così. Forse quando mi sposerò”.

Il pandemonio dell’affare GameStop, in cui è precipitato anche Rodriguez, sembra già rappresentare uno degli episodi più strani e singolari della storia di Wall Street. Un momento in cui normali investitori, prendendo spunto da un suggerimento postato su Reddit, hanno dirottato il corso del titolo di GameStop, un rivenditore al dettaglio di videogiochi largamente dimenticato. Lo hanno fatto, in parte, per fregare gli investitori che avevano venduto allo scoperto azioni della società, ai quali hanno fatto perdere miliardi di dollari quando le azioni si sono impennate. La corsa in massa verso GameStop ha generato una controversia di portata nazionale sul tema dell’accesso ai mercati finanziari, scoppiata dopo che gli investitori hanno avuto difficoltà a scambiare azioni nel mezzo del tumulto di operazioni. Politici di entrambi i partiti stanno utilizzando l’episodio come un terreno di battaglia anti-elite e anti-Wall Street. Già la prossima settimana l’amministratore delegato di Robinhood, Vlad Tenev, la cui piattaforma di scambio online è stata largamente utilizzata dagli investitori che si sono organizzati su Reddit, si troverà a dover testimoniare davanti al Congresso sull’argomento.

Per essere chiari, gli investitori hanno vinto la loro scommessa facendo qualcosa che nessun consulente d’investimento competente suggerirebbe mai: fare un investimento speculativo in una società in difficoltà, travolta da una mania finanziaria. Per sopravvivere a qualcosa del genere, “devi essere dannatamente fortunato”, dice Chris Cordaro, che passa parte del suo tempo a svolgere il ruolo di chief investment officer di RegentAtlantic, asset manager con sede nel New Jersey che esorta i suoi clienti a evitare mosse di questo genere. “E devi avere l’auto-disciplina necessaria per monetizzare mentre il titolo sta andando alle stelle, invece di tenerti le azioni troppo a lungo e trovarti incastrato”. E come succede a chi vince la lotteria, queste persone devono prepararsi a pagare tasse consistenti.

Tra questi fortunati vincitori milionari c’è il 27enne Kevin Sazone, responsabile degli acquisti presso un rivenditore di ricambi per auto con sede nel Connecticut. Aveva letto di GameStop su WallStreetBets, quando il forum aveva iniziato a interessarsi al titolo nello scorso autunno, e ha cominciato a comprare azioni a novembre. Ha incrementato il suo pacchetto a dicembre dopo avere scoperto che Ryan Cohen, il fondatore di Chewy.com, sito di e-commerce di prodotti per animali domestici venduto ad Amazon, era diventato uno dei principali investitori in GameStop. “Quella è stata una grande spinta positiva”, dichiara Sazone, che ha investito in GameStop 140mila dollari in due mesi: la cifra massima che poteva accettare di perdere.

Mentre le azioni continuavano la loro ascesa a gennaio, Sazone si trovò incapace di concentrarsi su qualsiasi altra cosa. “Era un po’ surreale”, afferma. “Era davvero difficile focalizzarsi sul lavoro durante quelle due settimane. Stavo semplicemente seduto a guardare numeri e a cercare notizie di qualsiasi tipo, perciò era certamente una distrazione”. Quando ha venduto le sue azioni, ormai arrivate in zona 300 dollari, ha intascato 1,8 milioni.

“In quei pochi giorni in cui il titolo davvero oscillava su e giù di continuo, non dormivo bene. Ho provato molta ansia. Una volta che ho venduto, ho iniziato a dormire meglio. Mi sento come se mi avessero tolto un grosso peso dalle spalle in questo momento”, dice Sazone, che aveva sognato a occhi aperti di lasciare il lavoro. “Se le azioni avessero raggiunto i mille dollari, avrei dato le mie due settimane di preavviso. Purtroppo non ci siamo arrivati”.

In modo analogo a Sazone, Jason Monahoyios, 28enne di Montreal, ha acquistato azioni di GameStop dopo essersi accorto dell’investimento di Cohen. “Mi sono detto: ‘Oh, questa è una cosa seria’”, racconta Monahoyios, project manager di una piccola società di import-export.

E come Sazone, Monahoyios ha ignorato l’opinione comune su WallStreetBets, che diceva di non vendere anche quando GameStop toccava quasi i 500 dollari ad azione. Il forum si divertiva a scagliarsi contro chiunque fosse in disaccordo. I più ferventi credenti dicevano di avere “mani di diamante” – la loro sicurezza nel tenere le azioni era cioè dura come la gemma più dura – e corredavano i loro post con emoji a forma di diamante e di mani. Qualcuno, deciso a vendere alla svelta, riceveva intanto titoli molto diversi. Quelle persone erano “puttane con mani di carta” – vale a dire, la loro fede era sottile come un foglio di carta -.

La mentalità di WallStreetBets ha iniziato a ricordare qualcos’altro a Jason Monahoyios. “Qanon”, sospira. “Venivo bombardato da queste teorie del complotto… da discorsi su come le azioni sarebbero arrivate a mille dollari… Chiunque riesca a mantenersi lucido in quella situazione è un superuomo. La mente umana non è progettata per far fronte a quel tipo di situazione”. Ciò nonostante, Monahoyios alla fine si è allontanato dal popolo di WallStreetBets e ha venduto le sue azioni di GameStop per poco più di un milione.

Gli ci è voluto del tempo per superare il fatto che avrebbe potuto vedere a una cifra molto più alta, incassando potenzialmente fino a 8 milioni di dollari, se avesse disinvestito quando il titolo era al suo apice. A un certo punto, il fratello di Monahoyios, che lavora con lui, gli ha chiesto se si sentisse bene. “Mi ha guardato e ha domandato: ‘Accidenti, perché hai quell’aspetto depresso?’. E mi ricordo di avere detto: ‘Ho appena venduto tutto. Avrei potuto guadagnare molto di più. Era tutto nel palmo della mia mano’. Lui: ‘Sì, bene, voglio dire: impara e vai avanti’”.

Arzel Rodriguez ha imparato a investire piuttosto di recente, quando ha approfondito l’argomento tramite video di YouTube. “L’anno scorso non sapevo nemmeno che cosa fosse un’opzione call”, spiega, riferendosi ai derivati finanziari utilizzati per piazzare scommesse rialziste su un’azione.

Rodriguez, che possiede un’agenzia digitale di Los Angeles, si è imbattuto in WallStreetBets solo dopo che Reddit gli è apparso tra i gruppi suggeriti da seguire. In un primo tempo, l’amore del forum per i meme e l’umorismo volgare lo lasciò confuso. “All’inizio pensavo che quella comunità fosse una barzelletta. Credevo che prendessero solo in giro la gente della finanza”, ricorda. “Non era così. Avevano ottimi consigli da dare”. Circa un anno fa, decise di vedere fin dove le competenze appena acquisite potevano portarlo e creò un conto per scambiare azioni con i soldi guadagnati tramite due lavori come ingegnere freelance. Scambiò un po’ di azioni di Tesla, così come dell’altro produttore di auto elettriche Nio, ma non fu del tutto coinvolto finché non si accorse del post di WallStreetBets che per primo suggeriva GameStop come potenziale investimento.

Mentre Rodriguez vedeva il titolo di GameStop salire di valore a gennaio, pubblicava su Instagram screenshot di quanto possedeva su Robinhood. Quello che è accaduto dopo è un ottimo esempio di come i social media abbiano contribuito a diffondere l’interesse sull’affare GameStop. Dopo avere pubblicato i post, Rodriguez è stato contattato da un compagno di scuola delle medie, Travis Martin, che aveva dimenticato da tempo.

Martin ha la stessa età di Rodriguez – 23 anni – e culla il sogno di entrare nel baseball professionistico da quando erano entrambi bambini a Austin, in Texas. Di recente è stato a Seattle, ad allenarsi in una struttura – DriveLine – in cui i prospetti del baseball vanno a sviluppare le loro capacità. Durante la pandemia, però, ha fatto le valigie e si è spostato a Austin, per stare vicino alla sua famiglia e racimolare un po’ di soldi lavorando per l’agenzia immobiliare dei suoi genitori.

Il suo patrigno era stato colpito dalla febbre del trading molti anni fa. Martin ricorda un momento nella casa sulla spiaggia della famiglia, in Florida, in cui il suo patrigno “tirò fuori 3mila dollari una mattina, mentre eravamo seduti in veranda. Pensai: ‘Oh cazzo, che cosa sto facendo?’”. Per la sua formazione finanziaria, Martin ha scelto lo stesso cammino intrapreso da Rodriguez: una montagna di tutorial su YouTube. Ha anche partecipato con entusiasmo a discussioni sul tema degli investimenti su gruppi di Discord: “Mi ci sono tuffato completamente e ho studiato a fondo”. E quando si è accorto dei post su Instagram di Rodriguez su GameStop, i due hanno iniziato a scambiarsi informazioni sulla società. “Ne abbiamo parlato molto”, dice Martin, “e sono andato all-in”. Tradotto: 38mila dollari riversati in opzioni di GameStop – una manovra più rischiosa del semplice acquisto di azioni, iniziata quando il titolo si aggirava sui 100 dollari -. Sotto la guida di Rodriguez, Martin ha scambiato azioni per circa 10 giorni, finché si è tirato fuori portandosi in dote 1,3 milioni di dollari.

“Considero questa operazione come un trampolino di lancio e sto pensando a che cosa posso fare ora”, dice Martin, che si sta domandando se seguire le orme di alcuni membri della sua famiglia e investire nel settore immobiliare in Texas. “È un’opportunità inaspettata. Sarebbe sciocco sprecarla”.

Il suo amico Rodriguez ha adocchiato almeno un acquisto-trofeo per festeggiare l’operazione. “Una Porsche”, dice. “Quella elettrica, pazzesca. Sarà probabilmente la prima cosa che comprerò”.