Smart Mobility

Il Mit cambia nome: il ministero dei trasporti punta alla mobilità sostenibile

Enrico Giovannini. (Photo by Filippo Alfero/Getty Images for Polito/Politecnico di Torino)

Che per il governo Draghi l’ambiente e la sostenibilità potessero essere dei punti chiave del suo operato lo si era intuito con la nomina di Roberto Cingolano come ministro per la transizione ecologica. E un altro passo in questa direzione è stato compiuto dal cambio di nome del ministero delle Infratrutture e dei trasporti che diventa ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili. Lo annuncia lo stesso ministero spiegando in una nota che la nuova denominazione è stata approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Enrico Giovannini con il decreto-legge sulla riorganizzazione dei ministeri.

“Il cambio di nome”, dice Giovannini, “corrisponde a una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu. L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato da Draghi, che ringrazio per aver sostenuto la proposta di modifica del nome del ministero. Investimenti rapidi e consistenti, come quelli che stiamo programmando, in particolare con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, devono produrre un rilevante effetto sul piano della competitività del sistema economico e di stimolo occupazionale nell’attuale congiuntura economica e in prospettiva”.

Per Giovannini, “il rafforzamento e l’ammodernamento delle reti infrastrutturali e del settore della logistica, l’investimento in infrastrutture sociali e nelle diverse aree del sistema dei trasporti devono accompagnare e accelerare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese e dei consumatori nella direzione della sostenibilità”. “Il Ministero – conclude il ministro – aprirà un dialogo intenso con gli operatori economici e sociali per identificare le azioni più idonee per accelerare questo percorso, tenendo conto anche delle nuove opportunità derivanti dai recenti orientamenti del mondo finanziario e delle politiche europee in materia”.

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