Oltre il banking: la formula della fintech Qonto per la trasformazione digitale della gestione finanziaria

Qonto
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Sempre meno contanti, sempre più pagamenti digitali. La pandemia ha portato con sé anche la rivoluzione cashless in Italia: il 51% dei cittadini ha fatto il primo acquisto online o ha intensificato l’uso dell’e-commerce nel 2020, mentre l’uso del contante è calato del 23%. Non stupisce, dunque, che la tendenza tra i consumatori, fotografata dai dati di Visa e Gfk, sia in atto anche fra le imprese, sempre più inclini a soluzioni digitali. “Le banche tradizionali offrono spesso servizi inadeguati alle esigenze di aziende e professionisti”, afferma Mariano Spalletti, country manager per l’Italia della fintech francese Qonto. “Spesso ci si trova di fronte a interfacce desuete o a funzionalità inadatte alla gestione dell’operatività quotidiana di un’impresa, e si perde molto tempo in questioni burocratiche”.

Si spiega anche così la crescita di Qonto, fondata nel 2016 e sbarcata in Italia nel maggio 2019. La società, a livello globale, impiega oggi oltre 300 dipendenti, conta più di 150mila clienti e ha raccolto fondi per 136 milioni. “Offriamo una soluzione finanziaria 100% online, b2b, che semplifica l’attività di pmi e professionisti”, prosegue Spalletti. “Vogliamo spingerci oltre il concetto di banca ed essere compagni di business, attraverso l’offerta di servizi per semplificare la gestione finanziaria e operativa delle imprese a 360 gradi”.

Il digitale

Mariano Spalletti Qonto
Mariano Spalletti, country manager di Qonto Italia

Il digitale offre, nel settore del banking, un servizio più semplice, intuitivo e libero da complessità burocratiche e di attivazione. Qonto permette di aprire un conto online in pochi minuti e di gestire le operazioni con un’interfaccia agile da web e da mobile. Mette a disposizione carte fisiche e virtuali e dà la possibilità di associare al conto servizi come Apple Pay e Google Pay.

Nell’ultimo anno, in Italia, il peso delle carte virtuali sul totale delle carte Qonto è aumentato di 11 punti percentuali, mentre le transazioni contactless sono passate dal 14% dei pagamenti con carta nel 2019 al 27% dei primi mesi del 2021.

Le soluzioni su misura

La maggior parte delle banche offre servizi di conto corrente standard. “Quasi tutte le challenger bank, inoltre, sono state concepite per servizi b2c”, ricorda Spalletti. “Noi invece siamo nati con un focus 100% rivolto al segmento b2b, che ha esigenze particolari e sensibilmente diverse rispetto ai correntisti privati”. 

Qonto ha implementato servizi specifici per le aziende, come la possibilità di aprire fino a cinque conti per la stessa impresa, per garantire maggiore controllo sui flussi di cassa. “Per esempio”, spiega Spalletti, “si può aprire un conto per ogni team, per allocare e gestire in modo indipendente budget dedicati”. Le carte sono disponibili anche per collaboratori e dipendenti, con limiti modificabili dall’amministratore del conto. Qonto permette anche di eliminare le note spese, allegando ricevute e scontrini, tramite una foto, alle transazioni sull’app. Tra le altre soluzioni offerte ci sono anche la certificazione del valore legale del documento digitalizzato e l’accesso dedicato ai commercialisti, in sola lettura.

Il supporto

Se Qonto è nato per colmare le lacune delle banche tradizionali, dall’altro lato ha dovuto superare il limite di molti servizi online: la perdita della relazione diretta con la banca. Un rapporto importante non solo sul piano della fiducia, ma anche per risolvere rapidamente i problemi.

“Il tempo di risposta medio di Qonto è di 15 minuti”, sottolinea Spalletti. Il servizio è garantito non solo da mail, app e chatbot, ma anche via social e telefono. E proprio sul rapporto con pmi e professionisti si basa il processo di miglioramento del servizio: lo sviluppo è dettato dai loro feedback e richieste.