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Business 23 Giugno, 2020 @ 9:47

Wirecard nel caos tra miliardi mancanti e buchi nella gestione

di Massimiliano Carrà

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Un altro scandalo finanziario travolge la Germania. Dopo la frode fiscale, soprannominata “Cum-Ex”, il paese tedesco si ritrova a dover gestire una nuova situazione senza precedenti all’interno del mondo fintech a causa di Wirecard, la startup bavarese divenuta in pochi anni un colosso finanziario.

Dopo le voci iniziali, la società tedesca (che offre soluzioni per i pagamenti elettronici, la gestione dei rischi e l’emissione di carte di credito a oltre 7.000 clienti) a partire da giovedì 18 giugno ha acceso su di sé i riflettori di tutto il mondo.

Dopo aver sospeso Jan Marsalek, membro del consiglio di amministrazione della società (proprio il 18 giugno) e aver accettato le dimissioni (19 giugno) di Markus Braun, ceo e maggior azionista del gruppo (al suo posto è stato nominato ceo ad interim James Freis), Wirecard, in un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri, ha ammesso che quasi 2 miliardi di euro di liquidità (con precisione 1,9) che dichiarava di avere in cassa “molto probabilmente non esistono”. Di conseguenza, la fintech bavarese ha deciso “di ritirare i risultati finanziari più recenti” e ha inoltre ammesso che i conti degli altri anni potrebbero essere inaccurati.

Una notizia che, inevitabilmente, ha gettato più ombre che luci sulle figure proprio di Jan Marsalek e di Markus Braun. Per essi, infatti, secondo quanto riportato da diversi giornali tedeschi, il tribunale di Monaco sta valutando l’accusa di falso in bilancio e il mandato d’arresto.

Wirecard: il tracollo delle azioni in Borsa

Sulla base di quanto emerso negli ultimi giorni, a cui si aggiunge da una parte che la società tedesca è in trattativa  con le sue banche creditrici per il proseguimento delle linee di credito e dall’altra che sta valutando di ridurre i costi (attraverso la ristrutturazione, la cessione o la cessazione delle unità di business e dei segmenti di prodotti), il titolo Wirecard, quotato alla Borsa di Francoforte, è andato incontro a un crollo senza precedenti. 

Solamente nelle ultime tre sedute di contrattazioni, compresa quella di ieri, le azioni sono scese dell’86%, passando quindi dal prezzo di 100,40 euro per azione (registrato giovedì 18 giugno alle ore 10.30) a quello di 14,13 euro per azione. Un vero e proprio tracollo che intacca ovviamente anche la capitalizzazione di mercato, passata da 24 miliardi di euro (massimo di due anni fa) a 1,8 miliardi di euro. 

Infine, è importante evidenziare che, come riportato anche da Forbes.com, la società fondata nel 1999 proprio da Markus Braun era già finita nel mirino del Financial Times che da 18 mesi lavora a un mega dossier proprio su Wirecard. In tutto questo, l’agenzia americana Moody’s, dopo aver declassato a spazzatura l’azienda, ha deciso di sospendere il suo rating di credito a causa delle “informazioni insufficienti o inadeguate”.

Innovazione 25 Febbraio, 2020 @ 1:49

Revolut diventa una delle fintech di maggior valore al mondo

di Forbes.it

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Da sinistra: Vlad Yatsenko e Nikolay Storonsky, co-fondatori di Revolut.

Revolut, piattaforma finanziaria globale con oltre 10 milioni di utenti nel mondo, ha raccolto 500 milioni di dollari nel round di Serie D, portando il totale dei investimenti raccolti a 836 milioni di dollari. Lo ha reso noto una nota della stessa società che ha sottolineato che il nuovo round è stato guidato dal fondo americano Tcv, con la partecipazione di altri investitori esistenti. Con questo ultimo investimento la valutazione della società sale a 5,5 miliardi di dollari, rendendo Revolut una delle aziende fintech con la più alta valutazione al mondo.

Il nuovo investimento è stato garantito in seguito agli alti livelli di domanda e utilizzo da parte degli utenti e dalla solida performance finanziaria dello scorso anno. Nel 2019 Revolut, che non è però stata inclusa nell’ultima lista Fintech 50 di Forbes, ha visto crescere il numero degli utenti del 169% e il numero degli utenti attivi su base giornaliera del 380%, mentre i ricavi 2018 sono aumentati del 354%.

LEGGI ANCHE: “Stripe scalza Airbnb e WeWork e diventa l’Unicorno più grande degli Usa”

Gli investimenti saranno focalizzati sulla customer experience e utilizzati per rafforzare l’offerta retail e business di Revolut nei mercati esistenti, con un focus particolare sullo sviluppo del prodotto che supporterà l’accelerazione dell’utilizzo giornaliero degli account. I piani futuri, dopo le ultime novità che hanno interessato il mercato italiano, includono i servizi di credito per utenti retail e business, l’estensione di conti deposito con tassi di interesse molto vantaggiosi al di fuori del Regno Unito, il rafforzamento ulteriore dell’assistenza clienti e il lancio delle operazioni bancarie in Europa.

“La nostra missione”, commenta il co-fondatore e ceo Nik Storonsky, “è costruire una piattaforma finanziaria globale. Un’unica app attraverso la quale i nostri utenti possano gestire tutti gli aspetti finanziari quotidiani, e questo investimento dimostra la fiducia che gli investitori hanno nel nostro modello di business. Per il futuro il nostro focus sarà il lancio delle operazioni bancarie in Europa, l’incremento del numero di utenti che utilizzano Revolut quotidianamente come account e l’impegno per la profittabilità”.

Revolut si concentrerà anche sull’ulteriore sviluppo degli account Premium e Metal, che hanno già dimostrato di essere un’efficace fonte di ricavi per il business, con una crescita del 154% registrata lo scorso anno. Gli account Premium e Metal di Revolut includono una serie di benefit come cambio valuta illimitato, accessi alle lounge aeroportuali, stock trading senza commissioni e assicurazione di viaggio.

Tra gli obiettivi anche l’espansione dell’organico in diverse location. L’azienda impiega attualmente oltre 2000 persone e lo scorso anno ha nominato una serie di dirigenti per rafforzare la governance. Martin Gilbert, ex co-chief executive di Standard Life Aberdeen, è stato nominato chairman del board, mentre Caroline Britton, precedentemente audit partner di Deloitte, e Bruce Wallace, ex chief operations officer di Silicon Valley Bank, sono stati entrambi nominati non-executive directors.

Classifiche 13 Febbraio, 2020 @ 1:30

La classifica Forbes delle migliori 50 Fintech nel 2020

di Forbes.it

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Edited By Janet Novack & Jeff Kauflin. Reported By Michael del Castillo, Ashlea Ebeling, Antoine Gara, Sarah Hansen, Samantha Sharf, Kelly Anne Smith and Hank Tucker per Forbes.com

Gli investitori hanno investito oltre 53 miliardi di dollari in startup fintech in tutto il mondo nel 2019, secondo Accenture. Mentre gli imprenditori hanno preso di mira con un assalto frontale istituzioni finanziarie secolari, un buon numero di persone rispetto agli anni passati è passato alle banche e alle assicurazioni digitali.

Un esempio è MoneyLion, una newbank la cui app offre non solo conti correnti gratuiti, carte di debito e anticipi sulla busta paga, ma anche portafogli ETF. Con oltre sei milioni di utenti, quest’anno farà la sua prima apparizione nella Fintech 50. Un’altra new entry da osservare è Dave, un’app da $ 1 al mese i cui oltre cinque milioni di utenti ricevono aiuto per costruire un proprio portafoglio crediti, oltre a conti correnti senza costi minimi o commissioni sui fidi. Gli investitori, tra cui il miliardario Mark Cuban, hanno investito 76 milioni di dollari in Dave, che ha già un valore di 1,2 miliardi di dollari.

Per quanto riguarda l’insurtech, ci sono quattro nuove società che entrano in classifica, tra cui Ethos, che utilizza la tecnologia predittiva per calcolare i prezzi delle assicurazioni sulla vita in 10 minuti e verifica i dati auto-segnalati dai candidati con i loro registri medici e farmaceutici, in modo che la maggior parte delle richieste sia approvata senza un esame medico. Gli investitori, tra cui società di venture capital e Jay-Z, Robert Downey Jr., Kevin Durant e Will Smith, hanno investito 107 milioni di dollari in Ethos, che ora ha una valutazione 450 milioni di dollari, secondo PitchBook.

Complessivamente, 19 aziende della Fintech 50 di quest’anno, la quinta edizione della lista annuale, compaiono per la prima volta. Come sempre, siamo aperti alle startup con buone idee, non importa quanto siano piccole. Propel ha solo $ 18 milioni in finanziamenti da Andreessen Horowitz e Serena Williams, tra gli altri, e ha un valore di $ 55 milioni. Ma la sua app mobile, Fresh EBT, sta già consentendo a due milioni di destinatari di buoni alimentari di controllare i propri saldi, ritagliare coupon elettronicamente e cercare lavoro e servizi sociali. Il fondatore Jimmy Chen, 32 anni, è cresciuto in una famiglia di Kansas City che ha avuto problemi economici, è andato a Stanford e ha continuato la carriera lavorando per LinkedIn e Facebook.

Mentre emergono nuove fintech, le valutazioni delle società che si trovano nella fase successiva sono in aumento: 13 delle scelte di quest’anno valgono più di $ 2 miliardi, rispetto alle otto dell’anno scorso. Nel 2019, il gigante dei pagamenti Stripe ha visto aumentare il suo valore da $ 13 a $ 35 miliardi, tre volte e mezzo il valore di Ripple, la seconda fintech con la maggiore valutazione. La banca digitale Chime ha impiegato solo nove mesi per passare da $ 1,3 miliardi a $ 5,8 miliardi di valutazione.

Un paio di cose che tutte le nostre scelte di Fintech 50 2020 hanno in comune: sono aziende private con operazioni o clienti negli Stati Uniti e stanno rendendo più semplice, rapido ed economico l’utilizzo dei servizi finanziari.

Acorns – Personal Finance – $257 milioni (Finanziamenti) – Irvine, California
Addepar – Wall Street & Enterprise – $240 M – Mountain View, California
Affirm – Personal Finance – $800 m – San Francisco, California
Axoni – Blockchain & Bitcoin – $59 M – New York, New York
Behavox – Wall Street & Enterprise – $20 M – New York, New York
Better.com – Real Estate – $254 M – New York, New York
Betterment – Investing – $275 M -New York, New York
Brex – B2B Lending – $315 M – San Francisco, California
Cadre – Real Estate – $133 M – New York, New York
Carta – Wall Street & Enterprise – $448 M – San Francisco, California
Chainalysis – Blockchain & Bitcoin – $45 M – New York, New York
Chime – Personal Finance – $805 M – San Francisco, California
Coinbase – Blockchain & Bitcoin – $525 M – San Francisco, California
Credit Karma – Personal Finance – $869 M – San Francisco, California
Dave – Personal Finance – $76 M – Los Angeles, California
Divvy Homes – Real Estate – $163 M – San Francisco, California
Ethos – Insurance – $107 M – San Francisco, California
Everledger – Blockchain & Bitcoin – $20 M – London, United Kingdom
Fattmerchant – Payments – $18 M – Orlando, Florida
Finix – Payments – $55 M – San Francisco, California
Hippo Insurance – Insurance – $209 M – Palo Alto, California
iCapital Network – Investing – $80 M – New York, New York
Insurify – Insurance – $30 M – Cambridge, Massachusetts
Kabbage – B2B Lending – $489 M – Atlanta, Georgia
Kindur – Investing – $11 M – New York, New York
Lemonade – Insurance – $480 M – New York, New York
Lively – Personal Finance – $42 M – San Francisco, California
MakerDAO – Blockchain & Bitcoin – $63 M – New York, New York
Marqeta – Payments – $378 M – Oakland, California
MoneyLion – Personal Finance – $207 M – New York, New York
Next Insurance – Insurance – $381 M – Palo Alto, California
Nova Credit – Personal Finance – $65 M – San Francisco, California
Opendoor – Real Estate – $1300 M – San Francisco, California
Payoneer – Payments – $270 M – New York, New York
Plaid – Payments – $310 M – San Francisco, California
Plastiq – Payments – $140 M – San Francisco, California
Propel – Personal Finance – $18 M – New York, New York
Ripple – Blockchain & Bitcoin – $293 M – San Francisco, California
Roofstock – Real Estate – $133 M – Oakland, California
Root Insurance – Insurance – $528 M – Columbus, Ohio
Stash – Investing – $192 M – New York, New York
States Title – Real Estate – $107 M – San Francisco, California
Stripe – Payments – $1000 M – San Francisco, California
Tala – Personal Finance – $200 M – Santa Monica, California
Tally – Personal Finance – $92 M – San Francisco, California
Toast – Payments – $498 M – Boston, Massachusetts
TransferWise – Payments – $689 M – London, United Kingdom
Trumid – Wall Street & Enterprise – $200 M – New York, New York
Unison – Real Estate – $40 M – San Francisco, California
Upstart – Personal Finance $165 M – San Mateo, California

Business 15 Gennaio, 2020 @ 5:24

Fintech in Italia: la fotografia del settore scattata dalla piattaforma SemRush

di Forbes.it

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Fintech (Shutterstock)

Lo sviluppo del Fintech nel mondo finanziario sta trasformando il modo in cui le persone gestiscono i soldi, le transazioni e gli affari, dando vita a un settore sempre più improntato all’utilizzo del web e delle ultime tecnologie digitali. Il cambiamento che stiamo vivendo comporta un’evoluzione anche delle strategie di marketing delle organizzazioni finanziarie che intendono rimanere competitive nel contesto di uno spazio digitale in continua crescita.

La piattaforma per web marketing SEMrush ha raccolto e analizzato dati provenienti dagli ecosistemi digitali a livello nazionale, raccogliendo e analizzando i dati dei siti delle aziende Fintech, ovvero quei servizi finanziari che impiegano le ultime innovazioni tecnologiche e che stanno rivoluzionando il mercato.

Opportunità di consolidamento debiti, mutuo immobiliare e leasing finanziario sono le ricerche più frequenti su Google da parte dei consumatori italiani. Consolidamento debiti ha mostrato una crescita sostanziale a marzo e maggio di 2019 e ha raggiunto il massimo rispetto agli anni passati – 5400 ricerche al mese.

Ma, nonostante questi vantaggi economici, “consolidamento debiti” è più ricercato dagli italiani nelle seguenti banche: Findomestic e Agos. 

I volumi di ricerca dei consumatori per durata del credito mostrano che gli utenti italiani ricercano principalmente crediti a lungo termine, ma è importante notare che la tendenza del credito a lungo termine è negativa rispetto all’anno precedente, così come quella del “credito a breve termine”: diminuiscono dell’11% e 13%, rispettivamente.

Tornando al discorso della strategia di marketing, è molto interessante notare un fenomeno relativo al traffico dei siti del settore finanziario. Nonostante nella maggior parte dei casi il traffico da mobile sia molto più alto rispetto a quello desktop (secondo l’analisi dei principali domini italiani l’84,7% del traffico proviene da mobile), nel settore della tecnofinanza siamo ancora un passo indietro: nel traffico da ricerca organica italiano il 59,38% del traffico proviene da desktop e il 40,62% da mobile.

BrandVoice
7 Gennaio, 2020 @ 2:31

Accelerare l’evoluzione digitale della finanza, con una visione olistica

di Forbes.it

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(Foto di Lorenzo Cafaro da Pixabay)

Articolo tratto dal numero di dicembre 2019 di Forbes Italia. Abbonati

Accelerare l’evoluzione digitale dell’industria mondiale del wealth & asset management, fornendo soluzioni e servizi tecnologici sulla base di centralità del cliente, esperienza di settore e innovazione di prodotto: questa la mission di Objectway. Da 30 anni sul mercato, il gruppo Objectway è un Global top 100 fintech provider (secondo la classifica Idc) nell’industria del software e servizi per il mondo della finanza.
Nel 2000 l’azienda inizia una prima fase di sviluppo che ne consolida la leadership sul mercato italiano. Dal 2012 coniuga la crescita organica con un programma di espansione internazionale, finalizzando acquisizioni in Benelux, Uk e Italia che portano Objectway a diventare un player di riferimento per le istituzioni finanziarie in Emea, con un volume di affari di circa 75 milioni di euro, oltre 700 dipendenti, e 200 clienti nei principali paesi europei.

Il suo fondatore e amministratore delegato, l’ingegnere nucleare Luigi Marciano, ha puntato sulla specializzazione in un segmento di business ad alto valore aggiunto. Un settore che è cresciuto del 5,1% nel 2018 e del 4% quest’anno, secondo le stime di una delle principali società di consulenza e ricerca nel campo dell’information technology. In questo trend di crescita, la digitalizzazione fa la parte del leone, spingendo gli operatori finanziari a sfruttarne appieno le opportunità. In questo ambito, Objectway abilita la digitalizzazione dell’intera catena del valore del wealth management, dell’asset management e del life insurance con una visione olistica, mettendo a disposizione di banche, sgr, sim e outsourcer una copertura completa, front-to-back, delle loro esigenze applicative.

Le soluzioni di Objectway per il wealth management permettono di digitalizzare la relazione tra cliente, advisor e istituzione finanziaria; rendono il processo di advisory automatizzato e performante; migliorano l’efficienza della gestione di portafogli finanziari e dell’operatività sugli investimenti; facilitano la gestione delle reti di promotori abilitando l’operatività di migliaia di consulenti finanziari che servono milioni di clienti in tutta Europa. Per gli asset manager, Objectway abilita la gestione automatizzata di sofisticati portafogli finanziari, sia private che istituzionali, per oltre un trilione di asset. Gestisce a 360° tutte le esigenze di sgr e banche depositarie in relazione ai fondi aperti e fondi chiusi, ottimizzando le performance degli intermediari finanziari grazie a un’amministrazione efficiente ed efficace.

La spinta del digitale

Attualmente, secondo le più autorevoli analisi di settore, la maggior parte degli operatori finanziari sta sfruttando le opportunità fornite dalla digitalizzazione per iniziative di ottimizzazione, efficienza e produttività negli ambiti dell’automatizzazione dei processi e della customer experience. Gli asset manager richiedono di intervenire a livello di tecnologico per fare fronte a tutta una serie di esigenze che comprendono l’automazione di numerose attività effettuate sui portafogli, inclusi i più sofisticati, per renderle più efficaci e quindi ridurre i costi di gestione, migliorando anche il time-to-market e il servizio ai clienti.

Sul fronte della gestione del cliente e del supporto all’advisor, stanno evolvendo i modelli di consulenza e di conseguenza le piattaforme che li supportano, nell’ottica di aggiungere valore al servizio per il cliente, nonché al lavoro del consulente finanziario, per consentirgli di interagire con l’investitore avendo a disposizione una base di dati molto più ampia e completa. Ad esempio, alcuni clienti della società hanno completamente digitalizzato il customer journey, potenziando la collaborazione tra cliente e advisor; altri sono più focalizzati a utilizzare la tecnologia per la costruzione di portafogli modello; altri ancora sono maggiormente concentrati, per esempio, sull’automazione delle proposte di investimento mediante l’applicazione della Mifid II ex ante, in modo da disporre di proposte già adeguate su grande scala. In tutti questi contesti, si applicano tecnologie digitali di automazione, di robotizzazione, e successivamente anche degli strumenti di machine learning, più avanzati, che supportano la persona e aumentano le sue capacità, valorizzandone il ruolo.

Intelligenza artificiale, passaggio generazionale e nuovi player fintech

Luigi Marciano
Luigi Marciano

Una fase, dunque, di adozione della tecnologia finalizzata all’ottimizzazione nella gestione di portafogli, alla digitalizzazione del contatto con la clientela e al supporto del lavoro dei consulenti. Da osservatore e da attore del mercato, Objectway ritiene quindi che il problema non sia quello degli strumenti. L’intelligenza artificiale è la frontiera più avanzata delle tecnologie digitali e alcuni operatori la stanno già adottando. L’automazione più spinta – con l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale – avrà sempre più spazio e impatterà tutti gli ambiti del wealth e asset management. Gli operatori del settore, infatti, stanno pensando ad un utilizzo pervasivo dell’intelligenza artificiale in tutte le fasi del front, middle e back office. Il grado di applicazione varierà a seconda della necessità dell’apporto dell’elemento umano, che sarà maggiore nelle attività di relazione con il cliente, minore nell’operatività di back office.

Insieme a una rapida evoluzione della tecnologia, lavorando con i propri clienti Objectway assiste a un altrettanto veloce cambiamento dei comportamenti degli investitori, che richiede alle istituzioni finanziarie di ripensare la gestione della relazione. La nuova generazione di clienti vuole essere maggiormente coinvolta nelle decisioni di investimento e si aspetta una user experience paragonabile a quella che sperimenta in altri settori. Le banche dovranno confrontarsi con nuovi player (Amazon, Facebook, Google) che fanno della tecnologia e della user experience elementi centrali della loro offerta.

Riguardo all’ingresso sul mercato di startup del fintech, una delle società di consulenza tecnologica più note al mondo ha definito Objectway “un’azienda che unisce l’esperienza di un player consolidato con la capacità di innovazione di una fintech”. Nell’opinione dell’azienda, chi riesce ad unire la conoscenza del mercato, l’esperienza in un settore molto complesso, con la capacità di innovazione non deve preoccuparsi delle fintech. Possono avere successo nei modelli di business più semplici, ad esempio i sistemi di pagamento, ma più difficilmente raggiungere risultati importanti nei servizi di investimento, caratterizzati da un’elevata complessità dei prodotti e dove la relazione con il cliente resta molto importante.

Due approcci per la digitalizzazione

Objectway mette a disposizione dei propri clienti l’adozione della piattaforma completa (WealthTech Suite), o delle sue componenti. Tutto dipende dalle esigenze: i grandi player generalmente integrano nei propri sistemi le componenti specifiche che servono. Le istituzioni finanziarie di dimensioni medie o le realtà di nicchia utilizzano la piattaforma completa. Il senso dell’uso “platform” è evidente: se per esempio si desidera sfruttare la digitalizzazione avanzata, applicando strumenti di intelligenza artificiale, bisogna avere un sistema in grado di raccogliere una quantità massiva di dati in modo che possano essere utilizzati dagli algoritmi. I clienti, così, beneficiano in tempi sostanzialmente brevi di tecnologia avanzata, integrata e subito disponibile, che consente di supportare la gestione del cliente, le attività dell’advisor, l’ottimizzazione dei portafogli e tutte le altre funzioni che servono per gestire l’intero ciclo di vita degli investimenti sul patrimonio del cliente.

Awards e riconoscimenti da autorevoli enti di settore (2019):

• Top 100 – IDC Fintech Rankings
• “Best Wealth Management System” – Goodacre Systems in the City Awards
• 1° posto – IBS Sales League Table
• Top 100 WeatlhTech Companies – Fintech Global
• Top 500 Champions – Italy Post | L’Economia del Corriere della Sera

Innovazione 27 Dicembre, 2019 @ 8:30

La nuova era dello sportello in tasca secondo Buddybank

di Matteo Rigamonti

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Claudia Vassena, head of Buddybank. (Courtesy Buddybank)

Articolo tratto dal numero di dicembre 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Buddybank è più di una applicazione per l’online banking su iPhone. È la risposta di Unicredit all’evoluzione di un preciso segmento di mercato, un modello di banca che anticipa le esigenze del cliente di domani, partendo da evidenze che all’estero sono emerse più di quanto non lo siano ancora in Italia. Dati e tendenze sulle quali, negli uffici di piazza Gae Aulenti, sono al lavoro da qualche anno.

All’origine di Buddybank, il conto corrente lanciato da Unicredit a gennaio 2018 con Iban italiano, carta di debito e di credito MasterCard, Apple Pay, servizio di concierge 24 ore al giorno 7 giorni su 7 via chat, ci sono infatti attenta analisi e meticolosa progettazione. Ma c’è innanzitutto l’osservazione della realtà che cambia, come racconta a Forbes Italia Claudia Vassena, head of Buddybank. “Fino a una decina di anni fa”, osserva la manager, “la priorità del sistema bancario era l’omnicanalità, dunque lo sviluppo di un sito internet da fruire soprattutto in modalità desktop per i pagamenti online da affiancare al tradizionale canale offline dello sportello e del bancomat”. Un passaggio obbligato per l’intero settore e realizzato con notevoli investimenti in termini di infrastrutture e informatica. Qualcosa di cui le banche beneficiano ancora oggi. Poi “l’avvento dello smartphone e delle app fruite in modalità mobile first ha rivoluzionato tutto. Ma questa è un’opportunità per la gestione della clientela”, continua Vassena.

Non sono soltanto i più giovani, infatti, gli utilizzatori di app per il mobile banking, come è normale che sia per ragioni anagrafiche e per via della predilezione che dimostrano verso la comunicazione asincrona della messaggistica social. Ma ci sono anche altri segmenti di popolazione come gli “over 40, che vogliono essere liberi di fare bonifici e F24 online anche la sera o nel weekend” oppure nicchie di quella “componente ancora restia alla digitalizzazione che pure si è accorta delle potenzialità dell’home banking e della facilità d’uso delle app”. Se a ciò si affianca una tendenza che dal Regno Unito è destinata a raggiungere anche l’Italia (in Inghilterra “l’80% dei clienti del sistema bancario ha ormai due istituti di riferimento, uno per l’operatività corrente e uno per i finanziamenti come il mutuo”, ricorda Vassena), si può intendere come mai un prodotto come Buddybank sia in grado di raggiugere 40mila clienti in poco meno di due anni. Dei quali, peraltro, solo il 20% è condiviso con Unicredit, mentre l’80% è di nuova acquisizione. E non è raro che per alcuni di essi questo sia il primo passo verso la banca madre. Dei clienti Buddybank, inoltre, il 30% sceglie il profilo premium, Buddybank Love, quello che include il servizio Lifestyle Concierge h 24, 7 giorni su 7: in pratica un assistente personale per organizzare weekend, acquistare biglietti eventi, viaggi, prenotare ristoranti e hotel, trovare regali.

Agli operatori di Buddybank (veri e propri bancari che operano dalla filiale, non un call center da remoto) l’utente, che possiede uno smartphone Apple e ha scaricato l’applicazione, può domandare tutto ciò di cui ha bisogno via chat, persino dove trovare una cassetta di sicurezza. Servizio di cui può facilmente disporre così come della comodità di prelevare presso qualsiasi atm Unicredit a costo zero. Un beneficio non da poco se si considera che quella italiana è una clientela che al 50% preleva qualcosa come quattro volte al mese, anche piccoli importi. Quanto alle chat, invece, ne vengono gestite dal team di Buddybank una media di 800 al giorno; il tempo di risposta medio, secondo i dati forniti dalla società, è pari a 30 secondi con un indice di customer satisfaction pari al 95%. Ciliegina sulla torta sono i 12 mesi di musica su Tidal Premium per chi sceglie di aprire il conto.
Ad aver spinto Unicredit verso il concept e la release di Buddybank, confida Vassena, è stato anche il fatto che, pur trattandosi di una “banca sistemica”, Unicredit vuole “essere innovatrice ed esercitare un effetto trainante sui mercati per guidare il cambiamento”. A maggior ragione quando si tratta di tendenze, come quella del mobile first, che sono destinate a rivoluzionare il mercato e in parte è già così. Se l’opzione multi-conto sarà la scelta di un sempre crescente numero di clienti, Unicredit con Buddybank ha voluto muoversi per tempo. Lanciando un servizio che, peraltro, si presta a quella che in futuro potrebbe essere un’ulteriore prospettiva di sviluppo per gli istituti bancari: l’educazione finanziaria. Perché, una volta che si inizia a disporre di dati sulle abitudini di spesa della clientela, nulla vieta alle banche di farsi promotrici di suggerimenti e strategie per la gestione del risparmio. Anzi le mette in una posizione ottimale per dialogare con la clientela. Magari, perché no, proprio attraverso qualche spunto lanciato via chat a giovani e non solo.

Business 23 Dicembre, 2019 @ 1:00

Nasce in Italia il primo reverse fintech accelerator al mondo

di Forbes.it

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Ha un nome italianissimo, Magnifico, ed è il primo reverse accelerator mai creato. A realizzarlo Medici (società globale di consulenza focalizzata sul FinTech), in collaborazione con EY, con l’obiettivo di mettere in contatto tra loro le principali istituzioni finanziarie italiane e le fintech globali.

Nicolò Petrone, head of Medici Europe

“Attraverso un’analisi del mercato Medici ha evidenziato il bisogno delle Istituzioni Finanziarie italiane, oggi più che mai recettive al cambiamento, di lavorare con le FinTech per migliorare la propria value proposition sul mercato e avviare il proprio processo di trasformazione digitale ed evoluzione del modello di business”, spiega Nicolò Petrone, head of Medici Europe e inserito lo scorso anno nell’elenco degli Under 30 di Forbes Italia. 

“La crescita dell’utilizzo di soluzioni FinTech”, prosegue, “ha rafforzato la comune convinzione che saranno questi nuovi attori a modificare maggiormente il sistema dei servizi finanziari. Magnifico nasce quindi con lo scopo di accelerare questa fase di incontro tra incumbent e FinTech e lo farà grazie al team Europe di Medici basato a Milano e affiancato dagli esperti EY”.

A differenza degli acceleratori tradizionali che si stanno moltiplicando negli ultimi anni, Magnifico non si focalizza su startup early stage (cioè ancora all’inizio della loro processo di crescita) ma su realtà, seppur innovative, già in fase di scale-up (cioè già strutturate e con una base clienti).

È proprio a questo punto che si ribalta il tradizionale processo di accelerazione – infatti, l’obiettivo non è quello di accelerare la startup, ma di accelerare il processo d’innovazione della Banca/istituzione finanziaria e di assicurare il più rapido time-to-market di specifici progetti d’innovazione.

A supporto del processo di Open Innovation MEDICI metterà a disposizioni il proprio Global Listening Engine, il più grande database FinTech mondiale dotato di un sistema di Intelligenza Artificiale in grado d’intercettare le migliori innovazioni di mercato e le collaborazioni tra incumbent e FinTech su scala globale.

È presente anche un altro importante player nell’acceleratore: Virtusa, società quotata al Nasdaq e dotata di una delle più avanzate piattaforme di Open Banking al livello globale.

Virtusa da un lato permetterà alle Istituzione di provare l’integrazione delle soluzioni scelte (tramite API), attraverso la sua piattaforma (Open Innovation Platform) e dall’altro lato renderà possibile, per chi vorrà, l’effettiva integrazione della FinTech Solution nel proprio core banking.

Diverse istituzioni finanziarie hanno già sposato l’approccio di Magnifico, tra cui UBI Banca e Banca Profilo.

 

Innovazione 30 Settembre, 2019 @ 9:58

Anche la finanza è entrata nella nuvola

di Forbes.it

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NetApp: Alexander Wallner
Alexander Wallner, vice presidente senior e general manager Emea NetApp

“L’impatto culturale sulla penetrazione digitale – e su quella dei servizi cloud in particolare – è molto significativo, e questo è particolarmente vero per quanto riguarda il settore finanziario”. Ne è convinto Alexander Wallner, vice presidente senior e general manager Emea di NetApp, la società californiana di servizi di gestione dati e cloud ibridi attiva sul mercato globale. “Spesso infatti – prosegue Wallner – riscontriamo che l’ostacolo principale non è tanto la mancanza di una infrastruttura tecnologica adeguata quanto gli attori stessi e la loro attitudine ai cambiamenti in corso. Molti degli attuali C-level hanno cominciato diversi anni fa in un momento in cui la realtà era completamente differente e oggi si trovano a dover affrontare un mercato in rapida evoluzione in cui persino le tech companies faticano a stare al passo coi tempi.”

Secondo Alexander Wallner, la causa del gap tra l’approccio operativo al digitale e le nuove tecnologie a disposizione va individuata proprio nella velocità con la quale la digital transformation ha invaso ogni settore e spiega: “Quello che stiamo cercando di fare noi di NetApp è essere il punto di collegamento tra il vecchio mondo e quello nuovo, più adattibile e digitalizzato”.

Fintech: NetApp, il servizio di cloud ibrido per il settore finanziario

NetApp: Marco Pozzoni
Marco Pozzoni, managing director Italy NetApp

Dalla digital revolution non si scappa. Anche un settore come quello finanziario, in cui l’eredità IT è molto radicata, è chiamato ad abbracciare la digitalizzazione in misura sempre maggiore. Le risorse puramente digitali avranno un ruolo sempre più rilevante per l’economia globale e ciò richiede un cambio di attitudine e l’adozione del pensiero digitale in una moltitudine di altri settori: servizio clienti, consulenza aziendale e individuale, strutturazione del portafoglio, architettura e processi IT interni, solo per citarne alcuni.

“Una volta le banche erano dei monoliti intenti a conquistare nuovi mercati, ora puntano a conquistare le nuove generazioni e i sistemi legacy e la mancanza di agilità restano i principali problemi che devono affrontare” afferma Marco Pozzoni, managing director Italy di NetApp.

Ed è proprio per venire incontro alle esigenze crescenti del settore finanziario che NetApp si è specializzata nella fornitura di una gamma completa di servizi di dati cloud ibridi che semplificano la gestione di applicazioni e di dati in ambienti cloud e locali per accelerare la trasformazione digitale. Insieme a importanti partner strategici, NetApp offre alle organizzazioni globali il potere di liberare tutto il potenziale dei loro dati per ampliare i punti di contatto con i clienti, promuovere una maggiore innovazione e ottimizzare le loro operazioni. Con la natura volatile dell’economia e le alte poste in gioco sia per gli investitori che per le istituzioni finanziarie, infatti, le banche e le borse devono sempre garantire il più alto livello possibile di qualità e disponibilità dei propri dati.

NetApp supporta la trasformazione digitale della finanza

Due esempi concreti del supporto alla trasformazione digitale in finanza messo in campo da NetApp sono: l’accordo strategico globale firmato con BBVA, il gruppo bancario multinazionale spagnolo, per consentire l’ottimizzazione della gestione dei dati e il miglioramento delle operazioni cloud per continuare a sostenere la trasformazione digitale e l’accordo con la Borsa di Stoccarda per mettere in atto una strategia futuristica e data driven, con un mercato sempre più digitale per l’asset e il trading di titoli, infatti, gli investitori necessitano di servizi affidabili e reattivi adattati al loro portafoglio.

Innovazione 20 Settembre, 2019 @ 12:20

Stripe scalza Airbnb e WeWork e diventa l’Unicorno più grande degli Usa

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Startup fintech: i fratelli Collison, fondatori di Stripe
I fratelli Collison hanno fondato Stripe nel 2010. (Courtesy Stripe)

Per una startup che soffre, ce n’è un’altra che vola. Se in queste ore la valutazione del colosso del co-working WeWork – la cui quotazione era prevista per prossima settimana, ma che in seguito ai dubbi degli investitori sulla sostenibilità del suo business è stata rimandata – si è dimezzata a 20 miliardi di dollari (dai precedenti 40), la fintech Stripe, fondata dai fratelli Patrick e John Collison, raggiunge un valore (pre-money) di 35 miliardi di dollari (dai precedenti 20), diventando il più grande unicorno statunitense superando anche Airbnb – che potrebbe sbarcare in Borsa entro il 2020 – ora vale 31 miliardi di dollari.

Dietro anche SpaceX, l’azienda spaziale creata da Elon Musk, che oggi vale circa 33 miliardi di dollari, e Palantir Technologies, la cui valutazione potrebbe essere crollata dai precedenti 40 miliardi a una più modesta forchetta di 20/10 miliardi di dollari. Alle spalle anche Juul, startup delle sigarette elettroniche, che potrebbe scivolare dai 38 miliardi attuali in seguito ai problemi di salute che stanno riscontrando gli utilizzatori negli Stati Uniti.

La valorizzazione di Stripe è frutto dell’ultimo round di finanziamento da 250 milioni di dollari, proveniente tra gli altri, da General Catalyst, Sequoia e Andreessen Horowitz. Il nuovo round arriva sulla scia dell’elevato ritmo di sviluppo dei prodotti e del forte slancio commerciale degli ultimi tempi

La piattaforma di Stripe oggi elabora centinaia di miliardi di dollari all’anno per milioni di clienti, tra cui Wayfair, Airbnb, GitHub e The RealReal. Questi nuovi utenti si aggiungono alle corporate di lunga data già clienti da tempo come Amazon, Uber, Shopify e Salesforce

Il funding round vuole accelerare l’espansione globale, lo sviluppo dei prodotti e le capacità aziendali. Tra gli obiettivi c’è l’ampliamento della presenza globale: Stripe oggi è disponibile per le aziende di 34 Paesi, compresa l’Italia, con l’obiettivo di raggiungere quota 40 nei prossimi mesi. Anche prodotti come Billing e Terminal stanno venendo attivati in sempre più Paesi. Stripe impiega oltre 2.000 dipendenti in 14 uffici nel mondo, tra cui un hub di progettazione e prodotto “in remoto” focalizzato sull’adattamento delle diverse soluzioni ai mercati locali.

Inoltre, Stripe ha sviluppato un’infrastruttura programmabile per il trasferimento di denaro a livello globale, la Global Payments and Treasury Network (GPTN) e una crescente gamma di prodotti e servizi oltre a quella base che è ora disponibile in 34 paesi. Stripe aspira a essere la società di infrastrutture con il più rapido tasso di aggiornamento al mondo, costantemente impegnata nella revisione e nel consolidamento della propria affidabilità e sicurezza.

La scorsa settimana, la startup ha annunciato diversi nuovi prodotti, tra cui Stripe Capital, per consentire alle aziende un accesso semplificato ai fondi; la Stripe Corporate Card, per gestire le spese aziendali; pagamenti istantanei su tutti i conti Stripe statunitensi e altro ancora.

“Anche adesso, nel 2019, meno dell’8% del commercio avviene online,” ha dichiarato John Collison, che è anche presidente della società e a cui Forbes stima un patrimonio netto di 2,1 miliardi di dollari. “In questo momento stiamo investendo per costruire l’infrastruttura che alimenterà l’e-commerce nel 2030 e oltre. Se lo facciamo nel modo giusto, possiamo aiutare Internet a realizzare il suo potenziale come motore per il progresso economico globale”.

Investimenti 1 Agosto, 2019 @ 1:08

Inizia la disruption anche nel trading: una fintech lancia in Italia l’investimento senza commissioni 

di Forbes.it

Staff

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il ceo di revolut
Nikolay Storonsky, ceo di Revolut (credit: Tolga Akmen)

 

Il Fintech si prepara a dare il via alla cosiddetta disruption anche nel settore del trading online. Revolut uno dei principali attori del settore dei pagamenti e del trasferimento di denaro in Europa (ha 6 milioni di utenti nel continente) ha infatti annunciato oggi il lancio anche in Italia di un servizio di trading senza commissioni che permetterà di investire anche in tagli molto ridotti, addirittura di un solo dollaro. 

Ciò grazie al meccanismo delle azioni frazionare. Chiunque potrà quindi investire ad esempio in giganti tech come Apple o Amazon senza il bisogno di comprare un’azione (che nel caso di Apple vale più di 200 dollari) o multipli di una azione, ma semplicemente un ammontare predefinito, partendo appunto da un dollaro. Un’innovazione che potrebbe tradursi in un’inclusione finanziaria senza precedenti, perché renderebbe possibile anche a giovani investitori di devolvere con continuità piccole cifre all’investimento azionario. 

L’iniziativa sarà inizialmente rivolta ai clienti Metal, che potranno effettuare fino a 100 trade in tempo reale in oltre 300 aziende quotate al New York Stock Exchange e al NASDAQ, supportati da quotazioni e dati di performance in tempo reale. La lista delle aziende è destinata a crescere e Revolut intende aggiungere ulteriori azioni regolarmente. 

La app di Revolut

Nelle prossime settimane Revolut renderà disponibile il servizio anche agli utenti Standard e Premium. Gli utenti Standard potranno effettuare tre trade al mese senza commissioni mentre gli utenti Premium ne potranno effettuare otto. In seguito, agli utenti verranno addebitato 1 euro per ogni trade aggiuntivo, oltre a un costo di custodia annuale dello 0,01%. 

Non ci sono requisiti minimi per investire e Revolut offre agli utenti la possibilità di acquistare azioni frazionate a partire da 1 dollaro, rendendo accessibile il mercato azionario, notoriamente chiuso e costoso, a una audience totalmente nuova. 

Tutte le transazioni verranno gestite all’interno del wallet multi-valuta di Revolut, ciò significa che un utente intenzionato a investire potrà cambiare gli euro in dollari utilizzando il tasso di cambio interbancario applicato da Revolut. 

L’azienda ha in programma l’ulteriore implementazione del servizio con altre feature come l’accesso ad azioni europee, Exchange Traded Funds (ETFs) e la possibilità di investire in Stocks and Shares ISA. Inoltre, Revolut intende garantire l’accesso al servizio anche agli utenti al di fuori dell’Area Economica Europea (EEA) in un prossimo futuro. 

“Abbiamo fatto un altro grande passo nel rendere i servizi finanziari più inclusivi, innovativi e accessibili. Investire in borsa è stato per anni impossibile per molte persone e ciò ha comportato molte difficoltà per tutti coloro che cercano di trarre il massimo guadagno dai loro risparmi”, ha detto Nik Storonsky, Founder & CEO di Revolut.