Come la Buzzatti Digital sta innovando il mondo dell’influencer marketing

Share

Buzzatti Digital Sarl è il progetto imprenditoriale nato nel Principato di Monaco dall’esperienza di Roberto Buzzatti, pioniere italiano nel mondo del social media management. Una digital company che si approccia al mondo del digital e dell’influencer marketing in maniera del tutto innovativa, con campagne di marketing cross sul web e sui social media ad alte performance.

Make money, not followers” è la formula che ha guidato la Buzzatti Digital. Un motto ideato, applicato e testato da Roberto Buzzatti tra il 2012 e il 2016 su Twitter, quando si posizionò nel top 2% del ranking mondiale della piattaforma. Lo ha fatto partendo da zero: “E quando dico da zero, intendo con nessuna competenza tecnica e nessun trascorso precedente sui social media. Soltanto con un obiettivo del tutto chiaro in mente: il posizionamento del mio nome in una nicchia ben precisa”.

L’approccio della Buzzatti Digital è innovativo e basato su criteri oggettivi. Buzzatti infatti, in precedenza direttore di Banca per Bnl – Gruppo Bnp Paribas, ha saputo riadattare i principi della lettura dei dati di bilancio e dell’applicazione di indicatori e indici ai dati insights offerti dalle piattaforme social. Ne è emerso un approccio vincente, “che relega ad un angolino le vaghe supposizioni su cosa funziona e perché lo fa, offrendo invece ampio spazio all’analisi di dati oggettivi, misurabili e quindi in qualche modo condizionabili”.

La scelta di tale formula ha consentito, in un primo tempo a Roberto e successivamente alla Buzzatti Digital, di realizzare campagne di influencer marketing sui social media molto soddisfacenti. Gli sforzi dei propri clienti sono trasformati in vere e proprie operazioni finanziarie nelle quali il Roi (Return of Investment) è sempre positivo in termini di awareness e quasi sempre in termini di revenue dirette.

Roberto Buzzatti ha cavalcato l’onda del momento: se fino a qualche anno fa ruotava tutto intorno allo share televisivo, oggi i protagonisti sono diventati termini come “impressions” ed “engagement rate”. Mercato da 10 miliardi di dollari nel 2020, quello dell’influencer marketing è diventato argomento centrale nell’attività quotidiana delle digital agency, che sfruttano l’enorme stratificazione degli influencer sia in termini di dimensione (numero di followers) che di campo di influenza (principalmente moda, turismo e beauty care) per realizzare campagne pubblicitarie orientate alla pura conversione dei click in acquisti.

La specializzazione dei professionisti del settore è richiesta per due ordini di ragioni: la selezione degli influencer corretti in relazione al prodotto/servizio da promuovere e al target di clientela ai quali sono rivolti e – oggi argomento centrale – la qualità e bontà dei numeri che rappresentano gli influencer selezionati. Esiste infatti un mercato più che fiorente di “numeri” che gonfiano i risultati dei profili social facendo apparire le loro performance potenziali ben al di sopra di quelle reali.

“La torta da spartirsi nel mercato dell’influencer marketing è diventata così appetitosa che molti, troppi influencer, gonfiano ad arte il numero di followers, like e commenti presenti sui loro profili, per apparire più influenti e quindi ricercati dai brand”, spiega Buzzatti. “Se inizialmente il focus della nostra attività era quella di selezionare le risorse corrette per le campagne che ci venivano richieste, oggi l’attenzione si è spostata, in una fase preliminare, alla valutazione dei profili per escludere i rischi che in modo diretto comportano dei numeri falsi”.

A questo proposito Buzzatti Digital opera con tool di analisi proprietari in grado di raccogliere informazioni dettagliate su campioni enormi di followers che seguono i profili degli influencer con i quali intendono collaborare. “Tutto ciò che passa su Instagram noi lo raccogliamo e analizziamo: sappiamo per ogni influencer quanti sono i profili privati o verificati che li seguono, da dove pubblicano i loro commenti, quali sono le parole più ricorrenti che scrivono o gli hashtag che utilizzano. Tutto questo consente di offrire un servizio che possa soddisfare, almeno potenzialmente, le aspettative di chi investe in questa modalità di promozione”.

In conclusione, per un approccio consapevole e professionale al mondo della promozione digitale attraverso gli influencer, è diventato necessario per le aziende affidarsi a società focalizzate su questo specifico mercato e quindi dotate di expertise, strumenti e contatti utili per un reale ritorno dell’investimento in termini di brand awareness e vendite.

“In principio agivo come un manager e ragionavo come un influencer. Non avevo consapevolezza della potenza del mio messaggio e fu necessaria la lungimiranza di una persona che mi fece capire che stavo partecipando alla nascita di un settore. Se faccio questo lavoro è quasi un caso, mi sento come la mela che cadde in testa a Newton”, ha rivelato Roberto Buzzatti.