Sostenere la ricerca scientifica e dare nuovo valore al settore ortofrutticolo: l’idea di un’under 30 siciliana

Marianna Palella, fondatrice di Citrus
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Articolo tratto dal numero di maggio 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Marianna Palella è una ragazza che non si dà mai per vinta. Nata e cresciuta in Sicilia, la terra degli agrumi, è partita alla volta di Milano per studiare Relazioni pubbliche e Comunicazione d’impresa alla Università Iulm e sulle ceneri dell’azienda di famiglia si è presto rimboccata le maniche insieme alla madre per fondarne nel 2015 una nuova: Citrus l’Orto Italiano, che commercializza frutta e verdura fresca attraverso i canali della grande distribuzione organizzata sull’intero territorio nazionale. 

Con un team prevalentemente al femminile e under 30, l’azienda, base a Cesena e cuore creativo a Milano, si sviluppa dalla passione per il marketing, la comunicazione e la grafica di Marianna, oltre al know-how nel settore ortofrutticolo della mamma, Paola Pappalardo, direttrice generale del progetto. “Con la nostra impresa vogliamo divulgare, sensibilizzare ed educare il consumatore nei confronti di una cultura alimentare più consapevole, basata sul valore scientifico e rispettosa dell’ambiente e dei lavoratori”, spiega Marianna. Che si è imposta una missione non semplice, ovvero quella di innovare un settore notoriamente tradizionale come quello dell’ortofrutta. “Attraverso i nostri prodotti abbiamo voluto da subito raccontare ai consumatori una cultura alimentare più sana. Un esempio? I nostri agrumi non sono in alcun modo trattati in superficie in modo da sfruttare la preziosa molecola D-Limonene che si nasconde nella buccia. E abbiamo introdotto le erbe aromatiche come ottimo sostituto per insaporire i piatti dopo che l’Oms ha dichiarato che troppo sale fa male”. 

La prima scommessa di Citrus è stata quella di comunicare la generosità del limone siciliano, una pianta che regala frutti tutto l’anno grazie alle sue tre fioriture (primofiore, bianchetto e verdello). Poi è toccato al bergamotto, l’oro verde di Calabria, con le sue molteplici proprietà benefiche, che non era mai entrato nei supermercati. Oggi completano l’offerta frutta e verdura di stagione, legumi e cereali, erbe aromatiche e zafferano tutti rigorosamente made in Italy e coltivati nel rispetto delle persone, dell’ambiente e del legame con il territorio. Favorendo la scoperta di eccellenze territoriali spesso sconosciute, inoltre, Citrus ha contribuito negli anni a favorire lo sviluppo economico e occupazionale del Sud Italia: “Con la riscoperta del bergamotto in quattro anni le superfici investite sono aumentate del 30%. Il limone è di origine siciliana come le profumatissime erbe aromatiche, il broccolo invece proviene dalla Puglia e lo zenzero dalla Romagna e dalla Sardegna”. 

Un lavoro di sensibilizzazione che, oltre a premiare in termini di fatturato passando da 2,57 milioni di euro nel 2015 a 6,38 milioni nel 2020, deve il suo merito soprattutto a un nuovo modello di business. “Se dell’abbinata tradizione/innovazione parlano tutti, un sano scontro generazionale è la strategia migliore per aprire la strada a nuove opportunità, e abbattere vecchi schemi legati solo alla lotta al prezzo più basso. Con una nuova visione daremo vita a una filiera che sarà davvero etica, rispettosa dei lavoratori e capace di generare valore per tutta la comunità”.

Sin da quando è nata, Citrus ha scelto inoltre di sostenere la scienza finanziando borse di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi. Da questa sinergia è riuscita a raccogliere 1,26 milioni di euro a sostegno della ricerca promuovendo il lavoro annuale di 42 medici e ricercatori impegnati a portare avanti diversi progetti nell’oncologia e nella nutrigenomica. Il finanziamento avviene sia attraverso progetti speciali come ‘I Limoni per la ricerca’ (una raccolta fondi giunta alla quinta edizione per la vendita di speciali retine di limoni), sia scegliendo di destinare alla ricerca parte del ricavato derivante dalla vendita quotidiana dei prodotti. Il tutto senza dimenticare l’importanza della sostenibilità. “Il nostro progetto si fonda sulle solide basi di una filiera controllata, certificata ed etica. Dal 2016 abbiamo deciso di rafforzare il contatto diretto con il mondo produttivo e abbiamo costituito la cooperativa agricola Le Foglie, la quale riunisce i produttori selezionati secondo specifici standard qualitativi e valori per una agricoltura sociale che parte dalla giusta remunerazione alla base produttiva e punta alla valorizzazione dell’intera filiera”, perché, come ha spiegato Palella, pianificare la produzione permette di condividere tutte le fasi del processo e garantire l’elevata qualità dei prodotti. Il settore ortofrutticolo non è mai stato così cool