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Under 30 8 luglio, 2019 @ 9:21

L’Under 30 Filippo Tortu è l’italiano più veloce di sempre

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Marchigiano, classe 1994, ha scritto di innovazione, tecnologia, social media e cultura pop per Il Fatto Quotidiano, Famiglia Cristiana, Linkiesta e Riders. Lavorando come freelance per agenzie creative, ha seguito la comunicazione digitale di alcuni brand del settore energia. chiudi
Filippo Tortu celebra la vittoria dei 100m durante gli Europei di atletica U20 del 2017 a Grosseto. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Che Filippo Tortu avesse la velocità nel sangue era cosa nota. Tutta la sua famiglia, dal nonno Giacomo al papà Salvino, passando per il fratello maggiore Giacomo, è votata all’atletica, e in particolare alla corsa. Tutt’altro che scontata è invece la sua familiarità con i record. Tortu, classe 1998, ha cominciato a macinarli fin dagli esordi. Nel 2015 ha realizzato il primato italiano allievi dei 100 metri con un tempo di 10,33 secondi e sui 200, percorsi in 20,92 secondi.

Nel 2016 ha stabilito il record nazionale juniores dei 100 correndo due volte in 10,24 a Savona. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2017 conquista altri primati italiani juniores, sui 60 indoor (6,64) e sui 100 metri (10,15), il personale sui 200 (quarto azzurro di sempre con 20,34 al Golden Gala) e il titolo europeo under 20 a Grosseto. Alla rassegna continentale assoluta di Amsterdam ha sfiorato la finale con un tempo di 10,19. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2018 a Savona è diventato il secondo italiano più veloce di sempre, correndo i 100 metri in 10,03, a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, stabilito nel 1979, battuto il 22 giugno dello scorso anno a Madrid correndo in 9,99.

Filippo Tortu durante gli Europei di Atletica U20 del 2017. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

“Realizzare il record italiano era un sogno sin da bambino, averlo raggiunto l’anno scorso, a 20 anni, è stata una grande soddisfazione, ma non voglio fermami qui. Ora quel record rappresenta uno stimolo per fare sempre meglio, già da quest’anno”, racconta il giovane atleta italiano. Più di recente ha fatto registrare un nuovo record – 100 metri in 9,97” –, ma il forte vento alle spalle gli ha impedito di omologare quello che sarebbe stato il nuovo primato italiano. Tortu ha raggiunto da giovanissimo l’obiettivo di una vita, nonostante debba ancora migliorare in tanti aspetti della sua carriera.

“Devo capire come organizzare meglio la mia giornata e i miei impegni. Se devo essere sincero, in questo faccio un po’ di fatica e sono un po’ pigro”. Un passaggio che sarà fondamentale per preparare al meglio la vera sfida dei prossimi mesi: i Mondiali di Doha di ottobre, la gara più importante dell’anno. I risultati raggiunti fino ad oggi non sono passati inosservati alle grandi aziende, che hanno deciso di legare la propria immagine al velocista: Fastweb, Nike, Toyota, Radio Italia sono i suoi attuali sponsor. Nella vita di Tortu, però, non c’è solo l’atletica: Filippo è appassionato di sport, soprattutto calcio e basket, e di musica. Non a caso, se non avesse fatto l’atleta, sarebbe voluto diventare un cantante. “In realtà, sono molto stonato. Forse non avrei potuto farlo”, ammette.

Filippo si è diplomato al liceo scientifico e adesso coniuga l’attività agonistica con gli studi: frequenta infatti il corso di impresa e management all’università Luiss di Roma. Una scelta coerente con le sue ambizioni extra-sportive: “mi piacerebbe molto portare avanti l’azienda della mia famiglia, fondata dal mio bisnonno (Gruppo Confalonieri), che produce accessori per mobili”, rivela. Dove si vede fra cinque anni? “Ancora un atleta, ma laureato. E sempre più veloce”.

ForbesLive 26 giugno, 2019 @ 12:30

ForbesLive lancia il primo galà dei giovani talenti

di Forbes.it

Staff

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Forbes Italia è l'edizione italiana del magazine più famoso al mondo su classifiche, cultura economica, leadership imprenditoriale, innovazione e lifestyle. chiudi

Blue Financial Communication, società quotata all’Aim ed editrice dei mensili Forbes, Bluerating, Private e Asset Class, organizza dopodomani, venerdì 28 giugno alle ore 19:00, nell’ambito degli eventi targati ForbesLIVE, il primo Galà dei giovani talenti di successo presso la Cariplo Factory di Milano.

Continua infatti la marcia degli Under 30 nell’ambito del progetto che seleziona i juniores italiani che hanno sfondato in 20 settori di appartenenza con un evento esclusivo per fare networking e dare vita alla community dei leader di domani. Dopo la prima edizione di successo dell’anno scorso e la seconda selezione pubblicata sul numero di aprile 2019 del magazine, è ora la volta del primo evento ForbesLIVE dedicato ai leader del futuro che vogliono cambiare il mondo.

L’appuntamento è per venerdì sera alle 19:00 presso la Cariplo Factory di Milano per un momento di networking in un contesto informale che metterà insieme giovani manager, imprenditori affermati, influencer, artisti e scienziati, tutti insieme con l’obiettivo di creare la prima community Forbes Under 30 in Italia.

Tra i relatori di spicco durante l’evento Davide Dattoli, tra gli Under 30 più influenti d’Europa nel settore tecnologia e Under 30 Forbes dell’anno scorso. Dattoli è fondatore di Talent Garden, una start-up che ha raggiunto una valutazione da 100 milioni di euro. Sul palco anche i 3 imprenditori che hanno creato il brand-tormentone del Milanese Imbruttito.

Ad animare infine la serata, che prevede un light dinner, due ospiti di eccezione della scena dance internazionale: i dj italiani Merk & Kremont, all’anagrafe Federico Mercuri e Giordano Cremona che hanno calcato le consolle più cool del mondo come quelle del Pacha (Ibiza) e LIV (Miami) e partecipato per due volte all’Ultra Music Festival (Miami) oltre ad avere prodotto hit per Fabio Rovazzi, Il Pagante e Benji & Fede. Ma molti li ricorderanno anche per avere creato e prodotto il singolo Andiamo a comandare piuttosto che per la hit del 2018 Hands Up.

Lunga la lista delle aziende che hanno voluto collaborare con ForbesLIVE in qualità di sponsor della serata. Da Altus a Bulgari, da Circ a D1 Milano, Hp, Inspira, Porsche e Technogym.

Leader 11 giugno, 2019 @ 2:30

L’under 30 che vuole diventare Ministro del Futuro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
Gian Luca Comandini è stato inserito nella lista lista dei 100 Under 30 del 2019

Articolo tratto dal numero di giugno 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Classe 1990, maturità classica, laurea in economia e un eclettismo fuori dal comune. Gian Luca Comandini nel 2013 è tra i primi in Italia ad investire in due trend allora poco esplorati: blockchain e social media. Ciò lo ha reso uno dei principali divulgatori e opinion leader italiani, consentendogli di co-fondare l’associazione di categoria Assobit e la società di consulenza e sviluppo Blockchain Core. È anche editore di Cointelegraph e direttore della scuola di formazione The Blockchain management school. “Sono fermamente convinto che la blockchain sarà il prossimo trend per molti e molti anni”, dice.

È spesso speaker e opinionista in ambito marketing e innovazione nelle più importanti conferenze del settore e non di rado ospite di trasmissioni tv per la Rai. Dal 2019 è membro del Mensa International, associazione che raccoglie persone con un quoziente intellettivo superiore al 98% della popolazione mondiale. La sua storia imprenditoriale nasce da una intuizione di sei anni fa quando fonda You&Web, tra le più note società italiane di comunicazione integrata specializzate in strategie virali, con cui cura la comunicazione di numerosi personaggi pubblici, programmi televisivi, politici, brand e multinazionali.

Gian Luca Comandini ha fondato You & Web, tra le più note società italiane di comunicazione integrata specializzate in strategie virali

“Allora i social network erano poco utilizzati e non avevano ancora assunto la dimensione di piattaforma pubblicitaria a tutti gli effetti come la conosciamo oggi”, dice, “ma avevo intuito che quella sarebbe stata la direzione e che ben presto i budget pubblicitari delle aziende si sarebbero spostati in gran parte da offline a online. Volevo essere tra i primi a entrare sul mercato”.

Oggi, la sua creatura non è più una “semplice” web agency, ma una vera e propria agenzia di comunicazione integrata, che offre qualsiasi tipo di strategia e servizio nel settore pubblicitario, dagli spot tv alle affissioni, dalle campagne virali sui social allo sviluppo di e-commerce e siti web. “Per il prossimo futuro abbiamo deciso di investire molto sulla parte autoriale, stiamo creando una branca dedicata allo spettacolo e alla produzione di format tv”.

L’altra grande passione di Gian Luca è, appunto, la catena dei blocchi: “Il mio più grande rimpianto è non essere stato abbastanza convincente quando sei anni fa andavo in giro a dire a chiunque ‘la blockchain sarà il futuro!’. Dovevo insistere di più, magari non avremmo perso tanti anni a parlarne male”. Oltre a insegnarla all’Università Guglielmo Marconi di Roma, dove è titolare di una cattedra, e al master presso la Blockchain school, di cui è direttore, è anche presente nella task force governativa di esperti scelta dal Ministero dello sviluppo economico per delineare la strategia nazionale in ambito blockchain nel nostro paese per i prossimi anni. “Un impegno che mi onora molto. Sono circondato da professionisti di grandissimo spessore, c’è tanto da imparare e sono sicuro che faremo un ottimo lavoro”.

C’è ancora spazio per i sogni? “Io ne ho da sempre uno nel cassetto: istituire il primo Ministero del futuro in Italia, un’istituzione che si occupi tanto di investimenti in startup quanto di formazione ed educazione delle nuove generazioni all’utilizzo di quelle tecnologie emergenti che definiranno il futuro mercato del lavoro. Oggi continuiamo a studiare materie che erano nei programmi 50 anni fa, per prepararsi a lavori che si facevano 50 anni fa e che oggi non hanno più alcuno spazio nel mercato. Dovremmo invece iniziare a studiare e imparare a lavorare per le occupazioni che immaginiamo ci possano essere tra 50 anni. Altrimenti diventeremo noi il terzo mondo”.

Classifiche 29 marzo, 2019 @ 10:30

L’Under 30 che sta portando in Italia l’Amazon dei servizi finanziari

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
George Thomson, classe 1990, è country manager per l’Italia di Revolut.

George Thomson, classe 1990 e senese di nascita, è il classico nativo digitale con una spiccata passione per la finanza. Ha iniziato a fare trading all’età di 12 anni e, nel corso degli anni, ha coltivato l’interesse lavorando anche all’interno di diversi hedge fund, quando era solo un adolescente. Ha poi portato avanti i suoi studi nel campo della finanza alla Warwick Business School. E durante gli studi universitari si è iscritto sulla piattaforma eToro, diventando uno dei trader con le migliori performance tra i 10 milioni di utenti. Oggi sta portando in Italia una delle fintech unicorn in più rapida crescita in tutta Europa, la britannica Revolut, fondata da Nikolay Storonsky e Vlad Yatsenko e la cui valutazione è arrivata a $ 1,7 miliardi.

LEGGI ANCHE: Questi due giovani milanesi stanno reinventando la pasta italiana

“Uso Revolut dagli inizi del 2016, cioè quando in Italia non si contavano ancora nemmeno mille utenti”, ricorda George che è stato inserito da Forbes Italia nella lista Under 30 del 2019. “Ero già esposto al giovane mondo del FinTech per via del mio lavoro su eToro e anche per il lavoro a Deloitte e quindi seguivo questo spazio e i suoi nuovi player con attenzione. Facendo molto avanti e indietro tra Italia ed Inghilterra conoscevo molto bene le problematiche legate al cambio valuta e quindi ho colto subito la genialità dell’idea di Revolut”.

George Thomson ha iniziato a fare trading all’età di 12 anni e, nel corso degli anni, ha coltivato l’interesse lavorando anche all’interno di diversi hedge fund, quando era solo un adolescente.

La startup fintech, infatti, in soli 3 anni, da Londra si è stabilita in 42 Paesi europei, attraendo più di 2 milioni di clienti e raccogliendo $ 340 milioni di finanziamenti, elaborando circa 3 miliardi di transazioni ogni mese. Si tratta di un servizio bancario digitale utilizzabile via app – al conto possono essere associate diverse carte di credito, sia reali che virtuali – che permette di eseguire trasferimenti di denaro in tutto il mondo: il cambio da una valuta all’altra è pressoché istantaneo e viene effettuato al tasso interbancario, quello che utilizzano le banche stesse nelle loro operazioni di cambio valuta. L’operazione è senza commissioni fino a 5mila euro (o sterline) al mese.

“La mia carta Revolut è stata la mia fedele compagna di viaggi mentre giravo il mondo nel mio anno sabbatico e voluto contribuire alla crescita di questa realtà così rivoluzionaria. Le ambizioni di Revolut continuano ad affascinarmi – parliamo di una vera e propria Amazon per i servizi finanziari. Un’unica app con la quale poter spendere in qualsiasi valuta, gestire i propri soldi, investimenti, e anche criptovalute. È un mercato che adesso è abbastanza affollato, ma credo che entro pochi anni vedremo emergere qualcuno vincitore, come ha fatto Facebook a discapito di MySpace nell’ambito dei social network”. Non manca un pizzico di idealismo: “Mi piace molto questa battaglia contro le grandi banche, un po’ in stile Davide contro Golia, rimettendo così qualche soldo in tasca alla gente”, ammette divertito George.

“Accresceremo il team Revolut in Italia e adotteremo una modalità di lavoro più decentralizzata”.

In Italia Revolut è ancora piccola e conta circa 100.000 utenti, che però si sono già triplicati da quando il giovane 28enne ha preso il timone circa 7 mesi fa. E, ci tiene a sottolineare, il tutto è avvenuto senza pubblicità e con un costo di acquisizione di un nuovo utente ad un livello che è almeno 90% inferiore a quello dei competitor. I margini di crescita per il futuro quindi sono tanti.

“Prima di tutto accresceremo il team e adotteremo una modalità di lavoro più decentralizzata, allontanandoci un po’ da Londra (che è la sede) e concentrandoci solo sugli utenti italiani. Poi nei prossimi mesi aggiungeremo anche tutto il lato trading e investimenti a costo zero, gli account ‘kids’ e con l’espansione globale permetteremo ai nostri utenti di essere ancora più collegati con i loro amici, familiari e clienti in tutto il mondo”.

L’unico limite? Forse una poca dimestichezza con la lingua inglese e il legame ancora troppo stretto al contante. “Viaggio spesso tra Londra e Firenze e ogni volta mi accorgo di questa differenza, che alla fine è culturale. A Londra vedo cartelli con scritto ‘card only’ e poi salgo in taxi a Firenze e vedo sempre il cartellino ‘no credit card’”.

Classifiche 28 marzo, 2019 @ 9:00

Forbes Under 30 2019, chi sono i 100 giovani italiani che guideranno il futuro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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(Forbes Under 30 Italia)

Stanno cambiando il modo in cui ordiniamo pranzi e cene, come compriamo e vendiamo le nostre case, come curiamo il nostro corpo, come investiamo o apriamo un conto corrente e come facciamo shopping. Sono i 100 leader italiani del futuro, tutti sotto i 30 anni di età e divisi per 20 categorie differenti, che Forbes Italia ha selezionato nell’ambito della seconda edizione del progetto Under 30.

Anche quest’anno sono stati valorizzati soprattutto i giovani imprenditori che hanno creato da zero un business: sono ben il 47% i fondatori di una startup o di una propria attività. Come i protagonisti della copertina del numero di aprile 2019 di Forbes Italia, Giuliano Calza che insieme al fratello più grande Giordano stanno rivoluzionando il mondo della moda giovane con il loro marchio Gcds. O come Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio, entrambi classe 1991, che hanno creato Epicura, il primo poliambulatorio digitale che offre assistenza sanitaria a oltre 200 pazienti al giorno fatturando quasi 25mila euro al mese. O ancora: Andrea Venzon, che ha co-fondato addirittura il primo partito pan-europeo, Volt Europa, che ha l’obiettivo di dare all’Unione europeo una nuova idea di unità che oltrepassi i confini nazionali nel nome di una rinnovata democrazia.

Ma ci sono anche giovani manager come Luca Rubino, global digital head di Automobili Pininfarina, che ha giocato un ruolo di primo piano nel lancio della prima hypercar elettrica del gruppo. O come George Thomson, country manager per l’Italia di Revolut, fintech britannica arrivata a una valutazione di $ 1,7 miliardi.

E se c’è ancora tanto da fare per l’ecosistema startup in Italia, le idee di questi giovani hanno però avuto la capacità di attrarre non pochi capitali. Giorgio Tinacci, 27 anni, co-fondatore di Casavo, piattaforma leader nell’instant buying immobiliare, in meno di due anni ha raccolto ben € 21 milioni per poter far crescere il progetto in tutto il Sud Europa nel 2020. Per la sua Kukua, una società di edutainment che ha l’ambizione di diventare la Disney d’Africa e che insegna a leggere e scrivere ai bambini africani attraverso giochi e cartoni animati, la 27enne Lucrezia Bisignani ha raccolto $ 2,5 milioni.

Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese hanno invece raccolto finora € 5 milioni da investitori come Milano investment partners, il cui anchor investor è Angelo Moratti. I due milanesi classe 1989 hanno creato Miscusi, una catena di ristoranti interamente dedicata alla pasta fresca, che prevede per quest’anno un fatturato intorno ai € 10 milioni, altre 6 nuove aperture italiane, l’ingresso in Spagna e il primo locale in un aeroporto, quello di Orio al Serio.

Sebbene l’età media sia di circa 26 anni, in calo rispetto all’anno scorso, grazie ai nuovi media il successo si può raggiungere anche in età adolescenziale. È successo a Iris Ferrari, che a soli 16 anni è già una popolare Youtuber e una promettente scrittrice, con due libri editi da Mondadori Electa, oltre a collaborazioni come testimonial con importanti marchi come Barilla, per lo spot Ringo in TV. Anche la coetanea Mariasole Pollio deve ringraziare YouTube, grazie al quale si è fatta prima conoscere ai tanti follower per poi intraprendere la carriera da attrice debuttando giovanissima nella fiction Rai Don Matteo fino al grande schermo con una parte nell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, Se son rose. Da poco maggiorenne, invece, Valeria Cagnina, che a soli 16 anni ha fondato una sua scuola di robotica, insegna la tecnologia a bambini e non. Con in suoi corsi ora collabora, o ha collaborato, con aziende del calibro di Allianz, Rai, National Geographic, Cisco, IBM, Enel, Intesa, tra le tante.

Quest’anno la presenza femminile si attesta al 23%, leggermente in ribasso rispetto all’anno scorso. Un gap evidente che conoscono bene le giovani imprenditrici Micaela Illy e Olivia Burgio, che in molte situazioni si sono trovate le uniche ragazze in un contesto, quello delle startup, a maggioranza maschile. Eppure le due amiche stanno rivoluzionando il modo in cui i lavoratori vanno in pausa pranzo: sono le determinate co-fondatrici di EatsReady, un marketplace per preordinare, pagare online nei migliori ristoranti della tua città, che ad oggi ha raccolto € 1,2 milioni, ma altri finanziamenti sono alle porte.

Tanti, infine, i volti noti come Valentina Ferragni che, oltre a essere entrata nella società The Blond Salad della sorella Chiara, è ormai una affermata fashion influencer con l’ambizione un giorno di creare un proprio brand nel mondo del fashion; Lodovica Comello che,nata come Violetta, a soli 28 anni ora conduce Italia’s Got Talent ed è anche speaker radiofonica per Radio 105. Tra i nuovi volti del cinema c’è Benedetta Porcaroli che dopo alcuni ruoli in film e fiction Rai ha trovato il definitivo successo come protagonista della serie Baby, la serie tv di produzione italiana di Netflix. Tra gli sportivi c’è l’italiano più veloce di sempre, Filippo Tortu, la talentuosa pallavolista fresca di medaglia d’argento agli europei di volley, Paola Egonu, mentre nella categoria “Music”, spicca Mahmood, cantautore vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo; i Maneskin, la band vincitrice morale di X-Factor dell’anno scorso e Matteo Bocelli, che sta emergendo “nonostante” un grande padre alle spalle come Andrea.

Insomma, tante storie e un unico comune denominatore: il coraggio della giovane età ma anche l’acume, la preparazione e la determinazione di chi vuole raggiungere il successo.