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Leader 2 Gennaio, 2020 @ 9:31

Uno stilista in salsa punk rock

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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(isolamarras.com)

articolo tratto dal numero di dicembre di Forbes Italia

Amore e odio. Classe 1992, il primogenito dello stilista Antonio di I’m Isola Marras è cresciuto nel mondo della moda. Il laboratorio del padre ad Alghero, città in cui è nato, è praticamente casa, “molto di più della mia cameretta”, dice. Eppure per Efisio Rocco Marras non si è trattato di un colpo di fulmine: “Come ogni adolescente ribelle che si rispetti ho provato a distaccarmene, a contrappormi all’universo natio: non solo ai miei genitori come persone, ma anche a quello che fanno e hanno sempre fatto”. Tentativo inutile visto che da due anni fa esattamente quello che da teenager aveva giurato di non voler mai fare. Efisio dirige la sua piccola divisione dell’azienda familiare come direttore creativo. “Tutto è iniziato per una decisione di mio padre, poi è continuata quasi per sfida. Ora è una necessità”. E di passioni Efisio ne avrebbe anche tante altre. Fino a 18 era un campioncino di salto a ostacoli. “Vado ancora a cavallo quando ho tempo”, confessa. “E mi piace la fotografia, mi sono laureato alla Parsons nella sua sede parigina in fotografia e scrittura creativa”. Durante il percorso universitario altre brevi esperienze hanno arricchito la sua formazione: un semestre alla Central St.Martin per un’infarinatura di scrittura creativa, poi alla Temple University di Tokyo per conoscere la filmografia giapponese, ma la sua prima passione non si smentisce e si laurea a Parigi nel giugno 2015 in fotografia e arti liberali.

Efisio Marras

Dopo una prima esperienza negli studi parigini, a gennaio 2016 la grande opportunità di un internship da Mario Sorrenti a New York. Tornato a Milano a settembre dello stesso anno inizia una nuova avventura affiancando suo padre nella preparazione della sfilata e della mostra in Triennale. E ben presto viene coinvolto in prima persona. Antonio Marras decide infatti di passare il timone della direzione creativa della seconda linea – I’m Isola Marras – proprio a Efisio che debutta con la sua prima collezione durante l’edizione di Milano Moda Uomo di giugno 2017. A celebrare il suo debutto un party in cui artisti e amici del nuovo direttore creativo diventano il volto della collezione, a esprimere l’incontro degli ideali romantici della gioventù con il lato punk e rock della ribellione: è dalla passione e dall’amore che le nuove generazioni mettono in atto la loro rivoluzione, dice il giovane stilista. “La moda è un casino. È decisamente l’ambito più competitivo che si possa scegliere. Tutti fanno moda tutti sanno di moda e quello che fanno gli altri non va mai bene”, ammette. “Mi piace cambiare idee e cambiare stile, questo non è molto ben visto dal fashion system. Penso che la difficoltà maggiore stia nel capire
chi si vuole essere e riuscire a comunicarlo al pubblico a creare un seguito fidelizzato”.

Ovviamente Efisio guarda e prende ispirazione dai grandi stilisti, passati e presenti. Ma non solo: “Il mio è un mondo visivo fatto di foto, quadri e città. Direi che più di ogni cosa mi ispirano le persone, i miei amici storici – gli stessi cinque di Alghero dalla prima elementare. Mi piace parlare di sogni e ascoltare la gente che prova a sognare”. E di sogni nel cassetto Efisio ne ha? “Quando lavori in una azienda di proprietà è impossibile separare i sogni personali da quelli imprenditoriali. Cerco sempre di essere fiero di ogni pezzo che viene fuori dall’azienda con il nostro brand. Non mi interessa essere popolare o comprare barche. Mi basta, mentre passeggio per strada, vedere qualcuno che indossa i miei capi”. E in mezzo tanti piccoli passi verso un miglioramento costante: “Vorrei espandere il mio team marketing, lavorare sulla percezione del brand all’estero, fare dei pop-up, piccole pubblicazioni, trovare il modo di creare qualcosa che non risulti obsoleto alla fine della stagione, ma lavorare su un progetto senza tempo”.

Leader 31 Dicembre, 2019 @ 8:30

La fotografa Under 30 che scatta per i più importanti brand di moda

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Nima Benati, fotografa di moda nella classifica Forbes Under 30
Nima Benati è tra gli Under 30 2019 di Forbes Italia per la categoria Art&Style.

Articolo tratto dal numero di dicembre 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Nel Piacere, Gabriele D’Annunzio scriveva che “la vita deve essere vissuta come fosse un’opera d’arte”. Una frase che si potrebbe benissimo adattare a Nima Benati: “La mia vita è un servizio fotografico perpetuo, tutto gira intorno a quell’idea fissa: quando viaggio – la mia passione più grande – scelgo sempre luoghi visivamente stimolanti. Li visito e li fotografo in prima persona, come turista. Poi quasi ogni volta torno per conto di un cliente per scattare una campagna”, dice. Bolognese, classe 1992, Nima è ormai una fotografa affermata e opera nel mondo della moda dal 2010.

Da sempre attratta dalle riviste patinate e ammiratrice dei lavori di Steven Meisel, Paolo Roversi e Mert&Marcus, è partita dal salotto di casa reinventato a studio fotografico e ha scoperto come catturare tutto quel mondo fantastico e farlo suo, arrivando a scattare campagne per importanti brand, tra cui Dolce & Gabbana, Dior, Yves Saint Laurent, Tom Ford ed Elisabetta Franchi. La passione per la fotografia è sbocciata a 11 anni, quando sfogliando una rivista di moda, aspettando che sua mamma finisse le commissioni in un negozio, si pietrificò alla vista della pubblicità per Gucci by Tom Ford. “Tornai in quel negozio altre tre volte per poterla riguardare. Non capivo cos’era, né cosa significasse, ma ne ero perdutamente innamorata”.

Quattro anni dopo comprò la prima macchina fotografica ed eseguendo makeup-hair-styling e post-produzione iniziò a scimmiottare quelle immagini patinate che vedeva sui giornali delle compagne di scuola. Nel giro di una settimana in tanti facevano la fila per sottoporsi alle sue ‘trasformazioni’. “Mese dopo mese aumentai il mio cachet fino a che a 18 anni comprai il mio primo studio fotografico”.

Nima Benati.

Un crescendo professionale inarrestabile, tanto che nel 2017 venne premiata a Monte Carlo con l’Emerging Talent Fashion Award, trovandosi sul palco con Naomi Campbell e i reali di Monaco. Grazie alla sua propensione a condividere il suo percorso lavorativo, la sua vita privata e i suoi viaggi attraverso immagini sempre studiate e originali, si è guadagnata un seguito anche sui social dove può contare su circa 600mila follower, attirando così l’attenzione anche come influencer a livello internazionale. “La soddisfazione più grande è rendersi conto di quanto i miei clienti si fidino di me, lasciandomi la totale direzione creativa delle loro campagne pubblicitarie. A volte lo do per scontato, ma poi ci ripenso e mi ricordo che non succede così per il 90% degli altri fotografi”.

Oggi Nima ha la possibilità di sperimentare, che è un lusso per pochi: “Sto organizzando uno shooting meraviglioso con D&G, con un casting curvy al 100%. Mi hanno dato carta bianca su tutto e ho creato una storia che sento veramente mia, e questo non succede spesso nel mondo dell’advertising. Sono veramente onorata che mi abbiano affidato questa linea anche perché essendo io stessa una donna ‘con le curve’, mi sento particolarmente adatta a rappresentarle”. Il suo obiettivo è raggiungere brand sempre più prestigiosi, ma allo stesso tempo “è un sogno che non voglio raggiungere finché non sento di essere all’altezza: non sono assolutamente soddisfatta del mio stile, né della qualità del mio lavoro”, ammette. Per questo si è più volte trovata a declinare incarichi di alto livello: “Non voglio bruciare le tappe”.

Una maturità che emerge anche nei consigli che dà a chi volesse intraprendere la carriera da fotografo: studiare il passato, ma anche gli attuali leader di settore. “Spesso ricevo foto senza la minima cura del dettaglio e mi viene chiesta un’opinione a riguardo: non rispondo mai, e non perché voglio essere scortese. Piuttosto che provare con risultati disastrosi io consiglierei di seguire degli esempi, imparare a padroneggiare la luce, un tipo di post-produzione, un genere di stile. Una volta che si hanno i mezzi si può poi esprimere sé stessi, ma è impossibile farlo prima di aver sperimentato e studiato a lungo”.

Investimenti 9 Dicembre, 2019 @ 2:19

Chi sono i giovani top traders e innovatori della finanza negli Under 30 di Forbes 

di Forbes.it

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operatori sul Nyse di New York
(Shutterstock)

da Nathan Vardi per Forbes.com

Le migliori giovani menti finanziarie attualmente possono essere scovate nei fondi di investimento e nelle banche d’investimento, così come nelle società innovative che fanno di tutto, da facilitare i pagamenti alle criptovalute. L’ascesa del private equity e delle nuove tecnologie finanziarie può essere riscontrata nella classifica dei 30 Under 30 nella Finanza.

Le stelle emergenti della finanza lavorano nelle grandi istituzioni come Bridgewater Associates, Apollo Global Management, Goldman Sachs and KKR. Gli stessi nomi stanno anche trainando le aziende più piccole come Center Lake Capital, Divvy Homes and Celsius Network.

Magdalena Kana ,29 anni, sta guidando gli investimenti nel settore retail di Bain Capital, gigante del private equity da 105 miliardi di dollari. La sua carriera presso Bain Capital, dove adesso è vicepresidente, è iniziata in un villaggio agricolo polacco. Lì Kana ha mandato una mail in un inglese stentato a 270 college statunitensi per ottenere una borsa di studio. È giunta alla Mercersburg Academy della Pennsylvania e poi ad Harvard dove ha partecipato a un evento che le ha permesso di ottenere un lavoro presso Bain Capital. Lei ha aiutato a mettere a segno un gran colpo: l’investimento di Bain Capital in Sundial Brands, che è stata venduta a Unilever.  Adesso Kala sta giocando un grande ruolo nella joint venture da 3 miliardi di dollari di Virgin Voyagescon con Richard Branson. Kala scrive una famosa newsletter, Retales, sul comportamento del consumatore e sulla costruzione del brand.

A 29 anni, Amber Feng è responsabile della carta aziendale del gigante del fintech Stripe, che nell’ultimo round di finanziamento di settembre è stato valutato 35 miliardi di dollari. Feng è entrata a far parte di Stripe nel 2012 come una dei primi dieci dipendenti. Ha scritto la maggior parte del codice per Stripe Connect, il prodotto che permette alle aziende come Lyft, Shopify e Kickstarter di accettare pagamenti da decine di milioni di clienti. Feng ha continuato a guidare un team di 100 persone come capo delle infrastrutture di Stripe. Ora è alla guida della nuova carta di credito aziendale Stripe che è stata lanciata a settembre. 

Naoki John Yoshida, 29 anni, è direttore di Hellman & Friedman, una società di private equity con 45 miliardi di dollari gestiti. Yoshida è specializzato in investimenti in software e a inizio anno ha orchestrato l’acquisizione da 11 miliardi di dollari di Ultimate Software, di cui adesso è uno dei membri del consiglio di amministrazione. Precedentemente faceva parte del cda di un’altra grande azienda di software: Kronos. Yoshida tra l’altro ha iniziato la sua carriera come banchiere d’investimento in Morgan Stanley.

Paul Gu è il co-fondatore e il responsabile di prodotto presso Upstart, un finanziatore online che aiuta le persone a rifinanziare il debito delle carte di credito. Inoltre Upstart nel suo ultimo round di finanziamento è stato valutato 750 milioni di dollari. A 28 anni Paul Gu guida 20 persone appartenenti al team data science che si avvale del machine learning, ossia dell’apprendimento automatico, e dei dati non convenzionali per valutare il rischio del debitore. Secondo uno studio del CFPB, l’Ufficio per la protezione finanziaria dei consumatori statunitensi, il modello di Upstart “approva il 27% in più dei candidati rispetto al modello tradizionale e per i prestiti approvati produce un indice sintetico di costo in media inferiore del 16%. Ma non è tutto. Secondo quanto rivelato da Gu, Upstar sta crescendo annualmente dell’80% e, in base alle stime di Forbes, le sue entrate annuali sono arrivate ad attestarsi a 200 milioni di dollari.

Responsabile di Blackstone Group, la più grande società di private equity al mondo e investitore immobiliare, Adam Leslie in questo ambito si occupa degli affari riguardanti i settori degli uffici e delle scienze naturali. Leslie recentemente ha guidato l’ascesa da 2 miliardi di dollari di Blackstone nel mercato degli uffici di Seattle. Inoltre, a 29 anni, ha avuto un ruolo di primaria importanza in due acquisizioni: quella da 19 miliardi di dollari per i magazzini statunitensi del fornitore di servizi logistici GLP e quella da 5,5 miliardi di dollari per gli 11.000 appartamenti a Stuyvesant Town / Peter Cooper Village di Manhattan.

Andando ancora avanti, troviamo il 28enne Sam Bobley, ossia il co-fondatore e ceo di Ocrolus, una startup fintech nata cinque anni fa che utilizza l’apprendimento automatico per leggere documenti cartacei. Quando istituti di credito come OnDeck e Sofi valutano i potenziali clienti, usano la tecnologia di Ocrolus per leggere gli estratti conto delle persone, accelerando il processo di approvazione e di ingresso. Ocrolus sta generando entrate per quasi 1 milione di dollari al mese e nella raccolta fondi di maggio 2019 è stato valutato 100 milioni di euro.

A 29 anni invece Moiz Khan è responsabile per 1 miliardo di investimenti presso Palestra Capital, un fondo di investimento da 3,5 miliardi di dollari. Si concentra sulla tecnologia finanziaria e sulle scorte di software verticali. Le sue recenti operazioni vincenti includono Fidelity National Information Services e Fleetcor. Precedentemente Khan ha anche lavorato per Fir Tree Partners e Warburg Pincus.

Infine troviamo anche Maximilian Fikke che a 28 anni opera presso BC Partners, dove presta il suo aiuto per condurre gli investimenti in software e tecnologia per 25 miliardi di dollari in società di private equity. Fikke inoltre ha lavorato su importanti accordi come l’acquisizione da 3 miliardi di dollari di Chewy, che ora è una società pubblica del valore di 9 miliardi di dollari, di Navex Global, dove è un membro non votante del consiglio di amministrazione, e di Suddenlink, ora chiamata Altice Usa.

ForbesLive 2 Dicembre, 2019 @ 3:32

Forbes celebra gli Under30 europei insieme agli Unicorni del Vecchio continente

di Forbes.it

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Da sinistra: Valentin Stalf, fondatore della challenger bank N26, Johanne Reck di GetYourGuide e Alice Bentinck di Entrepreneur First.

Continua al The Student Hotel di Berlino la tre giorni che riunisce i talenti sotto i 30 anni di tutta Europa selezionati da Forbes: il Forbes Under 30 Summit.

Per i giovani Under30 europei è l’occasione per andare a caccia di suggestioni utili al lancio o allo sviluppo delle loro realtà imprenditoriali.

Randall Lane, chief content officer di Forbes, introduce alcuni degli ospiti sul palco

Nella seconda giornata di lavori, che ha preso il via oggi, il chief content officer di Forbes, Randall Lane, ha accolto sul palco i protagonisti di tre Unicorni europei, ossia di tre realtà che, nate come startup, hanno oggi una valutazione superiore al miliardo di dollari: Valentin Stalf, fondatore della challenger bank N26, Johanne Reck di GetYourGuide e Alice Bentinck di Entrepreneur First.

Tra gli spunti di cui si è parlato: come mantenere la cultura imprenditoriale in una azienda ad alta crescita, come consentire ai dipendenti di continuare a innovare e come rispondere alle aspettative crescenti dei clienti, oltre che come trovare e conservare i collaboratori giusti e perché investire in un Paese ad alta innovazione come gli Stati Uniti.

A sinistra nell’immagine: Gillian Tans, chairman di Booking.com

In precedenza gli Under30 di Forbes hanno potuto ascoltare la storia di successo di Gillian Tans, chairman di Booking.com, entrata nella società di prenotazioni alberghiere nel 2002, quando Booking contava un solo ufficio ad Amsterdam.

Nel corso del pomeriggio sono previsti pitch competitivi di startup in corsa per ricevere finanziamenti fino a 1,2 milioni di dollari, un incontro sulla “Scooters War” e sul futuro delle smart city. E sempre di futuro si parlerà nel panel “How tech will shake Europe in 2049”. L’evento si concluderà nella mattinata di domani.

Under 30 8 Luglio, 2019 @ 9:21

L’Under 30 Filippo Tortu è l’italiano più veloce di sempre

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Filippo Tortu celebra la vittoria dei 100m durante gli Europei di atletica U20 del 2017 a Grosseto. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

Articolo tratto dal numero di luglio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

Che Filippo Tortu avesse la velocità nel sangue era cosa nota. Tutta la sua famiglia, dal nonno Giacomo al papà Salvino, passando per il fratello maggiore Giacomo, è votata all’atletica, e in particolare alla corsa. Tutt’altro che scontata è invece la sua familiarità con i record. Tortu, classe 1998, ha cominciato a macinarli fin dagli esordi. Nel 2015 ha realizzato il primato italiano allievi dei 100 metri con un tempo di 10,33 secondi e sui 200, percorsi in 20,92 secondi.

Nel 2016 ha stabilito il record nazionale juniores dei 100 correndo due volte in 10,24 a Savona. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2017 conquista altri primati italiani juniores, sui 60 indoor (6,64) e sui 100 metri (10,15), il personale sui 200 (quarto azzurro di sempre con 20,34 al Golden Gala) e il titolo europeo under 20 a Grosseto. Alla rassegna continentale assoluta di Amsterdam ha sfiorato la finale con un tempo di 10,19. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2018 a Savona è diventato il secondo italiano più veloce di sempre, correndo i 100 metri in 10,03, a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, stabilito nel 1979, battuto il 22 giugno dello scorso anno a Madrid correndo in 9,99.

Filippo Tortu durante gli Europei di Atletica U20 del 2017. (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images for European Athletics)

“Realizzare il record italiano era un sogno sin da bambino, averlo raggiunto l’anno scorso, a 20 anni, è stata una grande soddisfazione, ma non voglio fermami qui. Ora quel record rappresenta uno stimolo per fare sempre meglio, già da quest’anno”, racconta il giovane atleta italiano. Più di recente ha fatto registrare un nuovo record – 100 metri in 9,97” –, ma il forte vento alle spalle gli ha impedito di omologare quello che sarebbe stato il nuovo primato italiano. Tortu ha raggiunto da giovanissimo l’obiettivo di una vita, nonostante debba ancora migliorare in tanti aspetti della sua carriera.

“Devo capire come organizzare meglio la mia giornata e i miei impegni. Se devo essere sincero, in questo faccio un po’ di fatica e sono un po’ pigro”. Un passaggio che sarà fondamentale per preparare al meglio la vera sfida dei prossimi mesi: i Mondiali di Doha di ottobre, la gara più importante dell’anno. I risultati raggiunti fino ad oggi non sono passati inosservati alle grandi aziende, che hanno deciso di legare la propria immagine al velocista: Fastweb, Nike, Toyota, Radio Italia sono i suoi attuali sponsor. Nella vita di Tortu, però, non c’è solo l’atletica: Filippo è appassionato di sport, soprattutto calcio e basket, e di musica. Non a caso, se non avesse fatto l’atleta, sarebbe voluto diventare un cantante. “In realtà, sono molto stonato. Forse non avrei potuto farlo”, ammette.

Filippo si è diplomato al liceo scientifico e adesso coniuga l’attività agonistica con gli studi: frequenta infatti il corso di impresa e management all’università Luiss di Roma. Una scelta coerente con le sue ambizioni extra-sportive: “mi piacerebbe molto portare avanti l’azienda della mia famiglia, fondata dal mio bisnonno (Gruppo Confalonieri), che produce accessori per mobili”, rivela. Dove si vede fra cinque anni? “Ancora un atleta, ma laureato. E sempre più veloce”.

ForbesLive 26 Giugno, 2019 @ 12:30

ForbesLive lancia il primo galà dei giovani talenti

di Forbes.it

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Blue Financial Communication, società quotata all’Aim ed editrice dei mensili Forbes, Bluerating, Private e Asset Class, organizza dopodomani, venerdì 28 giugno alle ore 19:00, nell’ambito degli eventi targati ForbesLIVE, il primo Galà dei giovani talenti di successo presso la Cariplo Factory di Milano.

Continua infatti la marcia degli Under 30 nell’ambito del progetto che seleziona i juniores italiani che hanno sfondato in 20 settori di appartenenza con un evento esclusivo per fare networking e dare vita alla community dei leader di domani. Dopo la prima edizione di successo dell’anno scorso e la seconda selezione pubblicata sul numero di aprile 2019 del magazine, è ora la volta del primo evento ForbesLIVE dedicato ai leader del futuro che vogliono cambiare il mondo.

L’appuntamento è per venerdì sera alle 19:00 presso la Cariplo Factory di Milano per un momento di networking in un contesto informale che metterà insieme giovani manager, imprenditori affermati, influencer, artisti e scienziati, tutti insieme con l’obiettivo di creare la prima community Forbes Under 30 in Italia.

Tra i relatori di spicco durante l’evento Davide Dattoli, tra gli Under 30 più influenti d’Europa nel settore tecnologia e Under 30 Forbes dell’anno scorso. Dattoli è fondatore di Talent Garden, una start-up che ha raggiunto una valutazione da 100 milioni di euro. Sul palco anche i 3 imprenditori che hanno creato il brand-tormentone del Milanese Imbruttito.

Ad animare infine la serata, che prevede un light dinner, due ospiti di eccezione della scena dance internazionale: i dj italiani Merk & Kremont, all’anagrafe Federico Mercuri e Giordano Cremona che hanno calcato le consolle più cool del mondo come quelle del Pacha (Ibiza) e LIV (Miami) e partecipato per due volte all’Ultra Music Festival (Miami) oltre ad avere prodotto hit per Fabio Rovazzi, Il Pagante e Benji & Fede. Ma molti li ricorderanno anche per avere creato e prodotto il singolo Andiamo a comandare piuttosto che per la hit del 2018 Hands Up.

Lunga la lista delle aziende che hanno voluto collaborare con ForbesLIVE in qualità di sponsor della serata. Da Altus a Bulgari, da Circ a D1 Milano, Hp, Inspira, Porsche e Technogym.

Leader 11 Giugno, 2019 @ 2:30

L’under 30 che vuole diventare Ministro del Futuro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Gian Luca Comandini è stato inserito nella lista lista dei 100 Under 30 del 2019

Articolo tratto dal numero di giugno 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Classe 1990, maturità classica, laurea in economia e un eclettismo fuori dal comune. Gian Luca Comandini nel 2013 è tra i primi in Italia ad investire in due trend allora poco esplorati: blockchain e social media. Ciò lo ha reso uno dei principali divulgatori e opinion leader italiani, consentendogli di co-fondare l’associazione di categoria Assobit e la società di consulenza e sviluppo Blockchain Core. È anche editore di Cointelegraph e direttore della scuola di formazione The Blockchain management school. “Sono fermamente convinto che la blockchain sarà il prossimo trend per molti e molti anni”, dice.

È spesso speaker e opinionista in ambito marketing e innovazione nelle più importanti conferenze del settore e non di rado ospite di trasmissioni tv per la Rai. Dal 2019 è membro del Mensa International, associazione che raccoglie persone con un quoziente intellettivo superiore al 98% della popolazione mondiale. La sua storia imprenditoriale nasce da una intuizione di sei anni fa quando fonda You&Web, tra le più note società italiane di comunicazione integrata specializzate in strategie virali, con cui cura la comunicazione di numerosi personaggi pubblici, programmi televisivi, politici, brand e multinazionali.

Gian Luca Comandini ha fondato You & Web, tra le più note società italiane di comunicazione integrata specializzate in strategie virali

“Allora i social network erano poco utilizzati e non avevano ancora assunto la dimensione di piattaforma pubblicitaria a tutti gli effetti come la conosciamo oggi”, dice, “ma avevo intuito che quella sarebbe stata la direzione e che ben presto i budget pubblicitari delle aziende si sarebbero spostati in gran parte da offline a online. Volevo essere tra i primi a entrare sul mercato”.

Oggi, la sua creatura non è più una “semplice” web agency, ma una vera e propria agenzia di comunicazione integrata, che offre qualsiasi tipo di strategia e servizio nel settore pubblicitario, dagli spot tv alle affissioni, dalle campagne virali sui social allo sviluppo di e-commerce e siti web. “Per il prossimo futuro abbiamo deciso di investire molto sulla parte autoriale, stiamo creando una branca dedicata allo spettacolo e alla produzione di format tv”.

L’altra grande passione di Gian Luca è, appunto, la catena dei blocchi: “Il mio più grande rimpianto è non essere stato abbastanza convincente quando sei anni fa andavo in giro a dire a chiunque ‘la blockchain sarà il futuro!’. Dovevo insistere di più, magari non avremmo perso tanti anni a parlarne male”. Oltre a insegnarla all’Università Guglielmo Marconi di Roma, dove è titolare di una cattedra, e al master presso la Blockchain school, di cui è direttore, è anche presente nella task force governativa di esperti scelta dal Ministero dello sviluppo economico per delineare la strategia nazionale in ambito blockchain nel nostro paese per i prossimi anni. “Un impegno che mi onora molto. Sono circondato da professionisti di grandissimo spessore, c’è tanto da imparare e sono sicuro che faremo un ottimo lavoro”.

C’è ancora spazio per i sogni? “Io ne ho da sempre uno nel cassetto: istituire il primo Ministero del futuro in Italia, un’istituzione che si occupi tanto di investimenti in startup quanto di formazione ed educazione delle nuove generazioni all’utilizzo di quelle tecnologie emergenti che definiranno il futuro mercato del lavoro. Oggi continuiamo a studiare materie che erano nei programmi 50 anni fa, per prepararsi a lavori che si facevano 50 anni fa e che oggi non hanno più alcuno spazio nel mercato. Dovremmo invece iniziare a studiare e imparare a lavorare per le occupazioni che immaginiamo ci possano essere tra 50 anni. Altrimenti diventeremo noi il terzo mondo”.

Classifiche 29 Marzo, 2019 @ 10:30

L’Under 30 che sta portando in Italia l’Amazon dei servizi finanziari

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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George Thomson, classe 1990, è country manager per l’Italia di Revolut.

George Thomson, classe 1990 e senese di nascita, è il classico nativo digitale con una spiccata passione per la finanza. Ha iniziato a fare trading all’età di 12 anni e, nel corso degli anni, ha coltivato l’interesse lavorando anche all’interno di diversi hedge fund, quando era solo un adolescente. Ha poi portato avanti i suoi studi nel campo della finanza alla Warwick Business School. E durante gli studi universitari si è iscritto sulla piattaforma eToro, diventando uno dei trader con le migliori performance tra i 10 milioni di utenti. Oggi sta portando in Italia una delle fintech unicorn in più rapida crescita in tutta Europa, la britannica Revolut, fondata da Nikolay Storonsky e Vlad Yatsenko e la cui valutazione è arrivata a $ 1,7 miliardi.

LEGGI ANCHE: Questi due giovani milanesi stanno reinventando la pasta italiana

“Uso Revolut dagli inizi del 2016, cioè quando in Italia non si contavano ancora nemmeno mille utenti”, ricorda George che è stato inserito da Forbes Italia nella lista Under 30 del 2019. “Ero già esposto al giovane mondo del FinTech per via del mio lavoro su eToro e anche per il lavoro a Deloitte e quindi seguivo questo spazio e i suoi nuovi player con attenzione. Facendo molto avanti e indietro tra Italia ed Inghilterra conoscevo molto bene le problematiche legate al cambio valuta e quindi ho colto subito la genialità dell’idea di Revolut”.

George Thomson ha iniziato a fare trading all’età di 12 anni e, nel corso degli anni, ha coltivato l’interesse lavorando anche all’interno di diversi hedge fund, quando era solo un adolescente.

La startup fintech, infatti, in soli 3 anni, da Londra si è stabilita in 42 Paesi europei, attraendo più di 2 milioni di clienti e raccogliendo $ 340 milioni di finanziamenti, elaborando circa 3 miliardi di transazioni ogni mese. Si tratta di un servizio bancario digitale utilizzabile via app – al conto possono essere associate diverse carte di credito, sia reali che virtuali – che permette di eseguire trasferimenti di denaro in tutto il mondo: il cambio da una valuta all’altra è pressoché istantaneo e viene effettuato al tasso interbancario, quello che utilizzano le banche stesse nelle loro operazioni di cambio valuta. L’operazione è senza commissioni fino a 5mila euro (o sterline) al mese.

“La mia carta Revolut è stata la mia fedele compagna di viaggi mentre giravo il mondo nel mio anno sabbatico e voluto contribuire alla crescita di questa realtà così rivoluzionaria. Le ambizioni di Revolut continuano ad affascinarmi – parliamo di una vera e propria Amazon per i servizi finanziari. Un’unica app con la quale poter spendere in qualsiasi valuta, gestire i propri soldi, investimenti, e anche criptovalute. È un mercato che adesso è abbastanza affollato, ma credo che entro pochi anni vedremo emergere qualcuno vincitore, come ha fatto Facebook a discapito di MySpace nell’ambito dei social network”. Non manca un pizzico di idealismo: “Mi piace molto questa battaglia contro le grandi banche, un po’ in stile Davide contro Golia, rimettendo così qualche soldo in tasca alla gente”, ammette divertito George.

“Accresceremo il team Revolut in Italia e adotteremo una modalità di lavoro più decentralizzata”.

In Italia Revolut è ancora piccola e conta circa 100.000 utenti, che però si sono già triplicati da quando il giovane 28enne ha preso il timone circa 7 mesi fa. E, ci tiene a sottolineare, il tutto è avvenuto senza pubblicità e con un costo di acquisizione di un nuovo utente ad un livello che è almeno 90% inferiore a quello dei competitor. I margini di crescita per il futuro quindi sono tanti.

“Prima di tutto accresceremo il team e adotteremo una modalità di lavoro più decentralizzata, allontanandoci un po’ da Londra (che è la sede) e concentrandoci solo sugli utenti italiani. Poi nei prossimi mesi aggiungeremo anche tutto il lato trading e investimenti a costo zero, gli account ‘kids’ e con l’espansione globale permetteremo ai nostri utenti di essere ancora più collegati con i loro amici, familiari e clienti in tutto il mondo”.

L’unico limite? Forse una poca dimestichezza con la lingua inglese e il legame ancora troppo stretto al contante. “Viaggio spesso tra Londra e Firenze e ogni volta mi accorgo di questa differenza, che alla fine è culturale. A Londra vedo cartelli con scritto ‘card only’ e poi salgo in taxi a Firenze e vedo sempre il cartellino ‘no credit card’”.

Classifiche 28 Marzo, 2019 @ 9:00

Forbes Under 30 2019, chi sono i 100 giovani italiani che guideranno il futuro

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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(Forbes Under 30 Italia)

Stanno cambiando il modo in cui ordiniamo pranzi e cene, come compriamo e vendiamo le nostre case, come curiamo il nostro corpo, come investiamo o apriamo un conto corrente e come facciamo shopping. Sono i 100 leader italiani del futuro, tutti sotto i 30 anni di età e divisi per 20 categorie differenti, che Forbes Italia ha selezionato nell’ambito della seconda edizione del progetto Under 30.

Anche quest’anno sono stati valorizzati soprattutto i giovani imprenditori che hanno creato da zero un business: sono ben il 47% i fondatori di una startup o di una propria attività. Come i protagonisti della copertina del numero di aprile 2019 di Forbes Italia, Giuliano Calza che insieme al fratello più grande Giordano stanno rivoluzionando il mondo della moda giovane con il loro marchio Gcds. O come Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio, entrambi classe 1991, che hanno creato Epicura, il primo poliambulatorio digitale che offre assistenza sanitaria a oltre 200 pazienti al giorno fatturando quasi 25mila euro al mese. O ancora: Andrea Venzon, che ha co-fondato addirittura il primo partito pan-europeo, Volt Europa, che ha l’obiettivo di dare all’Unione europeo una nuova idea di unità che oltrepassi i confini nazionali nel nome di una rinnovata democrazia.

Ma ci sono anche giovani manager come Luca Rubino, global digital head di Automobili Pininfarina, che ha giocato un ruolo di primo piano nel lancio della prima hypercar elettrica del gruppo. O come George Thomson, country manager per l’Italia di Revolut, fintech britannica arrivata a una valutazione di $ 1,7 miliardi.

E se c’è ancora tanto da fare per l’ecosistema startup in Italia, le idee di questi giovani hanno però avuto la capacità di attrarre non pochi capitali. Giorgio Tinacci, 27 anni, co-fondatore di Casavo, piattaforma leader nell’instant buying immobiliare, in meno di due anni ha raccolto ben € 21 milioni per poter far crescere il progetto in tutto il Sud Europa nel 2020. Per la sua Kukua, una società di edutainment che ha l’ambizione di diventare la Disney d’Africa e che insegna a leggere e scrivere ai bambini africani attraverso giochi e cartoni animati, la 27enne Lucrezia Bisignani ha raccolto $ 2,5 milioni.

Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese hanno invece raccolto finora € 5 milioni da investitori come Milano investment partners, il cui anchor investor è Angelo Moratti. I due milanesi classe 1989 hanno creato Miscusi, una catena di ristoranti interamente dedicata alla pasta fresca, che prevede per quest’anno un fatturato intorno ai € 10 milioni, altre 6 nuove aperture italiane, l’ingresso in Spagna e il primo locale in un aeroporto, quello di Orio al Serio.

Sebbene l’età media sia di circa 26 anni, in calo rispetto all’anno scorso, grazie ai nuovi media il successo si può raggiungere anche in età adolescenziale. È successo a Iris Ferrari, che a soli 16 anni è già una popolare Youtuber e una promettente scrittrice, con due libri editi da Mondadori Electa, oltre a collaborazioni come testimonial con importanti marchi come Barilla, per lo spot Ringo in TV. Anche la coetanea Mariasole Pollio deve ringraziare YouTube, grazie al quale si è fatta prima conoscere ai tanti follower per poi intraprendere la carriera da attrice debuttando giovanissima nella fiction Rai Don Matteo fino al grande schermo con una parte nell’ultimo film di Leonardo Pieraccioni, Se son rose. Da poco maggiorenne, invece, Valeria Cagnina, che a soli 16 anni ha fondato una sua scuola di robotica, insegna la tecnologia a bambini e non. Con in suoi corsi ora collabora, o ha collaborato, con aziende del calibro di Allianz, Rai, National Geographic, Cisco, IBM, Enel, Intesa, tra le tante.

Quest’anno la presenza femminile si attesta al 23%, leggermente in ribasso rispetto all’anno scorso. Un gap evidente che conoscono bene le giovani imprenditrici Micaela Illy e Olivia Burgio, che in molte situazioni si sono trovate le uniche ragazze in un contesto, quello delle startup, a maggioranza maschile. Eppure le due amiche stanno rivoluzionando il modo in cui i lavoratori vanno in pausa pranzo: sono le determinate co-fondatrici di EatsReady, un marketplace per preordinare, pagare online nei migliori ristoranti della tua città, che ad oggi ha raccolto € 1,2 milioni, ma altri finanziamenti sono alle porte.

Tanti, infine, i volti noti come Valentina Ferragni che, oltre a essere entrata nella società The Blond Salad della sorella Chiara, è ormai una affermata fashion influencer con l’ambizione un giorno di creare un proprio brand nel mondo del fashion; Lodovica Comello che,nata come Violetta, a soli 28 anni ora conduce Italia’s Got Talent ed è anche speaker radiofonica per Radio 105. Tra i nuovi volti del cinema c’è Benedetta Porcaroli che dopo alcuni ruoli in film e fiction Rai ha trovato il definitivo successo come protagonista della serie Baby, la serie tv di produzione italiana di Netflix. Tra gli sportivi c’è l’italiano più veloce di sempre, Filippo Tortu, la talentuosa pallavolista fresca di medaglia d’argento agli europei di volley, Paola Egonu, mentre nella categoria “Music”, spicca Mahmood, cantautore vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo; i Maneskin, la band vincitrice morale di X-Factor dell’anno scorso e Matteo Bocelli, che sta emergendo “nonostante” un grande padre alle spalle come Andrea.

Insomma, tante storie e un unico comune denominatore: il coraggio della giovane età ma anche l’acume, la preparazione e la determinazione di chi vuole raggiungere il successo.