Donne manager e direttrici di filiali: in Intesa Sanpaolo il gender gap non è più un problema

da sinistra a destra: Maria Luisa Gota, Daria Cigliana, Rita Esposito, Federica Vicenzotto, Roberta Accettura – courtesy Intesa Sanpaolo
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Ridurre il gender gap e promuovere contestualmente la diversità, l’inclusività aziendale e pari opportunità. È questo, ormai da diversi anni, il duplice obiettivo inseguito e attivato da Intesa Sanpaolo (selezionata da Forbes tra le 100 eccellenze in ambito Corporate social responsibility). Soddisfatto, fino ad adesso, con risultati premianti che permettono all’intero istituto diretto da Carlo Messina di avere oggi un numero maggiore di donne (54%) rispetto agli uomini, di contare una percentuale del 27% di donne dirigenti (contro una media italiana del 17,6%) e del 40% sia in termini di manager che di direttrici di filiali. Unica banca italiana nel Diversity & Inclusion Index di Refinitiv, l’indice internazionale che seleziona le 100 aziende al mondo quotate in Borsa più inclusive e attente alle diversità, ha ricevuto un punteggio molto elevato nel Bloomberg Gender Equality Index 2021, 82 su 100, che supera di gran lunga sia la media del settore finanziario globale (che si attesta a 68 su 100), sia quella delle società italiane (67 su 100). 

medesimi risultati di eccellenza sono stati raggiunti dalla Divisione Insurance del Gruppo, guidata da Nicola Fioravanti. “Nella nostra divisione il 54% del totale della popolazione aziendale è donna, così come il 43% dei manager a tutti i livelli gerarchici, il 35% dei dirigenti e il 33% di chi ricopre posizioni di prima linea. Essendo una realtà in crescita, abbiamo naturalmente attratto numerosi giovani e le migliori professionalità presenti sul mercato, tanto che circa un terzo della popolazione aziendale è millennial e, di questi, il 55% sono donne”. 

Soffermandosi sulle posizioni di rilievo, quindi a diretto riporto del responsabile della Divisione Insurance, ritroviamo per esempio (da sinistra a destra nella foto): Maria Luisa Gota, ad e dg di Fideuram Vita; Daria Cigliana, responsabile funzione attuariale; Rita Esposito, responsabile funzione audit; Federica Vicenzotto, chief compliance officer; Roberta Accettura, responsabile Personale e change management.

“Credo che le donne, nonostante i passi in avanti degli ultimi anni, abbiano ancora molto spazio per affermare il proprio talento e merito e debbano crederci. L’invito alle donne manager è di essere portatrici di forti valori di inclusione e di imparare a fare più squadra”, dichiara Accettura a Forbes. Dello stesso avviso anche la Esposito, che evidenzia l’importanza del lavoro di squadra. “L’esperienza maturata mi ha insegnato l’importanza del lavoro di squadra per competere in un mondo sempre più complesso e mutevole e che, quanto più la squadra è diversificata in termini di esperienze e contributi, tanto più è resiliente nei momenti di difficoltà e soprattutto capace di creare valore ed innovazione”. Competenze, è, invece, la parola chiave per Gota. “Un percorso professionale di grande soddisfazione, costruito grazie alle competenze giuste al momento giusto”. Senza dimenticare, in ultima battuta, determinazione e diversità, come svelano Cigliana e Vicenzotto . “Sono determinata a portare avanti quella che per me è una condizione necessaria, l’equilibrio lavoro – passione”, dichiara Cigliana. “In questo contesto estremamente regolato, il ruolo del Chief Compliance Officer diventa chiave se inquadrato in un percorso di diversità e inclusione con il business. Diversità, perché c’è un differente punto di vista ma una stessa finalità, ovvero il rispetto per il cliente; inclusione, che significa aprire una dimensione di reciproco ascolto attivo”, conclude Federica Vicenzotto”.

Diversity & Inclusion nel Gruppo Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è da anni impegnata nella valorizzazione delle diversità di tutte le sue persone e nella promozione dell’inclusione come componenti essenziali per la crescita del gruppo. Proprio per accelerare il percorso, nel 2018 il Gruppo Intesa Sanpaolo ha costituito una struttura Diversity & Inclusion guidata da Chiara Pastorino, a diretto riporto della chief operating officer, e nel 2020 è stata approvata la policy “Principi in materia di Diversity & Inclusion”, che esplicita la politica di inclusione verso tutte le forme di diversità e si basa sul rispetto di tutte le persone, sulla meritocrazia e sulle pari opportunità, individuando impegni e comportamenti concreti. In particolare, c’è una sezione dedicata proprio all’ambito assunzioni, promozioni a responsabile, nomine a dirigenti e piano di successione del top management per ridurre progressivamente il gender gap. E per accelerare l’impegno a tutti i livelli del gruppo è anche stato definito un obiettivo gestionale specifico per la valutazione delle performance di 1.200 manager sulla valorizzazione all’equità di genere, oltre a programmi di accelerazione delle carriere femminili e specifici percorsi formativi per favorire l’inclusione.

Fra i focus principali della Strategia D&I ci sono iniziative per creare consapevolezza e diffondere la cultura dell’inclusione a tutti i livelli, anche all’esterno del gruppo, la revisione dei processi HR per garantire accesso e partecipazione, attraverso principi di equità e meritocrazia ma anche la promozione di strumenti e iniziative di welfare – Intesa Sanpaolo ha un sistema di secondo livello tra i più ricchi e completi in Italia, attento ai temi della conciliazione, della famiglia, dei figli – con l’obiettivo di supportare la piena realizzazione delle persone sul piano professionale e personale, attraverso il costante ascolto della voce di tutti e la misurazione nel tempo dei risultati ottenuti.

In particolare, forte attenzione è dedicata alla formazione, in modo da contrastare possibili pregiudizi, consapevoli e non, che possono generare situazioni di disequilibrio, assicurando un approccio realmente meritocratico. Le iniziative di valorizzazione delle persone all’interno del Gruppo prevedono anche specifiche iniziative volte a favorire il rafforzamento della cultura dell’inclusione e la crescita professionale, quali ad esempio, quelle volte all’empowerment al femminile.