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Business 28 Maggio, 2020 @ 2:26

Gucci e Intesa Sanpaolo di nuovo insieme a supporto del Made in Italy

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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Alcuni look della collezione Cruise 2019 (gucci.com)

Secondo i dati della Camera Nazionale della Moda Italiana e Confindustria Moda, il settore del lusso rappresenta il secondo segmento manifatturiero dell’industria italiana con 95 miliardi di euro annui di fatturato e un sistema economico che coinvolge oltre 60mila imprese tra pmi, realtà artigiane e di commercio e circa 600mila lavoratori. Numeri senz’altro significativi, che hanno portato a un nuovo sodalizio strategico Gucci e Intesa Sanpaolo in linea di continuità con la raccolta fondi We Are All in This Together a favore del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, avviata durante le prime fasi dell’emergenza Covid-19.

L’iniziativa si chiama “Sviluppo Filiere” e ha l’obiettivo di aiutare le piccole e medie imprese delle filiere produttive italiane a superare l’emergenza e avviare piani di rilancio. Grazie alla partnership, le aziende che fanno parte della filiera Gucci potranno beneficiare del valore della capo-filiera riconoscendo termini e condizioni vantaggiosi e potranno accedere a finanziamenti in tempi rapidi, velocizzando l’accesso alla liquidità necessaria, oltre a poter usufruire di una serie di agevolazioni e iniziative solitamente rivolte alla clientela corporate di grandi dimensioni. In particolare, è stato inserito nel programma filiere la gamma di finanziamenti legati all’emergenza Covid, con la finalità di sostenere le imprese nel superamento della fase di difficoltà e accompagnarle nella ripartenza.

Insieme alle pmi, l’accordo aiuterà quindi i laboratori artigianali di pelletteria, scarpe, accessori, abbigliamento e gioielleria nella realizzazione dei propri progetti di crescita sul territorio, di internazionalizzazione e di rinnovamento delle proprie strutture produttive grazie al know-how industriale, tecnico e operativo di Gucci e alla solidità delle competenze finanziarie di Intesa Sanpaolo, che metterà a disposizione della filiera Gucci strumenti e soluzioni ad hoc per le esigenze delle piccole e medie imprese.

“L’accordo che inauguriamo grazie alla partnership con Gucci intende dare vita a un modello innovativo per il sostegno delle filiere italiane, un sistema fatto di migliaia di piccole aziende e di artigiani, spesso imprese familiari, strettamente legate al proprio territorio. Sappiamo infatti che dietro alla forza di un brand c’è un tessuto fatto di relazioni, di attività, di legami che sono l’ecosistema di un territorio e che rappresentano un elemento chiave del successo del sistema moda italiano. Sostenere la filiera significa per noi essere al fianco non solo delle imprese, ma anche e soprattutto dei territori e delle comunità locali che ne rappresentano il cuore e la linfa vitale”, dichiarato Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo.

Trending 24 Marzo, 2020 @ 5:59

Intesa Sanpaolo: dopo i 100 milioni alla Protezione civile, un aiuto per Bergamo

di Forbes.it

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Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo
Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo

Prosegue con successo la gara di solidarietà da parte delle imprese italiane per fronteggiare l’emergenza. Questa volta protagonista è stata Intesa Sanpaolo che, oltre a una donazione da 100 milioni di euro alla Protezione Civile (il gruppo bancario ha siglato un protocollo di collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri), ha ufficializzato oggi la decisione di contribuire alla realizzazione dell’ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini alla Fiera di Bergamo con un contributo di 350mila euro. Un contributo che permetterà di acquistare ventilatori, sistemi radiologici, apparecchi per laboratorio analisi, monitor, aspiratori, produttori di ossigeno e altri materiali necessari all’attività sanitaria.

“Desideriamo esprimere la nostra vicinanza alle comunità bergamasche con questo impegno concreto, che porterà strumenti e materiali indispensabili a far funzionare presto questa struttura messa in campo con grande tempestività e disponibilità dalla Fondazione ANA Onlus. In un momento di tale gravità, Intesa Sanpaolo vuole dimostrare il proprio sostegno a Bergamo e dare un contributo che consenta di affrontare e risolvere insieme l’emergenza”, ha dichiarato Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo.

Il contributo potrà essere incrementato di ulteriori 100mila euro anche grazie all’attivazione, fino al 6 aprile, di una raccolta fondi dedicata a questo progetto e già operativa sul sito www.forfunding.it, la piattaforma di crowdfunding del gruppo, aperta a tutti.

Sebastiano Favero, presidente nazionale di Ana e Ana onlus ha poi aggiunto: “I nostri alpini come in altre occasioni passate, sono sempre pronti ad andare in prima linea per aiutare chi ha bisogno. In questo momento particolarmente critico il nostro ospedale da campo e le squadre di PC, rivestono un ruolo importante nel nostro intervento per la gente bergamasca portando, oltre che impegno e professionalità dei propri uomini e delle proprie donne, la dedizione assoluta per una causa comune. Forti della nostra storia anche questa volta ce la faremo a sconfiggere il nemico”.

Investimenti 18 Marzo, 2020 @ 12:10

Coronavirus, da Intesa Sanpaolo pronti 15 miliardi per le imprese

di Massimiliano Carrà

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Intesa Sanpaolo 15 miliardi per le pmi per combattere il coronavirus
Il grattacielo di Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano a Torino
(© Giorgio Perottino)

Intesa Sanpaolo mette sul tavolo 15 miliardi di euro per aiutare le pmi italiane a combattere il coronavirus. È questo il secondo aiuto economico attivato dall’istituto di credito italiano per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica.

Circa 10 giorni fa, Intesa Sanpaolo, sempre per contrastare l’avanzata del coronavirus, ha annunciato la donazione di 100 milioni di euro destinati a rafforzare le strutture di terapia intensiva, a creare ospedali da campo e ad acquistare nuove apparecchiature mediche.

“In questa fase di estrema emergenza – dichiara il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messinaabbiamo il dovere di impegnare ogni risorsa, per dare il massimo sostegno alle imprese italiane e consentire loro, superate le difficoltà contingenti, di ripartire il prima possibile”.

Oltre al sostegno dettato dalle misure economiche del decreto cura Italia, pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale, le pmi italiane potranno quindi avvalersi di un nuovo e importante aiuto in questo momento di difficoltà economica. 

Intesa Sanpaolo: i dettagli dell’iniziativa per le pmi

Come afferma lo stesso gruppo bancario in una nota ufficiale, l’obiettivo di questi 15 miliardi a sostegno delle pmi italiane – che corrispondono quasi all’1% del Pil – è quello di  “affiancare le imprese italiane di tutti i settori economici, fornendo la liquidità necessaria per superare la fase economica di crisi”.

In particolare, le misure sono finalizzate a consentire alle aziende di far fronte ai pagamenti, nonostante la progressiva riduzione o addirittura assenza di fatturato, e di tutelare così l’occupazione. Proprio per questo in realtà l’iniziativa di Intesa Sanpaolo è suddivisa in due rami:

  • un plafond di 5 miliardi di euro, per nuove linee di credito aggiuntive rispetto a quelle preesistenti, della durata di 18 mesi (meno un giorno), di cui 6 di pre-ammortamento, con condizioni favorevoli, a partire dalle spese di istruttoria. Tali linee possono essere concesse a clienti e non clienti che al momento non beneficiano di linee di credito disponibili;
  • la messa a disposizione di 10 miliardi di euro di liquidità per i clienti Intesa Sanpaolo, grazie a linee di credito già deliberate a loro favore e ora messe a disposizione per finalità ampie e flessibili, quali la  gestione dei pagamenti urgenti.

Inoltre, come afferma la banca, “queste nuove iniziative si aggiungono alla moratoria annunciata il 24 febbraio, con la sospensione per 3 mesi delle rate dei finanziamenti in essere (per la sola quota capitale o per l’intera rata) prorogabile per altri 3/6 mesi in funzione della durata dell’emergenza”.

Business 18 Febbraio, 2020 @ 11:46

Intesa Sanpaolo tenta la scalata e Ubi decolla in Borsa, tonfo per Bper

di Massimiliano Carrà

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Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino
Il grattacielo di Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano a Torino
(© Giorgio Perottino)

Intesa Sanpaolo sorprende tutti e tenta l’assalto a Ubi Banca. Ieri notte, infatti, la banca guidata da Carlo Messina ha sconvolto i sonni del mercato bancario e degli investitori lanciando un’offerta pubblica di scambio volontaria e totalitaria proprio su Ubi banca. Una mossa quella da parte da Intesa Sanpaolo e dal suo cda che arriva all’indomani della presentazione del nuovo piano industriale al 2022 da parte di Ubi che prevede, tra l’altro, 2000 esuberi.

È importante evidenziare che l’offerta di Intesa Sanpaolo per rilevare la totalità delle azioni di Ubi Banca non era concordata e ambisce, secondo quanto spiega in un comunicato la banca guidata da Messina, “a rafforzare il profilo del gruppo come principale operatore bancario in Italia”.

Intesa Sanpaolo-Ubi Banca: le reazioni in Borsa

Oltre ad aver attirato l’attenzione del mercato bancario italiano, l’offerta pubblica di scambio volontaria e totalitaria presentata da Intesa Sanpaolo sta monopolizzando l’interesse degli investitori e della Borsa Italiana.  Questa mattina dopo che il titolo Ubi banca è stato sospeso dalle contrattazioni per eccesso di rialzo, nel momento in cui si scrive sta volando e sta facendo registrare una crescita del 28%. Il prezzo delle azioni è infatti passato da 3,49 euro per azione (registrato alla chiusura della seduta di Borsa di ieri) a 4,26 euro per azione.

L’andamento positivo in Borsa del titolo Ubi però non è limitato solamente ad oggi. Nel giro di poco meno di un mese, precisamente dal 31 gennaio al 17 febbraio, le azioni sono andate incontro a un rialzo del 29,2%. Ciò significa che, includendo il guadagno di oggi, il titolo Ubi banca in 18 giorni è cresciuto del 57%.

A festeggiare però non sono solamente gli investitori di Ubi banca, ma anche quelli di Intesa Sanpaolo. Il titolo della banca guidata da Messina (anch’esso quotato sul FTSE Mib) sta facendo registrare al momento della scrittura una crescita del 2%, con il prezzo delle azioni che è passato da  2,45 euro per azione a 2,58 euro per azione.  Come nel caso di Ubi banca, anche la crescita del titolo di Intesa Sanpaolo non è limitata ad oggi, anzi. Dal 31 gennaio (quando il prezzo delle azioni si attestava a 2,24 euro per azione) ad oggi il primo gruppo bancario italiano in Borsa è andato incontro a un rally positivo del 15%.

Tonfo in Borsa invece per Bper

E se da una parte Intesa Sanpaolo e Ubi banca volano in Borsa, lo stesso non si può dire per Bper banca, anch’essa coinvolta nella maxi operazione. Quotato sul principale listino di Piazza Affari, il titolo della banca emiliana sta infatti cedendo il 7,67%. Se ieri alla chiusura delle contrattazioni di Borsa il prezzo delle azioni era di 4,64 euro per azione, oggi si attesta a 4,28 euro per azione. Ciò dimostra che gli investitori non sono convinti del ruolo che giocherebbe Bper. Per evitare contestazioni da parte dell’Antitrust infatti la banca emiliana potrebbe acquisire 500 filiali di Ubi.

Nel complesso, invece, positive le reazioni in Borsa di Unipol e UnipolSai, quest’ultima direttamente coinvolta nell’operazione. Come nel caso di Bper, per evitare contestazioni da parte dell’Antitrust, UnipolSai Assicurazioni ha sottoscritto con Intesa un accordo per l’acquisizione di rami d’azienda riferibili a una o più compagnie assicurative attualmente partecipate da Ubi Banca (BancAssurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita).

I dettagli dell’operazione Intesa Sanpaolo-Ubi banca

Entrando nel merito dell’operazione che porterebbe Intesa Sanpaolo ad acquisire la totalità delle azioni di Ubi Banca, il primo gruppo bancario italiano – nel comunicato stampa diramato – ha dichiarato che per ogni 10 azioni di Ubi banca portate in adesione all’offerta saranno corrisposte 17 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo di nuova emissione, valorizzando quindi Ubi 4,86 miliardi di euro.

La cifra corrisponde ad un premio del 27,6% sui valori di Borsa di venerdì 14 febbraio pari a 3,3333 euro. Il cda di Intesa Sanpaolo sottoporrà all’assemblea straordinaria (convocata per il 27 aprile), la proposta di aumento di capitale a servizio dell’offerta. 

 

Trending 18 Febbraio, 2020 @ 8:39

Ubi-Intesa, così Carlo Messina si consacra dominus del consolidamento bancario

di Marco Barlassina

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Carlo Messina, amministratore delegato Intesa Sanpaolo (Imagoeconomica)

Con un’operazione da 4,86 miliardi di euro sostanzialmente inaspettata, Carlo Messina prende in mano le redini del risiko bancario in Italia.

La mossa annunciata nella notte con cui, attraverso l’acquisizione di Ubi da parte di Intesa Sanpaolo, potrebbe nascere la settima più grande banca dell’Eurozona (caratterizzata da asset per 1.100 miliardi di euro e 3 milioni di nuovi clienti in dote a Intesa), fa di Messina il manager bancario più intraprendente sul terreno delle aggregazioni tra quelli di tutti i maggiori istituti nazionali.

Una risposta anche alle esortazioni dei regolatori nazionali che, a ormai più di dieci anni dalla grande crisi finanziaria, più volte hanno espresso la necessità di un consolidamento che riducesse la eccessiva competizione, fosse in grado di tagliare i costi e desse una scossa alla bassa profittabilità del settore.

Un’aggregazione che non potendosi giocare sul terreno transfrontaliero (troppe le incognite regolamentari ancora presenti in tra i diversi Paesi europei nonostante gli appelli per un Unione bancaria) si è spostata in ambito nazionale. Non senza qualche sovrapposizione geografica, come appare evidente dalla previsione di conferire parte delle filiali Ubi (tra 400 e 500) a Bper.

D’altro canto Messina è da sempre un sostenitore di operazioni domestiche, piuttosto che cross-border, come invece è apparso fin da subito Jean Pierre Mustier, alla guida di Unicredit, nel recente passato affiancato prima a Société Générale e poi a Commerzbank.

Che l’operazione abbia poi visto Mediobanca nel ruolo di consulente, con la partecipazione di Bper e anche di UnipolSai, che in caso di riuscita dell’operazione rileverebbe le attività nella bancassicurazione, dipinge il quadro di un’operazione di sistema, forse ormai non più rinviabile.

L’operazione con Ubi sembra così il punto di sintesi migliore per assicurare il consolidamento a livello nazionale in una fase caratterizzata da bassi tassi d’interesse e altrettanto bassi margini e dalla necessità di sostenere ingenti investimenti tecnologici, ma anche per consentire ad Intesa una scala comunque europea, nonostante l’italianità dell’operazione, per “raggiungere dimensioni che le consentano di competere autonomamente e svolgere un ruolo proattivo nel panorama bancario europeo”.

Strategia 31 Gennaio, 2020 @ 2:40

“Imprese Vincenti”, al via il programma per la crescita delle Pmi di Intesa Sanpaolo

di Forbes.it

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Intesa Sanpaolo, imprese Vincenti 2020
(shutterstock)

Capacità di valorizzare il territorio e sostenibilità sono solo due dei criteri utilizzati da Intesa Sanpaolo per selezionare le Pmi italiane della seconda edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che punta a sostenere i percorsi di crescita di tante aziende esempio di eccellenza imprenditoriale e del Made in Italy.

«Grazie ad “Imprese Vincenti” – ha dichiarato Stefano Barrese, Responsabile di Banca dei Territori Intesa Sanpaolo – abbiamo fatto emergere molti ottimi esempi imprenditoriali presenti nell’economia reale italiana. Con la seconda edizione di questo programma di valorizzazione vogliamo ancora di più accompagnare la crescita di queste PMI campioni del made in Italy e della sostenibilità, che spiccano grazie a strategie evolute, sono radicate al territorio ma capaci di lavorare su orizzonti ampi, valorizzano competenze, sono flessibili e riorientabili in base al mercato. Vogliamo rendere queste PMI sempre più trainanti l’economia, stiamo concentrando progetti e risorse per essere motore della crescita insieme a queste aziende virtuose. Solo nei primi nove mesi del 2019 come Gruppo abbiamo erogato oltre 15 miliardi alle piccole e imprese italiane e le abbiamo supportate negli investimenti, nei processi di crescita, di capitalizzazione, di innovazione e internazionalizzazione, ma anche sul welfare e nello sviluppo del capitale umano».

Tanti i partner che anche quest’anno metteranno a disposizione delle aziende selezionate strumenti di supporto alla crescita: Bain&Company, Elite, Gambero Rosso, Microsoft, Tiresia e Cerved. Confermati inoltre i contributi di Intesa Sanpaolo Forvalue, Intesa Sanpaolo Formazione e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

Intesa Sanpaolo, Imprese Vincenti: i risultati della scorsa edizione

Il bilancio della prima edizione di “Imprese Vincenti” ha visto un’ampia partecipazione di imprese: circa 2000 le autocandidature, 120 le PMI ‘vincenti’ che hanno partecipato agli otto eventi di presentazione organizzati tra maggio e giugno in tutta Italia.

I programmi attivati nel 2019 per la valorizzazione e la crescita di queste aziende si sono sviluppati in molteplici direttrici: workshop, assessment del mercato e comprensione del posizionamento competitivo, individuazione punti di forza e aree di sviluppo, identificazione possibili linee guida di evoluzione strategica. I partner interni – Intesa Sanpaolo Formazione, Intesa Sanpaolo Forvalue e Intesa Sanpaolo Innovation Center – hanno offerto pacchetti formativi per lo sviluppo di competenze per internazionalizzazione, circular economy, sviluppo di reti commerciali e per un sistema di cost management, oppure abbonamenti annuali gratuiti al servizio Club Forvalue e vari workshop.

Imprese Vincenti 2020, come partecipare

Anche per il 2020 il programma di valorizzazione “Imprese Vincenti” punta all’ulteriore rafforzamento dei fattori alla base del successo delle Pmi eccellenti, attraverso investimenti materiali e immateriali, creazione di start-up, formazione, rinnovo generazionale, crescita dimensionale.

Potranno candidarsi tutte le Pmi italiane che si riconoscano rappresentative dell’eccellenza nazionale, che abbiano effettuato investimenti nel biennio scorso, siano innovative, che si attengano a principi di sostenibilità, che investano su persone e competenze, che attuino strategie di internazionalizzazione, che operino in rapporto al territorio anche attraverso la rete delle filiere e dei distretti, che si impegnino al rilancio anche attraverso il ricambio generazionale.

L’autocandidatura – da presentare entro il 28/02/2020 compilando il questionario on line sul sito di Intesa Sanpaolo – è aperta ad imprese clienti e non, sia pubbliche che private, a prevalente capitale italiano e non appartenenti a gruppi multinazionali, che abbiano registrato buone performance economico- finanziarie e che abbiano un fatturato compreso fra 2 e 130 milioni di euro, almeno 10 dipendenti e sede legale in Italia.

Business 2 Settembre, 2019 @ 10:30

Neva Finventures, la nuova “fabbrica italiana startup Torino”

di Pieremilio Gadda

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Giornalista, coordinatore di Forbes, scrivo di economia e finanza.Leggi di più dell'autore
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Il grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino
Il grattacielo di Intesa Sanpaolo progettato da Renzo Piano a Torino
(© Giorgio Perottino)

Articolo tratto dal numero di agosto 2019 di Forbes

Non solo fintech, naturale bacino d’interesse per il primo gruppo bancario in Italia. Ma anche startup e scaleup – quelle che ce l’hanno fatta e sono ben avviate lungo un percorso di crescita dimensionale – in altri settori. Con un occhio di riguardo per due aree nelle quali il capoluogo piemontese vanta una forte vocazione: l’automotive e l’aerospaziale. “Torino è la sede di Intesa Sanpaolo Innovation Center e quindi ci sono le condizioni ideali per creare in questa città un nuovo polo dell’innovazione internazionale”, spiega Mario Costantini, amministratore delegato di Neva Finventures, il corporate venture capital che fa capo per il 100% a Intesa Sanpaolo Innovation Center, società del gruppo Intesa Sanpaolo guidata da Maurizio Montagnese e Guido de Vecchi, rispettivamente presidente e direttore generale, che si occupa di innovazione per la clientela della banca, ovvero aziende e startup. Partita appena tre anni fa, come gran parte dei venture capital, Neva, investe con quote di minoranza in società emergenti scommettendo sul loro potenziale di crescita. Inizialmente si è focalizzata sulle realtà del settore finanziario ad alto contenuto di tecnologia , sinergiche alle attività del Gruppo guidato da Carlo Messina. Ma da qualche tempo, punta anche a sostenere iniziative legate all’economia circolare e alla data-driven economy, l’economia dei dati.

Il progetto per la creazione di un hub a supporto delle startup nasce, invece, dal memorandum d’intesa firmato lo scorso maggio da Innovation center, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. Alleanza rafforzata dal successivo accordo con Techstars, il terzo più grande acceleratore al mondo, che si è insediato presso le Officine grandi riparazioni di Torino per lanciare, insieme ai partner italiani, un nuovo programma focalizzato sulla smart mobility, che decollerà il prossimo anno. Non a caso, anche Neva Finventures ha appena deciso di insediare il proprio quartier generale presso le Ogr.

“Le startup nascono e creano valore lì dove esiste un ecosistema adatto ad accoglierle e a farle crescere. Per questo l’accordo tra Intesa Sanpaolo Innovation Center, CRT e Compagnia San Paolo è strategico. Sono sicuro che riusciremo a creare le condizioni per lo sviluppo di nuove imprese e per una positiva contaminazione con le aziende già esistenti. In questo progetto”, spiega Costantini, “Neva Finventures vuole rappresentare il motore finanziario di nuova generazione”.

Mario Costantini
Mario Costantini, a.d. di Neva Finventures

Ad oggi Neva ha una potenziale dotazione di capitale di 100 milioni di euro destinata a crescere, forse, grazie al possibile apporto delle due Fondazioni torinesi- come recentemente ipotizzato da Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo. Un intervento che darebbe nuova linfa al progetto per lo sviluppo del nuovo polo dell’innovazione. In tre anni di attività il venture capital ha realizzato sei operazioni. L’ultima risale a poche settimane fa, quando Neva ha investito circa 4 milioni di euro per acquisire una partecipazione di minoranza (con opzione per acquisire una quota di controllo) nel capitale di BacktoWork24, primario operatore italiano nel settore dell’equity crowdfunding e gestore dell’omonimo portale online per la raccolta di capitali di rischio. “Una decisione strategica che ci permetterà di entrare in contatto con startup operative in una pluralità di settori, da seguire valutando anche nuovi progetti d’investimento”, osserva l’ad.

Le altre operazioni realizzate da Neva riguardano R3, il più grande consorzio mondiale di istituzioni finanziarie, che collabora per testare l’utilizzo di soluzioni basate sulla tecnologia blockchain, il fondo corporate venture tedesco Rocket Internet Capital Partners, e poi Iwoca, società fintech del Regno Unito specializzata in finanziamenti alle piccole e medie imprese con fatturato fino a 5 milioni di euro.

Completano il sestetto due investimenti in società molto note in ambito fintech: Oval Money, startup italo-inglese attiva nel mondo del risparmio e Yolo, operatore insurtech che svolge intermediazione assicurativa esclusivamente in modalità digitale tramite un’offerta di polizze on demand sottoscrivibili via app. “Le prime operazioni stanno andando bene. Ci hanno permesso di meritare la fiducia del gruppo, che ha messo a disposizione ulteriori risorse, in termini di capitali e persone”, precisa Costantini.

Oggi il venture capital può contare su un team composto da una decisa di persone, che sono in grado di valutare opportunità di business in una vasta gamma di settori di attività, contraddistinti da un elevato tasso d’innovazione. Senza dimenticare il supporto e la collaborazione costante con Intesa Sanpaolo Innovation Center. La Fabbrica Italiana Startup Torino è pronta a mettere in produzione nuovi futuri campioni di business.

Business 31 Luglio, 2019 @ 10:39

Intesa e Sisal Pay insieme per la prima proximity bank italiana

di Forbes.it

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Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo

Banca 5 (Intesa Sanpaolo) e SisalPay (Sisal Group) daranno vita alla prima rete italiana di proximity banking: una presenza capillare di punti operativi presso i quali effettuare prelievi, pagamenti e molte altre operazioni.

Intesa Sanpaolo, attraverso Banca 5, e Sisal Group, attraverso SisalPay, hanno siglato un accordo per costituire mediante conferimenti una NewCo che consentirà di offrire prodotti bancari, servizi di pagamento e transazionali in oltre 50mila esercizi distribuiti sull’intero territorio nazionale e nei quali transitano quotidianamente circa 45 milioni di cittadini.

In un contesto concorrenziale dinamico come quello dei proximity payment, la nuova società, partecipata al 70% da Sisal Group e al 30% da Banca 5, rappresenterà la prima rete italiana con modello di “banca di prossimità” (proximity banking), la quale – integrando canali fisici e digitali – garantirà, secondo principi di responsabilità sociale, grandi benefici ai consumatori e alla rete degli esercizi interessati dall’accordo, attraverso l’offerta di semplici prodotti bancari e di servizi di pagamento.

La nuova rete, che sarà pienamente operativa a partire da inizio 2020, integrerà l’offerta dei servizi e prodotti di Banca 5 e SisalPay tra cui:

  • prelievo contanti fino ad un massimo di 150 euro giornalieri;
  • incassi convenzionati (ad esempio, rimborsi per conto di grandi aziende) e avvisi di pagamento (come MAV e RAV) per i clienti Intesa Sanpaolo;
  • pagamento di bollettini, tributi e servizi pagoPA;
  • ricariche telefoniche e di carte prepagate;
  • acquisto di biglietti e abbonamenti per servizi di trasporto;
  • codici d’acquisto dei più diffusi marketplace e App.

“Con SisalPay abbiamo sviluppato un nuovo modo di pagare, comodo e sicuro, che ha semplificato la vita degli italiani e ha creato valore per le imprese e la Pubblica Amministrazione. L’abbiamo fatto focalizzandoci costantemente sui bisogni dei clienti e lavorando a fianco dei nostri rivenditori” – ha dichiarato Emilio Petrone, CEO di Sisal Group – “Oggi mi fa molto piacere che due eccellenze come SisalPay e Banca 5 si uniscano per dare vita alla prima realtà italiana di proximity banking, realizzando il canale di servizi finanziari e di pagamento più accessibile del nostro Paese. Un’importante opportunità per valorizzare il percorso di evoluzione del business dei pagamenti, che rende concreto il piano di sviluppo impostato e stimolato dai nostri azionisti di CVC Capital Partners. Grazie a questo importante accordo saremo in grado di migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto ai nostri clienti e a tutti i cittadini”.

Intesa Sanpaolo crede fortemente nella vicinanza ai propri clienti per l’offerta dei servizi bancari più semplici. In ottica di complementarietà con l’attuale rete delle filiali, focalizzata sulla consulenza e sui servizi ad alto valore, il nostro Gruppo ha voluto investire in questa nuova società per diventare leader nei servizi finanziari di prossimità”- ha commentato Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – “Considerata l’estrema capillarità della presenza degli esercizi commerciali coinvolti, la nuova realtà consentirà ai 12 milioni di clienti della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo di poter disporre di prodotti e operazioni finanziarie di base in un modo ancora più semplice e accessibile, anche nei comuni e nelle frazioni più piccole che oggi sono rimaste senza una presenza bancaria diretta”.