L’under 30 che promuove la cultura digitale tra le nuove generazioni

Gabriele Ferrieri
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Articolo tratto dal numero di aprile 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

Gabriele Ferrieri, anni 28, si definisce innovatore e visionario. Qualità che lo hanno portato ad appassionarsi fin da ragazzo di tecnologia, digitale e viaggi, facendo poi di quelle stesse passioni la sua carriera professionale. “Fin dai primi passi nel mondo del lavoro ho sempre avuto il desiderio di trasmettere la mia visione non solo ai millennials, ma anche alle future generazioni”, dice. Così ha ideato e fondato Angi, l’Associazione nazionale giovani innovatori, con un percorso partito dall’Europa realizzato anche grazie al supporto delle istituzioni comunitarie: “Hanno appoggiato il mio disegno di creare la prima organizzazione nazionale che mettesse al centro dell’agenda i giovani e l’innovazione”. 

Fin da subito, l’idea si è rivelata vincente grazie a due fattori: il raggiungimento di partnership strategiche con il mondo delle istituzioni, sia in Italia sia in Europa, e la costruzione di una community di giovani innovatori che, appassionati di digitale e nuove tecnologie, in poco tempo hanno reso l’associazione no profit un punto di riferimento per l’innovazione nell’ecosistema italiano. In qualità di presidente, Gabriele si occupa oggi di supervisionare le attività dei membri rappresentanti della società civile e della classe dirigente, curando eventi, corsi di formazione con gli atenei italiani ed europei, ma anche interlocuzioni con il governo per progetti di innovazione legislativa, promossi dal loro centro studi di ricerca e analisi, e progetti di sinergia tra pubblico e privato. “Sono orgoglioso del nostro ruolo come stakeholder delle istituzioni, per le quali rappresentiamo un importante valore aggiunto sotto il piano normativo e regolatorio in merito ai programmi di investimenti e incentivi per la crescita economica e sociale del Paese”, ha aggiunto Gabriele, che ha contribuito alla creazione del Premio nazionale Angi dedicato ai migliori innovatori italiani, presenziato finora da figure di spicco come la campionessa paraolimpica Beatrice Vio, l’imprenditrice tech Valeria Cagnina e l’infermiera Alessia Bonari, volto della lotta al Covid. 

Nel background di Ferrieri, però, anche se il fil rouge è sempre stata la tecnologia, c’è anche altro.  “Ho iniziato a interessarmi del fenomeno di home delivery dopo essermi reso conto che nel mondo e-commerce in Italia c’erano mille opportunità da cogliere sfruttando le nuove tecnologie legate all’intelligenza artificiale e al machine learning insieme alle nuove abitudini di spesa e ai gusti dei consumatori”. Partendo da questa intuizione Ferrieri ha co-fondato iCarry, una scaleup informatica di logistica in grado di gestire ordini online di differenti categorie in maniera integrata grazie ad algoritmi che operano attraverso machine learning e intelligenza artificiale. Dal food all’elettronica, passando per farmaceutica e hardware, il tutto producendo un basso impatto ambientale nelle oltre 60 città italiane in cui è presente. Nel 2020, nonostante le turbolenze innescate dalla pandemia, il manager ha pubblicato anche il suo primo libro, Pensare oltre e agire veloce (con la prefazione del giornalista, docente e saggista italiano Marco Frittella), spinto dall’esigenza di mettere in luce le inefficienze del sistema Italia e di puntare di più sull’innovazione. “Pensare oltre vuole dire essere lungimiranti e saper guardare a domani, agire velocemente senza impantanarsi in lungaggini decisionali che bloccherebbero il progresso”. 

E se si riuscisse a portare l’innovazione italiana fuori dai confini nazionali? A casa di Apple, Facebook e Google, magari? “Per il futuro sogno di andare in Silicon Valley per vivere nuove esperienze che possano formarmi come innovatore e allo stesso tempo voglio impegnarmi in grandi cause nella sostenibilità con organizzazioni come la Bill & Melinda Gates Foundation, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ma anche con le istituzioni italiane votate al digitale come il Fondo nazionale innovazione o il Dipartimento per la trasformazione digitale alla Presidenza del Consiglio