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Il riciclo infinito dell’acciaio: così la Lucchini Rs ha creato un modello vincente di economia circolare

Lo sapevate che l’acciaio è riciclabile al 100% e che si può riusare senza perdere le proprie caratteristiche originarie? Per questo è ritenuto un materiale permanente, eterno insomma. Le aziende che ne controllano per intero il ciclo produttivo possono quindi sviluppare al proprio interno le strategie più efficaci per cogliere le opportunità derivanti dal modello di sviluppo circolare, senza rimanere intrappolati nella contrapposizione tra crescita e consumo di risorse.

È il caso di Lucchini RS Group, una realtà internazionale controllata al 100% dalla famiglia Lucchini, che ha il proprio cuore a Lovere, in provincia di Bergamo, sul lago di Iseo. La produzione è articolata su due linee: accanto alla divisione ferroviaria (produzione di assili, ruote, cerchioni, sale montate destinate ad equipaggiare treni ad alta velocità, metropolitane, carri merci, carrozze passeggeri, tram di tutto il mondo) si colloca la divisione getti e fucinati, dalla quale provengono manufatti in acciaio di medie e grandi dimensioni destinati agli impianti per la produzione di energia (oil&gas, centrali idroelettriche, parchi eolici), componenti di navi e acciai per ricavare stampi di materie plastiche o per fusioni di leghe.

“Ogni anno dal nostro laminatoio escono circa 200 mila ruote per treni” spiega Augusto Mensi, ceo di Lucchini RS Group. “E forse è per questa evidenza che affrontiamo quotidianamente il tema della circolarità, un approccio industriale ed economico che le politiche comunitarie europee hanno proposto con decisione ad ogni comparto produttivo e che noi intendiamo sviluppare al nostro interno mediante un approccio globale che modifichi, migliorandoli, i processi, i prodotti e i servizi”. In Lucchini RS i principi del modello di economia circolare (riduco, riuso, riciclo) hanno trovato sensibilità già sviluppate grazie al sistema di gestione ambientale certificato fin dal 2008 sulla base della norma ISO 14001 e mediante il pieno e convinto rispetto dell’autorizzazione integrata ambientale che regola l’attività dell’intero stabilimento. “Al nostro interno, ad ogni livello, si stanno sviluppando molteplici riflessioni” sottolinea Mensi. “Ciascuno di noi, anche grazie al proprio vissuto extraprofessionale, è sempre più attento alle tematiche ambientali che riguardano la riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera, il riscaldamento globale e la tutela del pianeta Terra. A questo si aggiunge, in ambito lavorativo, la consapevolezza che l’uso responsabile delle risorse e delle materie prime a nostra disposizione è ormai diventato un fattore di competitività”.

Il principale materiale utilizzato nel processo produttivo è il rottame ferroso che Lucchini RS acquista da impianti autorizzati al riciclaggio, integrandolo con materiale di recupero interno derivante sia dagli sfridi di lavorazione sia dalle ruote ferroviarie a fine vita che tornano nello stabilimento di Lovere. In tutto, si parla di ben 250 mila tonnellate di rottame riciclato ogni anno. “Inoltre vengono effettuate analisi specifiche su alcune tipologie di residui di lavorazione, diversi dal rottame ferroso, che consentono di classificare alcuni scarti di lavorazione come sottoprodotti, evitando così che vadano sprecati con lo smaltimento come rifiuto” afferma il ceo.

Il contesto naturale che circonda lo stabilimento di Lovere è uno stimolo a mantenere un livello di attenzione costantemente elevato sulla necessità di ridurre il proprio impatto ambientale. Tale impegno non si limita alla rigenerazione dei materiali e dei prodotti, ma si estende alla gestione dell’acqua, ai consumi energetici, alla produzione di rifiuti, al controllo delle emissioni in atmosfera. Con lo stesso principio vengono analizzate e migliorate tutte le principali aree di gestione ambientale: ogni anno la rete aziendale raccoglie oltre 300 mila metri cubi di pioggia che viene depurata e restituita all’ambiente; la quantità di rifiuti non industriali indifferenziati è scesa del 40% tra il 2018 e il 2020; l’energia elettrica impiegata proviene per il 40% da fonti rinnovabili.

“Ridurre gli sprechi, riutilizzare i materiali e riciclare i rifiuti evitando di ricorrere alle discariche non basta” osserva Mensi, “perché all’approccio della circolarità deve tendere l’intera nostra organizzazione aziendale. Sensibilizzare gli operatori che maneggiano l’acciaio in reparto e chiedere ai progettisti di sviluppare manufatti di cui sia evidente non solo il prezzo, ma anche il Total Life Cycle Cost, chiarendo perfino quanto costerà smaltirlo a fine impiego, sono due attività che devono procedere di pari passo”. L’introduzione di componenti tecnologiche sempre più innovative, sia nei processi produttivi che nei prodotti, in Lucchini RS Group ha dato concretezza all’industria 4.0 anche in un ambito manifatturiero tradizionale come quello siderurgico, chiamato oggi a intraprendere al proprio interno profondi cambiamenti.

La rendicontazione dell’impegno costante in tale direzione è contenuta nel Rapporto di Sostenibilità, in cui il Gruppo espone il proprio approccio, illustrando gli obiettivi perseguiti e i risultati raggiunti. “Circolarità, sostenibilità e decarbonizzazione sono tutti temi che si reggono saldamente l’un l’altro” conclude Mensi. “L’Unione Europea ha deciso, con il Next Generation EU, di investire con estrema convinzione in questo campo, mettendo a disposizione risorse economiche mai viste prima. Sarà nostro compito utilizzare al meglio questa opportunità”.

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