Chi sono le icone dell’Italia nel mondo: al primo posto c’è Draghi

Mario Draghi
(foto Bernd Kammerer – Pool / Getty Images)
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Chi sono le icone dell’Italia nel mondo? Quali le donne e gli uomini più rappresentativi del nostro spirito, i nostri simboli? Mario Draghi è in cima alla classifica e stacca tutti. SuperMario mette d’accordo quattro generazioni: dai baby boomer alla generazione Z: piace in modo assoluto e universale. Il suo primato è praticamente un plebiscito. 

Così risulta dall’indagine condotta dall’istituto di ricerca Swg, che ha chiesto a un campione di 800 italiani chi e per quali motivi ci rappresenta al meglio nel mondo. Il 41% delle personalità indicate appartiene alla sfera della politica, il 16% a quella della musica, il 15% dello sport. Solo il 13% fa parte del mondo dell’imprenditoria.

Non solo Draghi: dominano i politici

La supremazia dei politici sugli imprenditori è una chiara conseguenza della debordante presenza sui media dei primi e del basso profilo mantenuto dai secondi. In super-sintesi, i proclami battono i fatti, il martellamento dei media generalisti trionfa rispetto alle sfide vinte – ma non comunicate, o comunicate in modo non efficace – dall’imprenditoria.

Al di fuori della politica, i nomi che mettono d’accordo la Giovine e la Matura Italia – quella sopra e quella sotto i 40 anni – sono Raffaella Carrà, Andrea Bocelli e Piero Angela. Tutte personalità ultrasessantenni.

L’imprenditore più amato degli under 40 è Chiara Ferragni, mentre fra gli over 40 è Giorgio Armani. Riccardo Muti è scelto dal 2% dell’Italia degli ultra-quarantenni e, di fatto, è l’unico uomo di Cultura con la C maiuscola che compaia in classifica. Forse perché, a differenza di tanti colleghi dell’arte, ha un profilo veramente internazionale, esce dalla torre d’avorio e comunica senza risparmio, anche con appelli per un cambio di passo del Paese.

Che cosa serve per essere un’icona

Quali sono le caratteristiche necessarie per essere un’icona tricolore? L’Italia oltre la mezza età indica l’intelligenza (è un requisito per il 40% degli intervistati) e la cultura (30%). Etica e buone maniere, purtroppo, vengono apprezzate solo da un italiano su dieci (13% e 11%, per l’esattezza).

Per l’Italia sotto i 40 anni, il parametro irrinunciabile – invece – è il talento comunicativo, apprezzato dal 25% degli intervistati. Seguono la cultura (24%) e l’intelligenza (22%). L’etica? È la Cenerentola, determinante solo per il 9% del campione. E non è un gran bel segnale, sapendo quanto contribuiscano al successo duraturo il rispetto dei principi e delle regole di buona condotta. Anche per questo Forbes di luglio ha scelto come personaggio di copertina Milena Gabanelli: un’icona di professionalità, pulizia morale, correttezza e impegno.