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Lifestyle 18 Maggio, 2020 @ 12:21

Charles Leclerc è il nuovo testimonial scelto da Giorgio Armani

di Forbes.it

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Charles Leclerc è il nuovo testimonial scelto da Giorgio Armani
Charles Leclerc (Courtesy Giorgio Armani)

Charles Leclerc è il nuovo volto della campagna Giorgio Armani Made to Measure per la primavera/estate 2020. Lo sportivo monegasco è protagonista, per la prima volta, di una campagna pubblicitaria.

Gli scatti in bianco e nero quasi cinematografico della campagna sono stati realizzati da John Balsom a Saint-Tropez, in Costa Azzurra, luogo molto amato dallo stilista.

Charles Leclerc è un pilota molto promettente. Ha avuto notevole successo nonostante la giovane età, e questo è indice di volontà e determinazione, oltre che di evidente talento. Ha un volto fresco e una fisicità scattante che il mio Made to Measure esalta e accompagna. L’abito su misura non ha età, e questi scatti ne sono la dimostrazione”, dice Giorgio Armani.

Il servizio Giorgio Armani Made to Measure è indirizzato a una clientela maschile che desidera abiti unici, caratterizzati dal proprio gusto personale. Con il servizio Made to Measure, disponibile nelle boutique Giorgio Armani nel mondo, il cliente può infatti scegliere il modello, il tessuto e i dettagli, diventando parte integrante del processo creativo.

 

Lifestyle 12 Maggio, 2020 @ 12:16

Giorgio Armani riparte dalla sua città e sposta le sfilate di alta moda da Parigi a Milano

di Roberta Maddalena

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Giorgio Armani
Giorgio Armani (Getty Images)

Questo è sicuramente il momento più adatto per assumere strategie coraggiose, e lasciare il segno. Anche nel mondo della moda. E di certo, dall’inizio dell’emergenza, Giorgio Armani ha dato prova di essere non solo una voce fuori dal coro ma di anticipare, e in un certo senso comprendere prima di altri le nuove esigenze dettate dai cambiamenti in atto. E così aveva chiesto di rivedere i tempi, rallentare e ripensare un quadro, quello della moda, spesso schiavo di logiche ben lontane dalla pura creatività.

A distanza di poche settimane da quella dichiarazione rilasciata a WWD, lo stilista ha annunciato di non voler sfilare a luglio nella cornice della digital week promossa dalla Camera nazionale della moda, ma che presenterà piuttosto le sue collezioni Giorgio Armani ed Emporio Armani uomo e donna a settembre. Che si tratti di uno show tradizionale, o ancora digitale, non è naturalmente ancora dato sapere e dipenderà dagli sviluppi della pandemia. Grande attenzione anche per l’appuntamento dedicato all’Armani Privé, che slitterà infatti a gennaio 2021 e non si svolgerà come di consueto a Parigi ma nella storica sede di Palazzo Orsini in via Borgonuovo, a Milano.

Ripartire da Milano, per Milano. Un gesto di profonda gratitudine per la città che lo ha incoronato re della moda a partire dagli anni ’80, ma anche un segnale di cambiamento nei confronti del sistema: la collezione di alta moda, che non avrà stagionalità, comprenderà infatti sia capi adatti all’inverno sia all’estate. Il messaggio è chiaro: evitare gli eccessi, tornare a valorizzare la qualità e tornare alla dimensione più autentica del “fare moda”. A partire da giugno 2020, inoltre, lo stilista metterà a disposizione dei clienti i servizi della sua sartoria, un repertorio di modelli, attuali e delle precedenti collezioni, che saranno rivisti in base ai tessuti e alle modifiche richieste e presentati su appuntamento.

Sin dallo scoppio dell’emergenza sanitaria il Gruppo Armani aveva comunicato la conversione di tutti i suoi stabilimenti italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il coronavirus. Nelle scorse settimane, a seguito dell’iniziale donazione stanziata a favore della Protezione Civile e degli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto dei Tumori di Milano e dello Spallanzani di Roma, Giorgio Armani aveva deciso infine di dare il suo contributo anche all’ospedale di Bergamo, a quello di Piacenza e a quello della Versilia per una donazione complessiva di due milioni di euro.

Lifestyle 15 Aprile, 2020 @ 5:38

Giorgio Armani scrive alla moda: bisogna rallentare e cambiare. L’eleganza è senza tempo

di Massimiliano Carrà

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Giorgio Armani moda
shutterstock

Adattarsi per rivoluzionare. È un po’ questo il sentimento che il coronavirus sta amplificando in ognuno di noi. Da una parte c’è chi spera che questa quarantena obbligata spinga il mondo, le società, le città ad auto-imporsi uno stop dal solito tran tran veloce e monotono, dall’altra, e contemporaneamente, c’è chi si augura che l’uomo non dimentichi quanto sia importante difendere la bellezza del mondo, in tutte le sue sfumature e senza pregiudizi.

In questo contesto non si inserisce solamente Bill Gates – che per esempio difende l’importanza della componente sociale in un mondo interconnesso e digitale – ma anche uno dei capisaldi dell’italianità: Giorgio ArmaniE lo fa con forza e decisione, prendendo le distanze da tutto e da tutti: dai soliti dettami sociali fino ad arrivare al mondo della moda. Un po’ come Dante critica la sua Firenze, Giorgio Armani attacca ciò che ha sempre amato

Giorgio Armani e il declino della moda

In una lettera scritta alla rivista WWD Women’s Wear Daily, Armani focalizza la sua attenzione su quanto “sia assurdo lo stato attuale delle cose, con la sovrapproduzione di capi e un disallineamento criminale tra il tempo e la stagione commerciale”.

Rallentare, quindi, diventa “l’unica via d’uscita che riporterà valore al nostro lavoro”. D’altronde, afferma lo stilista italiano il “declino della moda è iniziato quando il segmento del lusso ha adottato i metodi operativi della moda veloce, imitando il ciclo di consegna senza fine di quest’ultimo nella speranza di vendere di più, ma dimenticando che il lusso richiede tempo, per essere raggiunto e apprezzato”.

Tempo e guadagno. Alla fine, un po’ come scrive Giorgio Armani, sono due concetti direttamente proporzionali alla fine, più aumenta il primo, più cresce il secondo. 
C’è bisogno di tempo per apprezzare qualcosa, che sia una persona o che sia un oggetto. È questo un altro dei tanti punti per cui si batte lo stilista: “Non ha senso che una delle mie giacche o tute viva nel negozio per tre settimane prima di diventare obsoleta, sostituita da nuovi prodotti non troppo diversi”.

“Non lavoro così e trovo immorale farlo”. Non è questa la sua idea di moda: “Eleganza senza tempo. È questa l’idea in cui ho sempre creduto”.

Torna ancora una volta, la parola d’ordine che in molti stanno gridando a voce sempre più alta: rallentare. Questa crisi, infatti, conclude lo stilista, “è un’opportunità per restituire autenticità e riallineare tutto. Lavoro con i miei team da tre settimane in modo che, dopo il blocco, le collezioni estive rimarranno nelle boutique almeno fino all’inizio di settembre, come è naturale. E così faremo d’ora in poi”.

Leader 21 Marzo, 2020 @ 6:34

Giorgio Armani incoraggia medici e sanitari in prima linea contro il Coronavirus

di Forbes.it

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Giorgio Armani
Giorgio Armani (Getty Images)

Una lettera per esprimere partecipazione e ammirazione per il loro lavoro a tutti gli operatori sanitari che stanno fronteggiando l’emergenza Coronavirus. E’ quella che Giorgio Armani ha voluto pubblicare oggi con una pagina a pagamento sui principali quotidiani italiani.

Lo stilista aveva già dimostrato concretamente lo scorso 9 marzo il suo sostegno per fronteggiare l’emergenza, annunciando di aver donato 1 milione e 250 mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma e a supporto dell’attività della protezione civile.

Ancora prima, il 23 febbraio, Armani era stato il primo a rendersi conto del potenziale disastroso del contagio da Covid-19 tenendo la sua sfilata alla fashion week di Milano a porte chiuse, non senza che nei giorni successivi gli venisse rivolta anche qualche critica.

Ecco la lettera apparsa oggi a firma Giorgio Armani

 

Lettera a tutti gli operatori sanitari

“È commovente vedervi impegnati nel vostro lavoro con le difficoltà e i grandi sforzi che ormai tutto il mondo conosce. E soprattutto vedervi piangere.
Credo che questo sentimento si colleghi al mio desiderio di intraprendere la carriera di medico quando ero giovane e cercavo una mia strada.
Tutta la Giorgio Armani è sensibile a questa realtà ed è vicina a tutti voi: dal barelliere all’infermiera, dai medici di base a tutti gli specialisti del settore.
Vi sono personalmente vicino”.

Giorgio Armani

Lifestyle 5 Marzo, 2020 @ 11:46

Il design incontra il mito nei nuovi modelli one-off della 500 elettrica

di Roberta Maddalena

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Nuova Fiat 500 elettrica Kartell
Il modello 500 Kartell

C’è un’epoca in cui il design e il gusto italiano sono riuscite a creare un sogno. Un sogno che porta la firma di grandi nomi del lusso quali Altagamma, Bulgari, Kartell e Giorgio Armani. Protagonista indiscussa è la nuova Fiat 500, reinterpretata dalle maison tricolori in stili diversi, riconosciuta da Altagamma nel 2019 come “icona dell’Italian Lifestyle”, simbolo del Made in Italy e ambasciatrice dello stile di vita italiano nel mondo.

E così la nuova 500, la prima full-electric di FCA, viene presentata insieme alle edizioni One-Off: esemplari unici sviluppati con due soci storici di Altagamma: Bulgari con la B.500 “Mai troppo” e Kartell con la 500 Kartell. Minimo comune denominatore di entrambi i modelli è la sostenibilità, valore caro alla Fondazione presieduta da Matteo Lunelli, il quale ha fatto sapere che le vetture saranno a breve battute all’asta e il ricavato sarà devoluto a un ente che promuove i valori e le pratiche della sostenibilità.

La 500 è un’icona del nostro Paese e del design italiano”, ha dichiarato Lunelli. “Con la sua straordinaria popolarità nel corso di più di 60 anni è diventata un simbolo del nostro stile di vita. Le edizioni speciali testimoniano la potenza di iniziative congiunte fra marchi eccellenti e l’importanza del network di Altagamma nel favorire collaborazioni intersettoriali tra il meglio del Made in Italy”.

Il modello Bulgari è un concentrato di interni lussuosi e materiali pregiati tra dettagli impreziositi da gemme e rifiniture su misura: ispirata a Roma, si presenta come auto cabrio e incorpora i colori della città eterna (la sua vernice metallizzata color zafferano imperiale, nuance iconica per Bulgari, è ottenuta attraverso l’integrazione di una speciale polvere d’oro, che consiste nello scarto prezioso derivante dal processo di realizzazione dei gioielli presso la Manifattura della casa di moda a Valenza). La macchina gioiello, inoltre, è rifinita al centro dalla stella Buvlgari ad otto punto incastonata con uno scintillante pavé di diamanti, mentre sul volante si trova un logo montato con diamanti e con una combinazione di ametista, citrino e topazio.

Anche un altro nome del luxury italiano, Giorgio Armani, ha firmato il modello one-off FIAT 500 Armani. In questo caso, l’automobile, elettrica ed ecosostenibile, fa parte di un progetto benefico a sostegno di Earth Alliance, l’organizzazione non profit fondata da Leonardo DiCaprio, che combatte il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità nel mondo. Dotata di capote in tessuto, personalizzato con logo ‘GA’ così come i cerchi in lega, ha interni in pelle naturale e inserti di legno rigenerato.

Style 9 Gennaio, 2020 @ 3:14

Giorgio Armani torna nella sua “prima casa” del quadrilatero milanese

di Roberta Maddalena

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(courtesy Giorgio Armani)
Montenapoleone bye bye, si torna a casa. È nel quadrilatero della moda, olimpo del lusso internazionale, che nel 1983 Giorgio Armani decise di inaugurare la sua prima boutique di via Sant’Andrea: area dall’eleganza tipicamente milanese tra antichi palazzi e cortili nascosti. La stessa location che, per sette anni dal 2010 al 2017 ha ospitato anche la linea homewear Armani/Casa. Una superficie complessiva di oltre mille metri quadrati, il doppio rispetto a quella originaria dello store, con inediti elementi architettonici e alcuni elementi stilistici cari allo stilista italiano come le pareti trasparenti schermate da una sottile rete dorata e circondate da bambù, pianta evocativa dell’Oriente molto amata da Giorgio Armani, e un mega salone per le presentazioni con 78 sedute, venature in onice velluto e pareti di seta in tinta.
“Nell’elegante prospettiva di via Sant’Andrea, dove si susseguono bei palazzi storici e moderne vetrine, il passato si intreccia con il presente. E in questo luogo, in quella che fu la sede milanese della prima boutique Giorgio Armani, torno oggi con un’esperienza diversa e una consapevolezza che non è sentimento nostalgico. Il nuovo concept del negozio lo dimostra: qui ho voluto che la quintessenza della mia visione di bellezza senza tempo dialogasse con la contemporaneità. Desidero offrire ai miei clienti uno spazio completo che permetta loro di vivere a pieno il mondo Giorgio Armani, dagli accessori al prêt-à-porter, fino all’alta sartoria, con servizi personalizzati e un trattamento esclusivo”, ha commentato il designer.
Lo spazio è poi punteggiato da tavoli in metallo color platino e resina effetto tessuto, tavolini in legno di pero e madreperla, intarsiati a mano da artigiani italiani, marmi e onici policromi con motivi a scacchiera e arredi che ricordano gli elementi tipici degli anni ’30 e ’40. All’interno la collezione di abbigliamento e accessori donna e il corner Armani beauty con una postazione per il make-up, e la collezione maschile. Al secondo piano anche il servizio made to order e l’ampia area per il servizio made to measure. Un tavolo e due poltroncine sono posizionate infine davanti alle sei teche che racchiudono le creazioni di alta gioielleria, un’area riservata dove è possibile vivere un momento di lusso esclusivo.
Style 14 Novembre, 2019 @ 3:15

La prima volta di Giorgio Armani nell’alta gioielleria

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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Giorgio Armani lancia la sua prima collezione di Alta Gioielleria
(courtesy Armani)

Il disegno di lifestyle di Giorgio Armani si arricchisce di un nuovo tassello con la prima collezione di alta gioielleria, che completa la linea di prêt-à-porter. Il gusto del monile è presente nel lavoro dello stilista fin dagli esordi, a metà degli anni Settanta, quando inizia a creare oggetti sofisticati, a volte eccentrici, con pietre dure e paste di vetro, spesso accompagnati da montature di passamaneria di seta o in metalli ultraleggeri. I nuovi oggetti del desiderio dell’universo Armani, disponibili da novembre nelle boutique delle principali città del mondo, sono un mix tra la modernità essenziale e un gusto vagamente esotico.

I temi sono tre: Borgonuovo, che racchiude raffinate e pregiate variazioni sul tema del logo acceso da pavé di luminosi diamanti o da pietre semipreziose, la serie , ispirata al simbolo olfattivo femminile del marchio con orecchini, anelli, bracciali e collier dalla forte semplicità architettonica come raffinati fiori di onice nera, e infine Firmamento, che attraverso i diffusi bagliori di pavé e diamanti rievoca gli astri nel cielo notturno.

Lifestyle 4 Settembre, 2019 @ 11:00

Nasce la prima “cocktail capsule collection” dedicata a Giorgio Armani

di Forbes.it

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Armani Hotel Milano: Bamboo Bar
Il Bamboo Bar dell’Armani Hotel di Milano (Courtesy: Armani Hotel Milano)

Armani/Bamboo Bar ha presentato la sua prima capsule collection di signature cocktail, un tributo al mondo di Armani nelle sue molteplici espressioni creative. Otto cocktail inediti, ispirati alle creazioni dello stilista, alle sue collezioni e colori. La nuova carta cocktail, creata dal team dei bar tender di Armani/Bamboo Bar, coordinati da Andrea Rella, sarà inaugurata durante la prossima settimana della moda (17-23 settembre), e ciascun cocktail è proposto a 30 euro. Il progetto prevede un continuum, con la presentazione di nuovi signature cocktail in occasione dei principali appuntamenti della moda a Milano.

La signature cocktail capsule collection n 1. (fall winter 2020) comprende:

 

Il re – Dedicato a Giorgio Armani, elegante e prezioso, guarnito con foglia d’oro, equilibrato e dal gusto sofisticato

Creato con:

  • Gin o vodka
  • Vermouth infuso allo zafferano
  • Foglia d’oro

Privé – Cocktail che racchiude la quintessenza dello stile Armani: eleganza e libertà della creazione assoluta

Creato con:

  • Gin Mare
  • Lime fresco
  • Infuso al basilico
  • Ginger beer e goccia di assenzio

Milano 1981 – Cocktail che celebra data di lancio del marchio Emporio Armani Milano 1981, reinterpretando con uno sguardo contemporaneo il mitico Negroni, tanto in voga negli anni 80.

Creato con:

  • Bitter Campari
  • Vermouth Belsazar rosso
  • Rabarbaro Zucca
  • Cynar

Ginza Tower – Cocktail che celebra l’Oriente e che si ispira al famoso building nel cuore del quartiere più glamour di Tokyo.

Creato con:

  • Ginzu
  • Domaine de Canton
  • Sake
  • Lime
  • More fresche

Via Borgonuovo 11 – Un cocktail dal sapore antico, come gli affreschi di Palazzo Orsini, dimora del brand, nel cuore di Milano.

Creato con:

  • Grappa Marolo
  • Kalhua infusa alla vaniglia del Madagascar
  • Caffe Lavazza
  • Stick di caramello salato

Pantelleria – Cocktail che riporta l’essenza di profumi e colori dell’isola tanto amata, immersa in una natura incontaminata.

Creato con:

  • Mezcal
  • Datterino giallo siciliano
  • Origano e capperi di Pantelleria
  • Bloody Mary mix

Made to measure – Cocktail MTM che si forma dall’idea di coinvolgere in un’esperienza personalizzata e su misura. Proprio come un abile sarto crea i suoi abiti con passione e premura

Creato con:

  • Sciroppo di zucchero
  • Liquore al finocchietto
  • Infuso ai frutti rossi
  • Finish di profumo al maschile o femminile a scelta del cliente

A tribute to Armani –  Cocktail che celebra la versatilità dello stile Armani attraverso i contrasti tra dolce acido e piccante degli ingredienti

Creato con:

  • Limoncello amalfitano
  • Mezcal Casamigos
  • Rosolio al peperoncino
  • Succo di limone
Forbes Italia 17 Maggio, 2019 @ 9:45

Giorgio Armani: “Non accetto l’idea di accontentarmi”

di Forbes.it

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Articolo tratto dal numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Di Eva Desiderio

Pioniere, visionario, uomo di idee, di fatti e di immagine. Grande, grandissimo Giorgio Armani, orgoglio d’Italia, 85 anni il prossimo 11 luglio portati benissimo, il passo scattante ed esercitato dalla cura costante del fisico e dalla vita sana, la mente sempre proiettata in avanti, il sorriso aperto, ma il piglio severo dell’uomo che si è fatto da solo. Ricco, ricchissimo, eppure attento agli altri, discreto nel soccorso ai più deboli, attento ai bisogni dei dipendenti, una vita bella e piena ma sempre lontana dagli eccessi. Fatta eccezione per il lavoro che ancora oggi lo impegna ogni giorno dell’anno, senza tregue, tra le collezioni di abbigliamento, gli accessori per l’arredo, la cosmesi, i profumi, gli occhiali, lo sport come le divise ufficiali della Nazionale italiana di calcio, le progettazioni di spazi anche per la ristorazione e gli hotel, eventi, grandi trasferte in giro per il mondo, come la prossima a Tokyo per la sua prima pre-collezione donna.

Uno stile unico ed ineguagliabile per dettare il tempo delle tendenze, lui che non le ha mai cavalcate e tantomeno subite. Amato da tutti, un cognome che tutti conoscono nel mondo, rispettato per la sua autorevolezza e il suo rigore, amico delle star del cinema e della musica, ma al tempo stesso attento alla vita di ogni giorno. Al timone da solo di un gruppo solidissimo che ha chiuso il 2017 a 2.335 milioni di euro di fatturato, con un patrimonio netto di oltre 2 miliardi, investimenti al top per 82,5 milioni di euro, presidente e amministratore delegato del Gruppo Armani e unico azionista della Giorgio Armani spa, con cinquemila dipendenti diretti, 13 stabilimenti di produzione e 500 negozi in 46 paesi.

Qual è la maggior ricchezza di una persona?

So che la risposta può sembrare ovvia, ma credo che la salute sia addirittura un prerequisito. Senza, ogni altra ricchezza perderebbe inevitabilmente di valore. E con la salute, la libertà: di espressione e di azione. Sapendo che non è mai conquistata per sempre.

Cosa significa oggi e cosa ha significato per lei il lavoro nella vita? Come ci si sente quando si è protagonisti di una storia di successo sempre in costante progresso?

Sono cresciuto in una famiglia con una grande etica del lavoro, severa nell’educazione dei figli. Lavorare era un dovere, ma quando mi sento chiedere “perché la moda?” posso soltanto rispondere: perché evidentemente era destino. Un accumularsi di esperienze che hanno contribuito a costruire un lavoro che allora nessuno conosceva. Ho tenuto duro, formandomi attraverso attività sempre diverse, giorno per giorno, e ho avuto ragione. Il lavoro è la storia e la ragione della mia formazione, e anche se sono felice di quello che ho fatto e dei risultati ottenuti, qualche volta mi sembra che sia successo tutto troppo in fretta. Anche perché non accetto di accontentarmi, pretendo sempre il meglio da me e dagli altri. E il meglio c’è sempre, basta sforzarsi di raggiungerlo.

Lei ha cominciato a lavorare quando era molto giovane. Quale consiglio darebbe ai ragazzi e alle ragazze di oggi impegnati a trovare la propria strada?

Dare consigli non mi piace. Ai giovani, soprattutto, perché la società cambia i suoi riferimenti e i modi di esprimerli, padroneggia tecnologie e sistemi di comunicazione sempre più complessi, allarga i suoi confini arrivando quasi a farli sparire. Una cosa soltanto mi sento di dire: se si è animati da una vera, grande passione, meglio osare.

Il 1973 è un anno importante che segna la vera svolta col piccolo ufficio in corso Venezia, 37. Parlando di moda oggi crede che possa essere ancora possibile cominciare quasi da zero e realizzare tutto quello che l’ha portata alla Giorgio Armani spa, con la forza e il prestigio che il mondo le riconosce? Lo stilista-imprenditore, pioniere e mentore di se stesso, può ancora sbocciare o quella passata è una fase irripetibile della storia del fashion?

Penso sia stata una fase irripetibile, perché seguiva tutte le sensibilità estetiche che avevano caratterizzato il finire degli anni ’60. Esprimeva quel cambiamento sociale, un fermento che attraversava l’intero paese. Si è rivelata una forma di creatività che ha originato un’industria con le sue professioni, le sue aziende, i suoi dipendenti. Ha modificato il mondo del lavoro e ancora, nella ricerca della sostenibilità, non ha terminato il suo rinnovamento produttivo.

Secondo la classifica di Forbes è al quarto posto tra gli italiani più ricchi. Come si sta in questa posizione?

Sono fiero dei risultati raggiunti, che sono basati sul mio lavoro e su quello di tutti i miei collaboratori.

Il 1999, l’anno dell’acquisto del palazzo dell’ex Nestlé di via Bergognone e l’inizio della trasformazione di un’area intera di Milano che si rivitalizza. E poi l’apertura dell’Armani/Silos, che ora ospita la mostra sul grande architetto Tadao Ando, che ha realizzato l’Armani/Teatro. Milano è sempre nel suo cuore: quanto è cambiata?

Milano sta vivendo un momento magico e con i problemi legati alla Brexit c’è chi comincia a preferirla a Londra. Ha una fama che poche altre hanno: sa amalgamare la cultura con picchi di creatività e produttività. Al di là dei servizi efficienti dei nuovi quartieri e dell’offerta culturale, oggi è una città più consapevole che sta sviluppando un forte senso di comunità. Credo sia questo a fare di Milano, in un momento in cui si alzano i muri, un vero ponte con l’Europa e il mondo.

Giorgio Armani durante una sfilata a Milano in occasione dell’ultima Fashion Week. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

La scelta netta di essere unico proprietario della sua azienda e mai la tentazione della Borsa. Perché?

Non ero e non sono interessato e, francamente, non sento il bisogno di denaro da terzi. Ho un bilancio corretto e la liquidità che mi serve, oltre alla velocità di decisione e alla libertà strategica, per me indispensabili. Non ho mai pensato di ricorrere a investimenti che non fossero miei e ho fatto crescere la mia azienda un passo alla volta, prendendo decisioni sulle quali ho riflettuto e attuando iniziative in piena autonomia.

A che punto è la Fondazione Giorgio Armani?

La Fondazione ha lo scopo di garantire che quanto ho creato e sostenuto da proprietario e socio unico, duri nel tempo. Mi sento energico e impegnato nel mio lavoro come mai prima d’ora, ma sono realista: la Fondazione, oltre a realizzare progetti di utilità pubblica e sociale, assicurerà che il Gruppo si mantenga stabile e coerente con i principi che mi stanno a cuore e che da sempre ispirano la mia attività di designer e imprenditore. Sono principi basati su autonomia e indipendenza, un approccio etico e corretto, un’attenzione all’innovazione e all’eccellenza.

Parliamo di mercati internazionali. Quali sono i maggiori per la Giorgio Armani spa?

Ancora oggi l’Europa rimane il mercato più importante, ma i risultati sono particolarmente soddisfacenti anche in Nord America e nella zona del Far East che comprende Cina, Giappone, Corea e il Sud Est Asiatico.

Guardiamo all’Italia. Come vede la situazione del nostro paese?

Complicata, imprevedibile. Percorsa da inquietudini e contraddizioni. Ma non è una situazione nuova per l’Italia: già in passato il nostro paese ha affrontato minacce e grandi difficoltà, interne come esterne, e ha attraversato periodi duri, sia a livello sociale che economico. Sono convinto però che, come abbiamo sempre fatto, riusciremo a trovare il percorso più giusto per noi, seguendo i valori corretti. Credo che siano proprio questi a rendere uno Stato grande, e a permettergli di rafforzarsi, anche economicamente.

Sempre più aziende straniere comprano imprese italiane. Teme che il nostro know how prima o poi verrà meno? E la nostra artigianalità e maestria? Come difenderci da questo saccheggio che nella moda ha ormai grandi dimensioni, nel passaggio dai competitor europei a quelli cinesi?

Il futuro della moda italiana è tutto da scrivere, e il momento in effetti è delicato. La nostra naturale inventiva sarà fondamentale in questo senso, come la libertà dagli schemi che ci consente di adattarci sempre, con originalità. Ma il nostro vero ostacolo forse è quella propensione a non credere nelle nostre forze, che ci impedisce di promuovere come dovuto, tutto quello che facciamo. E comunque, non dimenticherei che, se qualcuno compera, c’è qualcun altro che desidera vendere.

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Magazine 30 Aprile, 2019 @ 7:48

Forbes intervista Giorgio Armani nel nuovo numero in edicola da oggi

di Forbes.it

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Forbes di maggio in edicola con l’intervista esclusiva a Giorgio Armani.

Blue Financial Communication, società quotata all’Aim ed editrice dei mensili Forbes, Bluerating, Private e Asset Class, lancia in edicola oggi, martedì 30 aprile, il volume n° 19 del mensile Forbes, e dedica la cover story ai Billionaries e a Giorgio Armani, intervistato in esclusiva. Sono venti i miliardari sul tetto del mondo seguiti dai 35 italiani. La selezione internazionale è guidata da Jeff Bezos ma non mancano i soliti noti come Gates, Buffet, Arnault, Brin e Ortega. La fortuna dei primi 20 al mondo ammonta a 1.200 miliardi di dollari e vale il 14% del patrimonio detenuto dai miliardari di tutto il mondo. Lo spirito di Forbes è tutto qui. Presentare i personaggi più ricchi del mondo non corrisponde a farli sfilare su una passerella scintillante bensì renderli un esempio collettivo per raccontare il successo e i segreti che lo hanno reso possibile per dare una visione, un’ispirazione, un’idea a chi voglia provarci.

Dopo gli Under 30 del precedente volume ecco la selezione dei big mondiali, perché il successo è democratico, è alla portata di tutti e può essere raggiunto da chiunque. E i ricchi che piacciono a Forbes non sono quelli che ostentano ma quelli che si rimettono in gioco quotidianamente, investono sul futuro, rispettano i collaboratori e l’ambiente. La cover story del mese di maggio è tutta per l’orgoglio nazionale, Giorgio Armani, 85 anni a luglio: lavoro, etica e destino sono gli ingredienti che spiegano il successo di un imprenditore-designer capace di dare vita a un brand di 2,3 miliardi di euro. “Il lavoro è la storia e la ragione della mia formazione”, spiega Armani a Forbes, che continua: “sono felice dei risultati ottenuti ma non accetto l’idea di accontentarmi”. Ricco ovviamente, molto ricco (8,5 miliardi di dollari di patrimonio), eppure sempre attento agli altri, discreto nel soccorso ai più deboli, attento ai bisogni dei dipendenti: una vita piena, sempre all’insegna del low profile e lontana dagli eccessi. Eccezion fatta, forse, per il lavoro, che lo impegna ogni giorno, tra collezioni di abbigliamento, complementi di arredo, accessori e profumi, sponsorizzazioni sportive. Il club dei top 35 miliardari italiani annovera, nel quartetto di testa e in ordine decrescente, oltre al designer piacentino che occupa la quarta posizione, Giovanni Ferrero, al primo posto con 22,4 miliardi di euro, seguito da Leonardo Del Vecchio e Stefano Pessina.

All’interno del volume #19 di Forbes lo speciale Cars & Travel: le ultime novità dalle più prestigiose case automobilistiche unite alle mete più cool e alle residenze e spa dalla Sardegna alla Repubblica Domenicana. Forbes volume #19 ha totalizzato un inserito di 28 pagine pubblicitarie (su una foliazione di 132 pagine) e sarà sempre proposto in abbinata a fine maggio con le edizioni milanese e romana del quotidiano La Stampa.

Importanti le novità sul tema del supporto marketing a Forbes. Blue Financial Communication ha chiuso un accordo per un piano di comunicazione out of home di grande impatto, concentrato su tutta la città Milano tramite alcune maxi affissioni digitali a elevata visibilità e posizionamento di prestigio (via Montenapoleone, piazza XXV aprile). Previsto anche in aggiunta una pianificazione di rotor digitali con video da 10’’ sul circuito capillare di 150 edicole sparse sul territorio cittadino.