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Life 4 Settembre, 2019 @ 11:00

Nasce la prima “cocktail capsule collection” dedicata a Giorgio Armani

di Forbes.it

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Armani Hotel Milano: Bamboo Bar
Il Bamboo Bar dell’Armani Hotel di Milano (Courtesy: Armani Hotel Milano)

Armani/Bamboo Bar ha presentato la sua prima capsule collection di signature cocktail, un tributo al mondo di Armani nelle sue molteplici espressioni creative. Otto cocktail inediti, ispirati alle creazioni dello stilista, alle sue collezioni e colori. La nuova carta cocktail, creata dal team dei bar tender di Armani/Bamboo Bar, coordinati da Andrea Rella, sarà inaugurata durante la prossima settimana della moda (17-23 settembre), e ciascun cocktail è proposto a 30 euro. Il progetto prevede un continuum, con la presentazione di nuovi signature cocktail in occasione dei principali appuntamenti della moda a Milano.

La signature cocktail capsule collection n 1. (fall winter 2020) comprende:

 

Il re – Dedicato a Giorgio Armani, elegante e prezioso, guarnito con foglia d’oro, equilibrato e dal gusto sofisticato

Creato con:

  • Gin o vodka
  • Vermouth infuso allo zafferano
  • Foglia d’oro

Privé – Cocktail che racchiude la quintessenza dello stile Armani: eleganza e libertà della creazione assoluta

Creato con:

  • Gin Mare
  • Lime fresco
  • Infuso al basilico
  • Ginger beer e goccia di assenzio

Milano 1981 – Cocktail che celebra data di lancio del marchio Emporio Armani Milano 1981, reinterpretando con uno sguardo contemporaneo il mitico Negroni, tanto in voga negli anni 80.

Creato con:

  • Bitter Campari
  • Vermouth Belsazar rosso
  • Rabarbaro Zucca
  • Cynar

Ginza Tower – Cocktail che celebra l’Oriente e che si ispira al famoso building nel cuore del quartiere più glamour di Tokyo.

Creato con:

  • Ginzu
  • Domaine de Canton
  • Sake
  • Lime
  • More fresche

Via Borgonuovo 11 – Un cocktail dal sapore antico, come gli affreschi di Palazzo Orsini, dimora del brand, nel cuore di Milano.

Creato con:

  • Grappa Marolo
  • Kalhua infusa alla vaniglia del Madagascar
  • Caffe Lavazza
  • Stick di caramello salato

Pantelleria – Cocktail che riporta l’essenza di profumi e colori dell’isola tanto amata, immersa in una natura incontaminata.

Creato con:

  • Mezcal
  • Datterino giallo siciliano
  • Origano e capperi di Pantelleria
  • Bloody Mary mix

Made to measure – Cocktail MTM che si forma dall’idea di coinvolgere in un’esperienza personalizzata e su misura. Proprio come un abile sarto crea i suoi abiti con passione e premura

Creato con:

  • Sciroppo di zucchero
  • Liquore al finocchietto
  • Infuso ai frutti rossi
  • Finish di profumo al maschile o femminile a scelta del cliente

A tribute to Armani –  Cocktail che celebra la versatilità dello stile Armani attraverso i contrasti tra dolce acido e piccante degli ingredienti

Creato con:

  • Limoncello amalfitano
  • Mezcal Casamigos
  • Rosolio al peperoncino
  • Succo di limone
Forbes Italia 17 Maggio, 2019 @ 9:45

Giorgio Armani: “Non accetto l’idea di accontentarmi”

di Forbes.it

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Articolo tratto dal numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati.

Di Eva Desiderio

Pioniere, visionario, uomo di idee, di fatti e di immagine. Grande, grandissimo Giorgio Armani, orgoglio d’Italia, 85 anni il prossimo 11 luglio portati benissimo, il passo scattante ed esercitato dalla cura costante del fisico e dalla vita sana, la mente sempre proiettata in avanti, il sorriso aperto, ma il piglio severo dell’uomo che si è fatto da solo. Ricco, ricchissimo, eppure attento agli altri, discreto nel soccorso ai più deboli, attento ai bisogni dei dipendenti, una vita bella e piena ma sempre lontana dagli eccessi. Fatta eccezione per il lavoro che ancora oggi lo impegna ogni giorno dell’anno, senza tregue, tra le collezioni di abbigliamento, gli accessori per l’arredo, la cosmesi, i profumi, gli occhiali, lo sport come le divise ufficiali della Nazionale italiana di calcio, le progettazioni di spazi anche per la ristorazione e gli hotel, eventi, grandi trasferte in giro per il mondo, come la prossima a Tokyo per la sua prima pre-collezione donna.

Uno stile unico ed ineguagliabile per dettare il tempo delle tendenze, lui che non le ha mai cavalcate e tantomeno subite. Amato da tutti, un cognome che tutti conoscono nel mondo, rispettato per la sua autorevolezza e il suo rigore, amico delle star del cinema e della musica, ma al tempo stesso attento alla vita di ogni giorno. Al timone da solo di un gruppo solidissimo che ha chiuso il 2017 a 2.335 milioni di euro di fatturato, con un patrimonio netto di oltre 2 miliardi, investimenti al top per 82,5 milioni di euro, presidente e amministratore delegato del Gruppo Armani e unico azionista della Giorgio Armani spa, con cinquemila dipendenti diretti, 13 stabilimenti di produzione e 500 negozi in 46 paesi.

Qual è la maggior ricchezza di una persona?

So che la risposta può sembrare ovvia, ma credo che la salute sia addirittura un prerequisito. Senza, ogni altra ricchezza perderebbe inevitabilmente di valore. E con la salute, la libertà: di espressione e di azione. Sapendo che non è mai conquistata per sempre.

Cosa significa oggi e cosa ha significato per lei il lavoro nella vita? Come ci si sente quando si è protagonisti di una storia di successo sempre in costante progresso?

Sono cresciuto in una famiglia con una grande etica del lavoro, severa nell’educazione dei figli. Lavorare era un dovere, ma quando mi sento chiedere “perché la moda?” posso soltanto rispondere: perché evidentemente era destino. Un accumularsi di esperienze che hanno contribuito a costruire un lavoro che allora nessuno conosceva. Ho tenuto duro, formandomi attraverso attività sempre diverse, giorno per giorno, e ho avuto ragione. Il lavoro è la storia e la ragione della mia formazione, e anche se sono felice di quello che ho fatto e dei risultati ottenuti, qualche volta mi sembra che sia successo tutto troppo in fretta. Anche perché non accetto di accontentarmi, pretendo sempre il meglio da me e dagli altri. E il meglio c’è sempre, basta sforzarsi di raggiungerlo.

Lei ha cominciato a lavorare quando era molto giovane. Quale consiglio darebbe ai ragazzi e alle ragazze di oggi impegnati a trovare la propria strada?

Dare consigli non mi piace. Ai giovani, soprattutto, perché la società cambia i suoi riferimenti e i modi di esprimerli, padroneggia tecnologie e sistemi di comunicazione sempre più complessi, allarga i suoi confini arrivando quasi a farli sparire. Una cosa soltanto mi sento di dire: se si è animati da una vera, grande passione, meglio osare.

Il 1973 è un anno importante che segna la vera svolta col piccolo ufficio in corso Venezia, 37. Parlando di moda oggi crede che possa essere ancora possibile cominciare quasi da zero e realizzare tutto quello che l’ha portata alla Giorgio Armani spa, con la forza e il prestigio che il mondo le riconosce? Lo stilista-imprenditore, pioniere e mentore di se stesso, può ancora sbocciare o quella passata è una fase irripetibile della storia del fashion?

Penso sia stata una fase irripetibile, perché seguiva tutte le sensibilità estetiche che avevano caratterizzato il finire degli anni ’60. Esprimeva quel cambiamento sociale, un fermento che attraversava l’intero paese. Si è rivelata una forma di creatività che ha originato un’industria con le sue professioni, le sue aziende, i suoi dipendenti. Ha modificato il mondo del lavoro e ancora, nella ricerca della sostenibilità, non ha terminato il suo rinnovamento produttivo.

Secondo la classifica di Forbes è al quarto posto tra gli italiani più ricchi. Come si sta in questa posizione?

Sono fiero dei risultati raggiunti, che sono basati sul mio lavoro e su quello di tutti i miei collaboratori.

Il 1999, l’anno dell’acquisto del palazzo dell’ex Nestlé di via Bergognone e l’inizio della trasformazione di un’area intera di Milano che si rivitalizza. E poi l’apertura dell’Armani/Silos, che ora ospita la mostra sul grande architetto Tadao Ando, che ha realizzato l’Armani/Teatro. Milano è sempre nel suo cuore: quanto è cambiata?

Milano sta vivendo un momento magico e con i problemi legati alla Brexit c’è chi comincia a preferirla a Londra. Ha una fama che poche altre hanno: sa amalgamare la cultura con picchi di creatività e produttività. Al di là dei servizi efficienti dei nuovi quartieri e dell’offerta culturale, oggi è una città più consapevole che sta sviluppando un forte senso di comunità. Credo sia questo a fare di Milano, in un momento in cui si alzano i muri, un vero ponte con l’Europa e il mondo.

Giorgio Armani durante una sfilata a Milano in occasione dell’ultima Fashion Week. (Photo by Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

La scelta netta di essere unico proprietario della sua azienda e mai la tentazione della Borsa. Perché?

Non ero e non sono interessato e, francamente, non sento il bisogno di denaro da terzi. Ho un bilancio corretto e la liquidità che mi serve, oltre alla velocità di decisione e alla libertà strategica, per me indispensabili. Non ho mai pensato di ricorrere a investimenti che non fossero miei e ho fatto crescere la mia azienda un passo alla volta, prendendo decisioni sulle quali ho riflettuto e attuando iniziative in piena autonomia.

A che punto è la Fondazione Giorgio Armani?

La Fondazione ha lo scopo di garantire che quanto ho creato e sostenuto da proprietario e socio unico, duri nel tempo. Mi sento energico e impegnato nel mio lavoro come mai prima d’ora, ma sono realista: la Fondazione, oltre a realizzare progetti di utilità pubblica e sociale, assicurerà che il Gruppo si mantenga stabile e coerente con i principi che mi stanno a cuore e che da sempre ispirano la mia attività di designer e imprenditore. Sono principi basati su autonomia e indipendenza, un approccio etico e corretto, un’attenzione all’innovazione e all’eccellenza.

Parliamo di mercati internazionali. Quali sono i maggiori per la Giorgio Armani spa?

Ancora oggi l’Europa rimane il mercato più importante, ma i risultati sono particolarmente soddisfacenti anche in Nord America e nella zona del Far East che comprende Cina, Giappone, Corea e il Sud Est Asiatico.

Guardiamo all’Italia. Come vede la situazione del nostro paese?

Complicata, imprevedibile. Percorsa da inquietudini e contraddizioni. Ma non è una situazione nuova per l’Italia: già in passato il nostro paese ha affrontato minacce e grandi difficoltà, interne come esterne, e ha attraversato periodi duri, sia a livello sociale che economico. Sono convinto però che, come abbiamo sempre fatto, riusciremo a trovare il percorso più giusto per noi, seguendo i valori corretti. Credo che siano proprio questi a rendere uno Stato grande, e a permettergli di rafforzarsi, anche economicamente.

Sempre più aziende straniere comprano imprese italiane. Teme che il nostro know how prima o poi verrà meno? E la nostra artigianalità e maestria? Come difenderci da questo saccheggio che nella moda ha ormai grandi dimensioni, nel passaggio dai competitor europei a quelli cinesi?

Il futuro della moda italiana è tutto da scrivere, e il momento in effetti è delicato. La nostra naturale inventiva sarà fondamentale in questo senso, come la libertà dagli schemi che ci consente di adattarci sempre, con originalità. Ma il nostro vero ostacolo forse è quella propensione a non credere nelle nostre forze, che ci impedisce di promuovere come dovuto, tutto quello che facciamo. E comunque, non dimenticherei che, se qualcuno compera, c’è qualcun altro che desidera vendere.

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Magazine 30 Aprile, 2019 @ 7:48

Forbes intervista Giorgio Armani nel nuovo numero in edicola da oggi

di Forbes.it

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Forbes di maggio in edicola con l’intervista esclusiva a Giorgio Armani.

Blue Financial Communication, società quotata all’Aim ed editrice dei mensili Forbes, Bluerating, Private e Asset Class, lancia in edicola oggi, martedì 30 aprile, il volume n° 19 del mensile Forbes, e dedica la cover story ai Billionaries e a Giorgio Armani, intervistato in esclusiva. Sono venti i miliardari sul tetto del mondo seguiti dai 35 italiani. La selezione internazionale è guidata da Jeff Bezos ma non mancano i soliti noti come Gates, Buffet, Arnault, Brin e Ortega. La fortuna dei primi 20 al mondo ammonta a 1.200 miliardi di dollari e vale il 14% del patrimonio detenuto dai miliardari di tutto il mondo. Lo spirito di Forbes è tutto qui. Presentare i personaggi più ricchi del mondo non corrisponde a farli sfilare su una passerella scintillante bensì renderli un esempio collettivo per raccontare il successo e i segreti che lo hanno reso possibile per dare una visione, un’ispirazione, un’idea a chi voglia provarci.

Dopo gli Under 30 del precedente volume ecco la selezione dei big mondiali, perché il successo è democratico, è alla portata di tutti e può essere raggiunto da chiunque. E i ricchi che piacciono a Forbes non sono quelli che ostentano ma quelli che si rimettono in gioco quotidianamente, investono sul futuro, rispettano i collaboratori e l’ambiente. La cover story del mese di maggio è tutta per l’orgoglio nazionale, Giorgio Armani, 85 anni a luglio: lavoro, etica e destino sono gli ingredienti che spiegano il successo di un imprenditore-designer capace di dare vita a un brand di 2,3 miliardi di euro. “Il lavoro è la storia e la ragione della mia formazione”, spiega Armani a Forbes, che continua: “sono felice dei risultati ottenuti ma non accetto l’idea di accontentarmi”. Ricco ovviamente, molto ricco (8,5 miliardi di dollari di patrimonio), eppure sempre attento agli altri, discreto nel soccorso ai più deboli, attento ai bisogni dei dipendenti: una vita piena, sempre all’insegna del low profile e lontana dagli eccessi. Eccezion fatta, forse, per il lavoro, che lo impegna ogni giorno, tra collezioni di abbigliamento, complementi di arredo, accessori e profumi, sponsorizzazioni sportive. Il club dei top 35 miliardari italiani annovera, nel quartetto di testa e in ordine decrescente, oltre al designer piacentino che occupa la quarta posizione, Giovanni Ferrero, al primo posto con 22,4 miliardi di euro, seguito da Leonardo Del Vecchio e Stefano Pessina.

All’interno del volume #19 di Forbes lo speciale Cars & Travel: le ultime novità dalle più prestigiose case automobilistiche unite alle mete più cool e alle residenze e spa dalla Sardegna alla Repubblica Domenicana. Forbes volume #19 ha totalizzato un inserito di 28 pagine pubblicitarie (su una foliazione di 132 pagine) e sarà sempre proposto in abbinata a fine maggio con le edizioni milanese e romana del quotidiano La Stampa.

Importanti le novità sul tema del supporto marketing a Forbes. Blue Financial Communication ha chiuso un accordo per un piano di comunicazione out of home di grande impatto, concentrato su tutta la città Milano tramite alcune maxi affissioni digitali a elevata visibilità e posizionamento di prestigio (via Montenapoleone, piazza XXV aprile). Previsto anche in aggiunta una pianificazione di rotor digitali con video da 10’’ sul circuito capillare di 150 edicole sparse sul territorio cittadino.