Jeff Bezos scrive alla Nasa: sconto di $ 2 miliardi per ottenere il contratto per le missioni lunari

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Jeff Bezos (foto Getty)
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Iniziavano le vacanze scolastiche e in quei pomeriggi torridi trascorsi nel ranch texano dei nonni
lo studente Jeff Bezos non faceva altro che guardare gli episodi di Star Trek e studiare le attività della Nasa. Lasciava che i nonni si immergessero in qualche avventura agricola curando le loro mandrie, per addentrarsi, da solo, nel mondo misterioso dello spazio.

La sua passione giovanile per tutto ciò che circonda la Terra lo ha accompagnato per l’intera fortunata vita fino a ispirargli una lettera aperta che ha indirizzato a ‘The honorable Bill Nelson amministratore della Nasa, 300 E Street, SW Washington, DC 20546’. Poiché la Nasa soffre di bilanci deficitari e ha ricevuto tagli al budget dall’ex presidente Trump, Jeff Bezos avanza la sua proposta.

Il sassolino nella scarpa

La vittoria del concorrente SpaceX decretata per gara nel mese di aprile, quando la Nasa ha assegnato 2,9 miliardi di dollari all’azienda di Elon Musk, brucia ancora. “Ad aprile, caro Bill, prima della tua conferma come amministratore è stata offerta a SpaceX l’opportunità di rivedere il proprio prezzo e il profilo di finanziamento, portando alla loro selezione. A Blue Orgin non è stata offerta una pari opportunità. Ed è stato un errore, un fatto insolito e una occasione mancata. Ma non è troppo tardi per rimediare”. Dopo essersi tolto questo sassolino dalla scarpa Bezos cala il suo poker: riportare il programma dei lanci verso la Luna “su un percorso più competitivo, credibile e sostenibile”.

Lo sconto di due miliardi di dollari

Bezos mette nero su bianco l’offerta e chiude la lettera con il suo autografo. “Blue Origin colmerà il deficit di finanziamento di bilancio del programma Human Landing System rinunciando a tutti i pagamenti negli attuali e nei prossimi due anni fiscali del governo fino a 2 miliardi di dollari per riportare il programma in carreggiata”.

Blue Origin avanza un’offerta che non suona come “un differimento” scrive Bezos “ma consiste
in una rinuncia definitiva e permanente a tali pagamenti”. Inoltre, l’azienda spaziale che ha appena riportato dallo spazio il suo fondatore e maggiore azionista, si impegna a “produrre un lander sicuro e sostenibile che riporterà gli americani sulla superficie della luna, questa volta per restare”.

La visione di Bezos, liberare la Terra da industrie inquinanti

Tornando all’inizio della lunga lettera aperta, ritroviamo il concetto-guida che ispira le attività spaziali dell’imprenditore. “La nostra azienda si impegna a costruire un futuro in cui milioni di persone vivono e lavorano nello spazio a beneficio della Terra”. Nel suo libro Inventa & Sogna ha ben chiarito il ruolo delle attività spaziali che potranno liberare la fragile Terra dall’industria pesante e toglierci l’ansia del controllo delle nascite. “Non dobbiamo impedire che in futuro nasca un nuovo Leonardo da Vinci, sono nettamente contrario al controllo demografico”.

Ma Bill Nelson accetterà la prosposta?

Gli analisti hanno molti dubbi sulla possibilità che la Nasa dica sì alla proposta anche perché si tratterebbe di avviare un progetto parallelo a quello già assegnato a SpaceX. Comunque la lettera aperta di Bezos arriva appena prima della decisione del Government Accountability Office (Gao) cioè la sezione del Congresso che analizza le revisioni in vari settori in cui viene impegnato del denaro pubblico. E quindi, almeno in termini di tempismo, Bezos ha fatto ancora centro.