Anche Apple come Amazon e Facebook: le big tech che stanno rimandando il ritorno in ufficio al 2022

Apple
(foto Eric Thayer/Getty Images)
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Apple segue l’esempio di Facebook e Amazon: i dipendenti non torneranno in ufficio fino al 2022. Lo spostamento dei termini da ottobre a gennaio è stato comunicato giovedì con una circolare inviata dalla resource and retail head, Deirdre O’Brien, e sarebbe dovuto al nuovo incremento dei casi di Covid-19 in America e alla diffusione delle varianti. Al momento, scrive Bloomberg, l’idea è di imporre il lavoro in ufficio per soli tre giorni a settimana: lunedì, martedì e giovedì. Per il mercoledì e il venerdì sarà invece possibile lo smart working.

“Non chiuderemo gli uffici”

La circolare precisa che Apple non ha comunque intenzione di chiudere uffici e negozi fisici. L’azienda, come riporta anche la Bbc, sta incoraggiando i dipendenti a vaccinarsi, anche se ancora non ha reso obbligatori né la vaccinazione, né i test. Ha tuttavia rafforzato il suo programma di test a domicilio: secondo Forbes.com, Apple – tramite un’altra circolare ottenuta da Bloomberg – ha avvisato i dipendenti che partecipano al programma che “riceveranno i kit per il test due volte alla settimana” e dovranno effettuare i test il lunedì e il giovedì, per poi comunicarne l’esito all’azienda. Dopo avere eliminato l’obbligo di mascherina a giugno, la società lo ha reintrodotto alla fine di luglio.

“Apple”, si legge nello stesso articolo, “si sta anche preparando a incrementare la frequenza dei test fino a tre a settimana”.

Al momento, secondo le cifre di OurWorldinData, le ospedalizzazioni per Covid-19 negli Stati Uniti sono circa 88mila: un numero che non si vedeva dall’inizio di febbraio.

Apple come Facebook e Amazon

Apple è il terzo gigante tech a rinviare il rientro in ufficio al 2022 nel giro di poche settimane. A inizio agosto, Amazon aveva fatto sapere che i suoi dipendenti non rientreranno almeno fino al 3 gennaio 2022. Anche quella data potrà comunque essere spostata in base alle decisioni delle autorità sanitarie per assicurare “un luogo di lavoro sicuro”.

Una settimana più tardi anche Facebook aveva preso una decisione analoga, almeno per i dipendenti statunitensi e una parte di quelli sparsi nel resto del mondo. Uber ha rimandato il ritorno in ufficio da settembre alla fine di ottobre, Microsoft dall’inizio di settembre al 4 ottobre. Google ha esteso i termini per lo smart working volontario dall’inizio dell’autunno al 18 ottobre, mentre Lyft riaprirà gli uffici a febbraio.

Ovest vs. Est

Non tutti, però, sono disposti a rinviare ulteriormente la data del ritorno in ufficio. Alcune società hanno scelto di far rientrare i dipendenti, ma con l’obbligo della vaccinazione. Secondo un sondaggio tra dirigenti d’azienda condotto dalla Cnbc, quasi un quarto degli intervistati ha dichiarato che la diffusione delle varianti del Covid non aveva modificato i suoi programmi.

In particolare, come ha rilevato Jack Kelly su Forbes.com, “c’è una grande differenza tra i giganti del tech della costa occidentale e le banche di Wall Street. Le aziende della Silicon Valley si sono orientate verso un modello ibrido e di lavoro a distanza. Le società finanziarie con sede a New York hanno spinto con forza per il ritorno in ufficio”. Non a caso James Gorman, amministratore delegato di Morgan Stanley, è uno dei portavoce dell’abbandono del telelavoro: “Se potete andare al ristorante, potete tornare in ufficio”, aveva affermato a giugno.