Cosa prevede il piano di Vittorio Colao per digitalizzare la Pa: sul tavolo 6,7 miliardi di euro

(Foto di Jamie McCarthy/Getty Images)
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Il processo di trasformazione digitale è ormai improcrastinabile. E la Pubblica amministrazione, sulla scia di quanto sta avvenendo in ogni angolo della nostra vita quotidiana, non può fare altro che adeguarsi. Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, ha presentato la Strategia Cloud Italia, un piano per l’implementazione e il controllo del Cloud proprio nella Pa. Sul tavolo i fondi del Pnrr, che alla voce “Riforme” prevedeva, per l’appunto, degli investimenti proprio negli enti pubblici statali. “6,7 miliardi, compresi la migrazione dei dati della Pubblica amministrazione” ha dichiarato Vittorio Colao. “La parte specifica sul Piano strategico nazionale invece è di 1,9 miliardi”.

Le tre direttrici di Strategia Cloud Italia

Secondo quanto comunicato sul sito ufficiale del Governo, la strategia si svilupperà secondo tre direttrici, che guideranno gli enti nelle scelte da compiere rispetto alle diverse soluzioni di migrazione al cloud:

  1. La creazione del Polo Strategico Nazionale (PSN), un’infrastruttura nazionale per l’erogazione di servizi Cloud, la cui gestione e controllo di indirizzo siano autonomi da fornitori extra UE.
  2. Un percorso di qualificazione dei fornitori di Cloud pubblico e dei loro servizi per garantire che le caratteristiche e i livelli di servizio dichiarati siano in linea con i requisiti necessari di sicurezza, affidabilità e rispetto delle normative rilevanti.
  3. Lo sviluppo di una metodologia di classificazione dei dati e dei servizi gestiti dalle pubbliche amministrazioni, per permettere una migrazione di questi verso la soluzione Cloud più opportuna (PSN o Cloud pubblico qualificato).

Il Polo strategico nazionale

Per quanto riguarda il Psn, la pubblicazione del bando di gara avverrà entro la fine del 2021 e a partire dalla fine de 2022 le amministrazioni “avvieranno la migrazione al cloud qualificato che dovrà concludersi entro la fine del 2025, attraverso un processo uniforme per tutte le amministrazioni” ha detto il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale. “È sicuro che servirà acquisire competenze. Si è già partiti con un piano assunzioni e ne faremo ancora dove ci sarà bisogno. Il ministro Brunetta sta già aprendo concorsi. Con Brunetta lavoriamo un po’ a tenaglia, io sul lato cloud, lui sulle competenze a lungo termine. È un lavoro molto ben concertato».

Cloud Italia, il tema “sicurezza”

Uno dei temi principali, che ricorre con insistenza nel documento sintetico rilasciato dal Governo, è quello relativo alla sicurezza. “Il cloud italiano deve essere una casa sicura per i dati degli italiani che si devono poter fidare della Pa e dall’altro lato tutte le amministrazioni devono poter dare rapidamente e a costi ragionevoli i servizi per i cittadini”. E il Polo Strategico Nazionale sarà senz’altro lo snodo principale di questa strategia: un’infrastruttura che ospiterà i dati informatici degli italiani e garantirà sicurezza, efficienza ed affidabilità, in linea con i principi di tutela della privacy.