L’Ue vuole il caricabatterie unico in Europa: “Abbattiamo costi e rifiuti digitali”

caricabatterie
(Shutterstock)
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“Produttori di tastiere per pc, per favore riunitevi su un’isola e costruite una volta per tutte una tastiera unica in tutto il mondo. Appena vai all’estero non riesci più a trovare l’apostrofo”. La battuta di Luciana Littizzetto fotografa una situazione di disagio reale degli utenti, che si trascina da decenni a causa della mancanza di un’omologazione degli accessori tecnologici. La Commissione europea ha redatto una proposta che punta alla diminuzione del cosiddetto digital waste provocato anche dai cavetti di ricarica degli smartphone, tablet, cuffie, speaker e console di videogiochi. Tutti i caricabatteria dovranno essere armonizzati con una porta Usb-C uguale per tutti. Anche per gli iPhone.

Quanto spendono gli europei per i caricabatterie

I numeri sono importanti: nel corso del 2020 sono stati venduti nell’Unione europea 420 milioni di smartphone e altri device portatili. Ogni utente possiede in media tre cavetti per la ricarica dei cellulari e ne usa due regolarmente. Oltre il 38% dei consumatori dichiara di aver riscontrato difficoltà nel ricaricare il proprio telefono a causa di caricabatteria non compatibili.

Anche i costi sono impressionanti: 2,4 miliardi di euro l’anno spesi per comprare caricabatterie separati non compresi nelle confezioni dei cellulari. Poi ci sono montagne di rifiuti generate da cavetti obsoleti oppure non compatibili: ben 11mila tonnellate da smaltire.

La proposta

Margrethe Vestager – commissario europeo per la concorrenza, famosa per le sue battaglie contro le posizioni dominanti dei colossi tecnologici americani – dice: “I consumatori europei hanno subito troppo a lungo il disagio di dover accumulare caricabatteria incompatibili. Abbiamo lasciato all’industria parecchio tempo per trovare una soluzione, ma ora è giunto il momento di agire a livello legislativo”.

E Thierry Breton, commissario per il mercato interno: “La nostra proposta mette fine a una situazione che rischia di degenerare, facendo aumentare in maniera irrazionale la quantità di cavetti di ricarica e i conseguenti rifiuti”.

La proposta si articola in vari punti: armonizzare le porte di ricarica in formato Usb-C; armonizzare la tecnologia di ricarica rapida in ogni tipo di caricabatteria; vendere separatamente apparecchi elettronici e caricabatteria per evitare il moltiplicarsi di cavetti di ricarica ogni volta che si cambia smartphone oppure tablet; avviare una campagna di informazione per spiegare ai consumatori come gestire le ricariche. Una buona pratica che permetterà di risparmiare i 250 milioni di euro l’anno spesi fino a oggi per comprare caricabatteria superflui.