La trimestrale di Netflix supera le attese. Ecco perché agli analisti di Wall Street piace il titolo

Reed Hastings, ceo di Netflix, il colosso dello streaming
Reed Hastings, ceo e co-fondatore di Netflix (foto di Ernesto S. Ruscio/Getty Images for Netflix)
Share

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Netflix ha riportato risultati soddisfacenti nel terzo trimestre. La crescita di abbonati e di entrate hanno superato le aspettative del mercato, grazie soprattutto all’importante spinta data dai nuovi e popolari contenuti diffusi dalla stessa piattaforma. Sempre più impegnata nell’affermare la sua posizione di leadership nel mondo dello streaming video a discapito dei suoi rivali. 

Fatti principali

  • Se i 7,84 miliardi di dollari di entrate registrate nel terzo trimestre sono state ampiamente in linea con le indicazioni dell’azienda, l’utile per azione di 3,19 dollari ha facilmente superato i 2,56 dollari inizialmente previsti.
  • In seguito al resoconto sugli utili, le azioni Netflix, che durante il giorno sono rimaste pressoché invariate, hanno fatto registrare una crescita fino al 2%, prima di andare incontro a una discesa nel trading after hour. Dopo un inizio anno poco brillante, Netflix ha superato le aspettative degli investitori aumentando gli abbonati totali, nell’ultimo trimestre, da 209 milioni a 213,6 milioni.
  • Nel complesso, Netflix mantiene un ampio vantaggio rispetto ad altri importanti concorrenti di streaming statunitensi come Disney+, che durante l’ultima rilevazione ha riportato 116 milioni di abbonati e Hbo Max (di proprietà della società madre AT&T), con 67,5 milioni di abbonati.
  • Gli analisti di Wall Street, molti dei quali rimangono abbastanza ottimisti sul titolo Netflix, avevano previsto in anticipo che il successo mondiale della serie tv sudcoreana “Squid Game”, lanciata proprio nel terzo trimestre, avrebbe fornito un’importante spinta ai risultati di Netflix fino alla fine dell’anno.
  • Netflix, a inizio anno, ha dichiarato che prevedeva di spendere ben 17 miliardi di dollari in contenuti. Ampiamente di più rispetto agli 11,8 miliardi di dollari spesi nel 2020 e ai 13,9 miliardi di dollari del 2019.
  • Una parte importante di questa cifra sarà investita per la realizzazione di contenuti originali, che dovrebbero aiutare Netflix nella crescita, “nonostante le difficoltà nel breve termine”, secondo quanto dice una nota di Bank of America.
  • L’analista di Credit Suisse, Douglas Mitchelson, ha detto che sarebbe stato “fuori discussione” un mancato guadagno nel terzo trimestre per la piattaforma streaming. L’analista di Baird Will Power, nel frattempo, ha affermato che “Se ‘Squid Game’ è un indicatore, il contenuto is the king“.

In cifre

900 milioni di dollari è il valore Squid Game di Netflix, dopo essere costata solo 21,4 milioni di dollari per la sua produzione, secondo un report di Bloomberg.

LEGGI ANCHE: Netflix, Disney+ e le altre: c’è una bolla delle streaming tv?”

LEGGI ANCHE:Nasce il gigante dei media: accordo da $ 43 miliardi tra Warner e Discovery per sfidare Netflix e Disney

A margine

Il ceo Reed Hastings, che ha rivoluzionato il mondo dello spettacolo dopo aver co-fondato Netflix nel 1995, adesso ha un patrimonio di 6 miliardi di dollari, secondo le stime di Forbes. Segno che la continua crescita di Netflix e l’aumento degli abbonati durante la pandemia hanno ulteriormente rafforzato il vantaggio dell’azienda nella guerra dello streaming. 

Background

Anche se nel 2021 la crescita degli abbonati è stata lenta, così come anche quella delle azioni che si è attestata all’1% nella prima metà dell’anno, le aspettative per gli utili del terzo trimestre si sono rivelate sempre state elevate. Negli ultimi mesi, infatti, il titolo è stato protagonista di numerosi scambi e ha fatto segnare un rally positivo di circa il 20% nel terzo trimestre. Inoltre, se alcuni esperti prevedevano una ripresa nella seconda metà dell’anno, grazie al ritorno di serie tv popolari e di nuovi contenuti originali come Squid Game, questa crescita è stata più rapida del previsto, come evidenziato dalla recente tendenza al rialzo del titolo, secondo quanto dichiarato dall’analista di JPMorgan Doug Anmuth.