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Business 29 Agosto, 2019 @ 7:02

La vita di Bill Gates in una nuova serie su Netflix: “Inside Bill’s Brain”

di Forbes.it

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Bill Gates nel 2001. (Tim Matsui/Getty Images)

“Bill Gates, qual è la tua più grande paura?”
“Non voglio che il mio cervello smetta di funzionare”.

Comincia così il trailer del nuovo documentario di Netflix dedicato al miliardario americano fondatore della Microsoft che uscirà il 20 settembre.

A dare l’annuncio proprio Bill Gates in un post su Instagram. “Ho passato gli ultimi due anni partecipando alla docu-serie di Netflix sul mio lavoro e sulla mia vita, e finalmente il mese prossimo uscirà”.

La docu-serie di tre episodi, Inside Bill’s Brain: Decoding Bill Gates, diretto dal vincitore del premio Oscar Davis Guggenheim, sarà, come promette il titolo, un vero e proprio viaggio all’interno della mente dell’uomo che ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere e di lavorare.

“È stato divertente rispondere alle domande sia serie che più leggere”, scrive ancora Bill Gates. “La cosa più strana del partecipare a documentari di questo tipo è dover parlare tanto della propria vita privata. Posso parlare giorno e notte del mio lavoro, ma discutere della mia storia personale non è qualcosa che mi viene così naturale fare”.

Ecco il trailer della docu-serie.

Investimenti 16 Luglio, 2019 @ 10:58

E se i giorni migliori di Netflix fossero già alle spalle?

di Forbes.it

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Reed Hastings, ceo e co-fondatore di Netflix. (Photo by Ernesto S. Ruscio/Getty Images for Netflix)

Quello di Netflix è stato uno dei migliori titoli azionari degli ultimi tempi: in dieci anni il valore delle sue azioni è aumentato dell’8500%, grazie all’esplosivo successo del business dei video in streaming di cui l’azienda è stata apripista nel mondo.

Adesso che lo streaming è stato definitivamente sdoganato, vale la pena interrogarsi su quale sarà il futuro dell’azienda e soprattutto se il titolo azionario riuscirà a mantenere le stesse performance degli ultimi dieci anni. Stephen McBride, investitore professionista e chief analyst per RiskHedge, ha provato a rispondere su Forbes.com, lanciando un provocazione: i giorni di gloria di Netflix? Potrebbero ormai essere alle spalle.

L’analista ha poi motivato la sua analisi. Il primo fattore, che potrebbe causare il declino di Netflix, è rappresentato da una concorrenza sempre più agguerrita. A fine 2019, dovrebbe esordire Disney+, il servizio di streaming di proprietà di Disney, media company che possiede uno dei migliori cataloghi di film di sempre: dalla serie Avengers a Star Wars, passando per Black Panther, tutti i colossal degli ultimi anni sono di sua proprietà. Alcuni di questi film sono attualmente su Netflix, ma entro l’anno saranno rimossi. Oltre a qualità del catalogo, Disney+ potrà puntare anche un prezzo concorrenziale di appena 6,99 dollari.

Sempre secondo Stephen McBride, gli azionisti di Netflix dovrebbero preoccuparsi anche del servizio di streaming che sarà lanciato da AT&T, compagnia telefonica americana, che ha acquistato WarnerMedia nel 2018 e che possiede HBO, emittente televisiva di successi come Sex and The City, The SopranosGame of Thrones.

Un altro punto debole è l’incapacità di mantenere nel catalogo gli show più seguiti. Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, The Office è la serie tv più guardata su Netflix, ma i suoi diritti sono di proprietà di NBC Universal, società che sta per lanciare il proprio servizio di streaming. Non a caso, The Office sarà rimossa da Netflix entro la fine del prossimo anno. Stessa sorte toccherà a Friends, che probabilmente finirà sulla piattaforma video di AT&T. Il sito re/code, inoltre, ha fatto notare che una buona parte dei 50 show più visti su Netflix appartengono ad altre media company.

Per rimediare, Netflix sta investendo miliardi di dollari in produzioni originali. Gli investimenti sono stati di 12 miliardi di dollari nel 2018, e saranno di 15 miliardi nel 2019. Di conseguenza, il suo debito è aumentato del 58% durante lo scorso anno e adesso si attesta sui 10,3 miliardi di dollari. Sempre nello stesso anno, gli utili sono stati di 1,2 miliardi di dollari.

Dunque, cosa potrebbe accadere a Netflix? Stephen McBride prevede che se il suo scenario fortemente pessimista si dovesse realizzare la valutazione dell’azienda passerebbe dai 165 miliardi di dollari attuali a 100 miliardi in soli due anni, con un calo del 40% del prezzo delle azioni.

Leggi anche: Cara Netflix, arriva BritBox: il “rivale” targato BBC e ITV

 

 

Classifiche 7 Maggio, 2019 @ 2:07

Chi è il giovane Under 30 diventato sceneggiatore per Netflix a 21 anni

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Giacomo Mazzariol insieme al fratello Giovanni. (Photo by Raffaele Crocetta)

Articolo apparso sul numero di maggio 2019 di Forbes Italia. Abbonati. 

A 22 anni è raro avere le idee chiare sul proprio futuro. Eppure nelle parole di Giacomo Mazzariol, classe 1997, grande fan dello scrittore statunitense John Fante, traspare più di una forte determinazione. Giacomo è un fiume di idee, progetti e considerazioni. “Il segreto è buttarsi e stravolgere le cose. Non avere paura di confrontarsi con il passato perché solo così sei in grado di creare qualcosa di tuo. E poi scrivere tanto e non avere troppa fretta”. Ma soprattutto, aggiunge, coltivare quelle che lui chiama “sane allucinazioni”. Insieme all’urgenza artistica che caratterizza il percorso di molti scrittori, e che il giovane di Castelfranco Veneto respira fin da giovanissimo.

Da quando si dilettava a montare video con il fratello minore Giovanni, affetto dalla sindrome di Down. “Uno dei tanti mini-video, The Simple Interview, alla fine è diventato virale su Youtube”. Fino a catturare l’attenzione di riviste e quotidiani che gli hanno dedicato la prima pagina, scoprendo in lui un talento nel raccontare storie. “Mi piaceva e sapevo farlo”, dice. “In seguito mi è stato chiesto di scrivere un libro intero. Ero ancora all’ultimo anno delle superiori”.

Giacomo Mazzariol ha debuttato come scrittore con il libro Mio fratello rincorre i dinosauri, edito da Einaudi. (Photo by Raffaele Crocetta)

Il suo primo lavoro per Einaudi, Mio fratello rincorre i dinosauri, esce nel 2016 ed è subito un successo. Vince anche il premio John Fante Opera Prima e il Premio Letteraria di Fano. Nello stesso anno Giacomo è ospite da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. Nei mesi successivi gira l’Italia a presentare il suo libro. Anche La Repubblica lo chiama per affidargli un blog in cui viene data voce alla Generazione Z, quella dei ragazzi nati dopo il 1995.

LEGGI ANCHE: “Forbes Under 30 2019, chi sono i 100 giovani italiani che guideranno il futuro”

Intanto continua a scrivere, inventare. Lavorando insieme a un gruppo di ragazzi, il collettivo Grams, nasce un un cortometraggio, che si trasforma ben presto in una più ampia sceneggiatura con Baby, la fortunata serie Netflix di produzione italiana disponibile in 190 Paesi, già vista da oltre 10 milioni di persone. “Netflix è un fenomeno fresco. Ha voluto puntare su di noi e ci ha dato questa possibilità: io avevo solo 21 anni! Adesso stanno girando la seconda stagione, sempre co-sceneggiata da noi. L’arte dello scrivere è delicata. Eppure mi diverte anche la sceneggiatura: ci lavorano tante persone ed è più dinamica, ma devi spesso scendere a compromessi. Mi piacerebbe fare qualcosa insieme a Luca Guadagnino”.

Giacomo Mazzariol (secondo da destra) insieme al collettivo Grams durante la Premiere mondiale di Baby a novembre del 2018. (Photo by Elisabetta Villa/Getty Images for Netflix)

Oggi sugli scaffali delle librerie si può trovare il suo secondo libro, Gli squali, sempre edito da Einaudi. Il 12 settembre invece uscirà il film tratto dal suo primo libro e che Giacomo stesso ha sceneggiato insieme a Fabio Bonifacci. La regia è di Stefano Cipani; tra i protagonisti, Alessandro Gassmann e Isabella Ragonese, per una coproduzione italo-spagnola (Paco Cinematografica, Neo Art Producciones con Rai Cinema), distribuita da Eagle Pictures.

Per il futuro? Una suggestione: “Mi piacerebbe anche diventare Ministro dell’Istruzione. Tutto parte dalla scuola. Vorrei ci fosse un approccio più propositivo e uno svecchiamento dei programmi”.

Cultura 27 Febbraio, 2019 @ 12:06

Cara Netflix, arriva BritBox: il “rivale” targato BBC e ITV

di Hillary Di Lernia

Staff writer, Forbes.it

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presentazione britbox
(Frederick M. Brown/Getty Images)

Arriva il rivale di Netflix: BBC e ITV lanciano il servizio di streaming BritBox

BBC e ITV hanno confermato con una nota congiunta l’intenzione di unire le forze e lanciare un servizio di streaming a pagamento chiamato BritBox entro la fine di quest’anno, nel tentativo di competere contro il colosso americano Netflix. BritBox presenterà principalmente gli spettacoli della BBC e dell’ITV, insieme a nuove produzioni britanniche realizzate appositamente per il servizio. BritBox è già disponibile negli Stati Uniti, dove ha 500.000 clienti che pagano per una selezione di programmi televisivi provenienti dal Regno Unito.

ITV e BBC annunciano il servizio di streaming online rivale di Netflix

In prospettiva il lancio potrebbe portare le emittenti britanniche a concedere in licenza il loro materiale d’archivio, invece che cederlo a servizi come Netflix. L’amministratore delegato di ITV, Carolyn McCall, tuttavia ha affermato che BritBox sarà presentato come componente aggiuntivo per le famiglie britanniche che già disponevano di un servizio di streaming.

La Ofcom, l’autorità competente e regolatrice indipendente per le società di comunicazione nel Regno Unito, ha detto di aver accolto la proposta di BritBox perché voleva vedere le emittenti britanniche “collaborare per tenere il passo con i player globali, offrendo contenuti di qualità del Regno Unito agli spettatori ogni volta che desiderano guardarli”.

BBC e ITV si uniscono per lanciare il rivale di Netflix: BritBox

Il direttore generale della BBC, Tony Hall, ha affermato che il servizio di streaming sarà “davvero speciale”. “Un nuovo servizio di streaming che offre i migliori contenuti creati in casa al pubblico che li ama”, ha affermato. “Il servizio avrà tutto, dai vecchi successi agli spettacoli recenti e del tutto nuovi”. Ancora non ci sono dettagli sui prezzi anche se nell’annuncio si afferma che saranno molto “competitivi”.