Unicredit lascia la Turchia: cede il 18% di Yapi Kredi alla famiglia più ricca del Paese

Unicredit Tower Milano
La Unicredit Tower di Milano (Imagoeconomica)
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A circa due anni dalla decisione, Unicredit esce definitivamente dalla Turchia. La banca ha deciso di vendere la sua partecipazione in Yapi Kredi al conglomerato industriale Koc Holding per 300 milioni di euro (347,6 milioni di dollari). La mossa rientra nell’accordo sottoscritto tra la banca di Piazza Gae Aulenti e il più grande conglomerato industriale della Turchia. Un gruppo che fa capo alla famiglia Koc, la più ricca del Paese, che ha confermato la decisione irrevocabile di esercitare il diritto di prelazione.

Si tratta dell’ultimo atto di un’operazione iniziata nell’era dell’ex ad Jean Pierre Mustier il 30 novembre 2019, quando venne venduta la prima quota. Processo proseguito poi a febbraio 2020, quando già la partecipazione era inquadrata come finanziaria e non strategica. La banca italiana ha fatto sapere ieri notte che Koc Holding avrebbe acquistato il 18% in Yapi Kredi. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha deciso di completare la vendita ai Koc nel primo trimestre del prossimo anno e di cedere sul mercato il restante 2% della sua partecipazione.

L’obiettivo dell’operazione di Unicredit

L’accordo è volto a rafforzare la solidità patrimoniale di Unicredit, facendo un po’ di cassa e uscendo da un mercato che non è ritenuto strategico. Sulla base dei dati al 30 settembre, il deal avrà un impatto positivo moderato sul Cet 1 ratio consolidato di Unicredit. Per l’esercizio 2021, assumendo anche altre condizioni, l’operazione genererà un impatto negativo sul conto economico consolidato di circa 1,6 miliardi di euro (sulla base dei valori al terzo trimestre 2021), derivante principalmente dalla riserva oscillazione cambi relativa alla partecipazione in Ykb, che non genera impatti sul Cet1 in quanto già attualmente rilevata.

Equita Sim conferma la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 13,6 euro su Unicredit. La banca, va ricordato, dopo le ultime cessioni deteneva ancora il 20% e aveva già classificato la quota come investimento non strategico. In vista del nuovo piano industriale, che sarà presentato il 9 dicembre, l’operazione è coerente con la strategia di semplificazione della struttura del gruppo e di ottimizzazione dell’allocazione del capitale. Va ricordato che Unicredit ha recentemente riportato un balzo nell’utile netto del terzo trimestre e ha alzato i suoi obiettivi per l’anno.