Renzo Rosso conferma l’obiettivo di quotazione della sua Otb entro il 2024

Renzo Rosso. (Photo by Pietro D’Aprano/Getty Images for Diesel)
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Se ne parlava già da mesi ma ora non sembrano esserci dubbi: Otb si quoterà in Borsa. Il gruppo di Renzo Rosso prevede di completare l’operazione nel 2024, anno in cui secondo l’imprenditore padovano e il ceo Ubaldo Minelli, l’azienda avrà raggiunto una dimensione più adeguata alla quotazione.  Quest’anno è prevista una crescita del fatturato del 21% rispetto al 2020 con ricavi a oltre 1,5 miliardi.

Il polo italiano del lusso

La holding, che controlla i marchi Diesel, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, le aziende Staff International, Brave Kid e dallo scorso marzo anche Jil Sander, è entrata da poco in ZDHC Foundation’ s Roadmap to Zero Programme, iniziativa internazionale che promuove una gestione chimica sostenibile lungo le catene del valore dei settori tessile, pelle e calzature. Il veicolo di investimento della sua famiglia, Red Circle, possiede infine partecipazioni in tutto, dalle società di app mobili ai produttori di occhiali. Da ultimo ha investito in Planet Farms, società italiana attiva nei sistemi di coltivazione verticale che permettono di ottenere, in modo innovativo e sostenibile, ortaggi dalle migliori proprietà nutrizionali.

Negli ultimi mesi la società di Rosso aveva fatto sapere di voler valutare nuove acquisizioni nell’ottica di creare un polo italiano del lusso. “L’azienda ha tutti gli strumenti – finanziari, organizzativi, gestionali e patrimoniali – per portare avanti il ​​nostro progetto”, aveva detto Minelli in una conferenza online riportata da Reuters.

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E sempre per sostenere l’enorme potenziale produttivo italiano, l’imprenditore (per Forbes il suo patrimonio ammonta a 2,8 miliardi di dollari) era sceso in campo per gestire Brave Italy!, iniziativa lanciata da Confindustria  per rilanciare il bello e ben fatto italiano. Una sorta di fabbrica delle idee condivisa, dove protagoniste saranno imprese con elevata propensione all’export, realtà leader di settore e con alto grado di investimenti in innovazione e ricerca, società orientate alla sostenibilità ambientale e sociale ma anche start-up in settori e mercati emergenti.

Nonostante la pandemia, per il lusso l’ultimo anno e i primi mesi di quello in corso sono stati particolarmente produttivi per finalizzare acquisizioni importanti. Per esempio le operazioni di Exor, holding della famiglia Agnelli che ha acquistato Louboutin, Stone Island entrato nell’orbita di Moncler sulla base di una valutazione da 1,15 miliardi, Ovs che ha rilevato Stefanel e made in Italy Fund invece Dondup.

Sostenibilità del lusso

Di recente, il gruppo Otb ha preso in modo particolare posizione sulla sostenibilità, impegnandosi a eliminare le sostanze chimiche pericolose nei processi dell’azienda entro il 2030. Obiettivo: la totale carbon netraulity in anticipo rispetto al traguardo del 2050 fissato dal Fashion Pact, accordo multilaterale rivolto a tre aree di interesse ovvero clima, biodiversità e oceani, firmato da alcuni big del lusso nel 2019. “La sostenibilità non è greenwashing, ma un investimento a lungo termine”, aveva affermato lo scorso ottobre al summit Sustainability: From Cost To Profit.

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