Unicredit accelera sul de-risking e mette a punto il nuovo piano strategico

Andrea Orcel, ad di Unicredit
Andrea Orcel, ad di Unicredit
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Unicredit accelera sul de-risking e intanto perfeziona il nuovo Piano strategico che verrà presentato al mercato il prossimo 9 dicembre. La banca di Piazza Gae Aulenti ha completato la vendita di 2,2 miliardi di euro di un portafoglio non-performing (rappresentato da crediti ipotecari e chirografari) alla società Olympia Spv. Si tratta di uno degli ultimi atti del processo di de-risking dei crediti deteriorati non core previsto dal piano industriale attualmente in vigore e giunto ormai al capolinea.

Entro fine 2021 l’istituto infatti ha in programma di azzerare l’ammontare di Npl non core. Un traguardo vicino, per il raggiungimento del quale rimane circa 1 miliardo da vendere entro fine anno. L’obiettivo è attuare il nuovo Piano industriale con un profilo di rischio molto contenuto.

Il Piano strategico dell’ad Andrea Orcel

Se i target finanziari del nuovo business plan sono ancora sconosciuti, le linee guida della strategia dell’ad Andrea Orcel sono delineate: semplificazione, digitalizzazione, forte attenzione alla voce dei ricavi e una gestione del rischio con approccio prudente. Cui si aggiunge, in base a quanto emerso da indiscrezioni stampa, una razionalizzazione degli accordi assicurativi.

“Fin dall’inizio del mio mandato, la mia ambizione per Unicredit è stata chiara: fornire una crescita redditizia corretta per il rischio con l’obiettivo prioritario di ottenere rendimenti sostenibili al di sopra del costo del capitale durante tutto il ciclo” aveva anticipato Orcel, intervenendo in conference call con gli analisti per illustrare i risultati trimestrali. “Uno dei modi in cui raggiungeremo questo obiettivo è attraverso un’organizzazione più semplice e più potente, pienamente responsabile della dimostrazione di una chiara disciplina sui costi, nonché una rinnovata attenzione alla crescita dei ricavi netti, ovvero i ricavi meno gli accantonamenti per perdite sui prestiti, e l’efficienza del capitale. Su tutto stiamo facendo buoni progressi, stiamo ottenendo risultati tangibili e forniremo maggiori dettagli al nostro prossimo Strategy Day”.

Unicredit ha una solida posizione patrimoniale e una delle priorità del ceo è restituire agli azionisti livelli di capitale interessanti, mantenendo al contempo riserve adeguate in linea con le aspettative di vigilanza.

Secondo il banchiere sviluppare una nuova strategia sulla base di tre leve strategiche, ovvero semplificazione, centralità del cliente e digitalizzazione “aiuterà la banca a sbloccare il valore significativo insito nel business esistente”.

I 16 milioni di clienti al centro

Al centro di tutto ciò ci sono i 16 milioni di clienti Unicredit. Al fine di servirli in modo migliore e più coerente, la banca sta armonizzando i segmenti di clientela nelle principali aree geografiche. Sta anche rivedendo il catalogo globale di prodotti e servizi per garantire un’offerta scalabile.

Sul fronte digitale Orcel ha già nominato un team di leadership che promuoverà una partnership tra regioni e segmenti di business. L’obiettivo è incorporare tecnologia e dati nel tessuto aziendale, rendendolo centrale per ogni decisione e scelta strategica. Il banchiere prevede l’avvio del buyback da 652 milioni nel quarto trimestre; il trimestre ha registrato un buon avvio e la banca è ottimista sul futuro.

Come detto il futuro assicurativo passa da una razionalizzazione delle alleanze, ma nulla di più. “Non credo nelle fusioni tra banche e assicurazioni, il business model e i clienti sono molto differenti, ci possono essere tuttavia solide partnership a lungo termine” aveva spiegato in occasione dei conti trimestrali.

Performance commerciale e ricavi

Nel terzo trimestre l’utile netto sottostante di Unicredit ha raggiunto 1,1 miliardi di euro, in rialzo dello 0,5 per cento trimestre su trimestre, e 3,1 miliardi nei primi nove mesi, equivalente a un Rote (Return on tangible equity) sottostante del 7,9 per cento nei nove mesi del 2021. L’utile netto di gruppo nel periodo si attesta a 1,058 miliardi, in crescita del 55,6% a/a.

La performance commerciale ha spinto i ricavi a 4,4 miliardi nel terzo trimestre, in crescita dello 0,8 per cento trim/trim e dell’1,9 per cento a/a, trainati dalle robuste commissioni a/a e dal positivo margine di interesse trim/trim. I risultati del quarto trimestre e dell’intero 2021 verranno approvati dal Consiglio il 27 gennaio e resi noti il 28 gennaio.

Quale il punto di vista dell’istituto sulla crescita per linee esterne? Dopo la fine delle trattative con il Mef per l’acquisto di Banca Mps, la banca non vede l’M&A come un obiettivo fine a se stesso. “In un eventuale M&A guarderemo alla creazione di valore per tutti gli azionisti e nello specifico alla qualità della rete, al rischio contenuto del deal, alla semplicità di esecuzione” aveva specificato Orcel rispondendo a un analista.

L’amministratore delegato di Unicredit si è detto concentrato sulla crescita organica, che in questo momento sprigiona un valore maggiore, pur non mostrando una chiusura ad eventuali operazioni di acquisizione, nel caso in cui creassero valore. “L’M&A non è uno scopo in sé, piuttosto può essere un acceleratore e un potenziale miglioramento del nostro risultato strategico… alle giuste condizioni che accrescono il valore e dove abbiamo piena fiducia nella nostra capacità di esecuzione. Questo rimarrà il nostro approccio guida”.

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