Guida autonoma e mobilità intelligente: il modello del futuro è il “viaggio as-a-service”

guida autonoma
Foto di Getty Images
Share

A cura di Emanuela Manor, regional manager Italia di eToro

Nel pieno del tema sostenibilità, anche il settore dell’automotive è costretto ad adeguarsi. Un percorso intrapreso già da anni che lascia aperta la discussione su quale sia l’auto del futuro. Recentemente Cruise, la controllata di General Motors che si occupa di veicoli autonomi, ha annunciato l’intenzione di avere almeno un milione di veicoli a guida autonoma nella loro flotta entro il 2030.

Nel frattempo, prosegue il progetto che Astm Group sta portando avanti in collaborazione con Volkswagen Group Italia e che ha visto i primi test su strada di una vettura connessa che dialoga con lo spazio che la circonda. E se anche Apple bussa al finestrino della mobilità intelligente, il panorama competitivo inizia a farsi affollato. Secondo indiscrezioni di Bloomberg, infatti, la Mela non solo sta spingendo per accelerare lo sviluppo della sua auto elettrica, ma sta rifocalizzando il progetto intorno alla piena capacità di guida autonoma, che non richiede quindi l’intervento umano.

Il settore è in fermento e la sfida per realizzare il prodotto migliore è in corso. Questo significa un prodotto che sia anche sostenibile, in perfetto allineamento con gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento. A investire nello sviluppo sono le case automobilistiche tradizionali, ma anche nuovi player, produttori di software e hardware e fornitori di servizi tecnologici. L’industria automobilistica dovrebbe raggiungere i 9 trilioni di dollari di fatturato globale entro il 2030. Si prevede che il mercato dei veicoli a guida autonoma crescerà dai 56 miliardi del 2020 a 220 miliardi di dollari nel 2025.

A sostenere lo sviluppo della guida autonoma intervengono anche i benefici in termini di miglioramento dello stile di vita e di inclusività. La ridotta se non minima necessità di interazione con il veicolo permetterebbe ai passeggeri di godere del viaggio, senza preoccuparsi di prestare attenzione alla strada o passare ore a cercare parcheggio. Ciò potrebbe permettere, in futuro, anche alle persone con disabilità di essere più indipendenti negli spostamenti e questo ne favorirebbe l’inclusione.

I veicoli autonomi potrebbero anche risolvere il problema dell’errore umano, causa di tantissimi incidenti. Non è solo una questione di sicurezza, ma anche economica. Ad esempio, in Australia, l’Australia Road Safety Foundation ha stimato che gli incidenti automobilistici costano all’economia 30 miliardi di dollari all’anno. Anche una piccola riduzione del numero dei sinistri stradali porterebbe ad un risparmio enorme e, di conseguenza, a una riduzione del costo delle polizze assicurative.

Quello della guida autonoma appare dunque come un trend di lungo termine, ma rimane da comprendere quali saranno i vincitori di una corsa il cui traguardo è ancora lontano. Senza contare la numerosità delle aziende e dei settori coinvolti, che spaziano sull’intera filiera automobilistica. In eToro è possibile esporsi a questo trend grazie al CopyPortfolio Driverless, attraverso il quale gli utenti della piattaforma possono investire in un paniere assemblato di compagnie che sono all’avanguardia nella rivoluzione dei veicoli elettrici e a guida autonoma. Il portafoglio permette all’investitore di ottenere un’esposizione nei confronti di varie compagnie che stanno alimentando queste rivoluzioni dei trasporti, il tutto con un singolo asset, invece di doversi dedicare ad ogni titolo individualmente.

La corsa alla produzione di veicoli a guida autonoma sarà uno spettacolo da non perdere, dove le aziende dovranno migliorare e improvvisare di continuo per avere successo in una trasformazione che alcuni hanno paragonato alla Rivoluzione Industriale.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.