L'”anti-Tesla” Rivian rinvia le sue auto con le maxi batterie: slittano al 2023

Rivian automotive Nasdaq
Un pickup Rivian a Times Square nel giorno della quotazione (foto Michael M. Santiago/Getty Images)
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Continua il momento negativo in casa Rivian Automotive. Come riporta Reuters, in una mail mandata ai clienti l’amministratore delegato del gruppo, RJ Scaringe, ha dichiarato che la società ritarderà al 2023 le consegne del suo pick elettrico e dei suv dotati di grandi batteria.

I fatti principali

  • RJ Scaring, ad di Rivian Aumotive, ha rivelato ai clienti che la società ritarderà al 2023 le consegne del suo pick elettrico e dei suv dotati di grandi batteria.
  • La decisione è dettata dalle attuali maggiori richieste dei clienti. Infatti, gran parte dei 71mila preordini arrivati per il pick-up R1T e il SUV R1S negli Stati Uniti e in Canada riguardano la versione con la batteria più piccola, che ha un’autonomia di 314 miglia con una sola carica.
  • “Al fine di servire il maggior numero totale preordini, il pacchetto con la batteria di grandi dimensioni sarà la nostra priorità il prossimo anno”, ha affermato Scaringe su Reddit.
  • Nella giornata di ieri, il titolo di Rivian Automotive è andato incontro a un’altra giornata negativa, facendo segnare un ribasso del 3,9%, con il prezzo delle azioni che si è attestato a 102,87 dollari.

Background

Anche se fino a qualche mese fa la Rivian Automotive non aveva ancora prodotto un’automobile, tuttavia a novembre scorso, grazie a un’ipo da record al Nasdaq (seguita da continui rialzi), è diventata la terza casa automobilistica per valore al mondo con una capitalizzazione di mercato di 146,3 miliardi di dollari, dietro solo a Toyota e Tesla.

Da quel momento, però, la società è andata incontro a un crollo di quasi il 30% a Wall Street. Soprattutto a causa dei conti della trimestrale rilasciati il 16 dicembre scorso (la prima da quando è quotata). Infatti, oltre a una perdita netta di 1,2 miliardi di dollari, accompagnata da quella operativa di 776 milioni di dollari, al mercato, non sono piaciute le parole dello stesso Scaring, che ha identificato diverse sfide: i vincoli della catena di approvvigionamento globale, la pandemia, un mercato del lavoro ristretto e problemi a breve termine per la costruzione di moduli di batterie elettriche.

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