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Business 2 Luglio, 2020 @ 11:42

Tesla vola e diventa la compagnia automobilistica più preziosa al mondo

di Forbes.it

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tesla elon musk
Elon Musk presenta la Tesla Model X Crossover (Justin Sullivan/Getty Images)

Articolo di Sergei Klebnikov apparso su Forbes.com

Dopo aver chiuso un decennio da sogno in Borsa, le azioni Tesla nella giornata di ieri hanno toccato un nuovo record, permettendo all’azienda che produce veicoli elettrici di raggiungere una valutazione di oltre 208 miliardi di dollari. Ciò significa che adesso Tesla è la compagnia automobilistica più preziosa al mondo.

Solamente questa settimana, infatti, le azioni dell’azienda guidata da Elon Musk sono andate incontro a un aumento del 17%. Lunedì, a chiusura delle contrattazioni di Borsa, si erano attestate per la prima volta sopra i mille dollari per azione, mentre mercoledì hanno toccato il nuovo record di 1,135 dollari per azione. Questo rally azionario ha quindi permesso a Tesla di essere valutata circa 208 miliardi di dollari ed essere la società automobilistica più preziosa al mondo.

Tesla supera anche la rivale Toyota

Grazie a questa nuova capitalizzazione di mercato, Tesla ha ormai superato ufficialmente la Toyota, il suo principale rivale per quel titolo, visto che la compagnia giapponese ha un valore di circa 203 miliardi di dollari. Inoltre le azioni Toyota sono scese di oltre l’1% nel commercio estero. Ma non è tutto.

La compagnia americana, adesso, vale anche di più dei suoi concorrenti messi insieme: Fiat Chrysler (20 miliardi di dollari), Ford (24 miliardi), Ferrari (32 miliardi), General Motors (36 miliardi), BMW (41 miliardi), Honda (46 miliardi) e Volkswagen (74 miliardi). Questo traguardo è altamente indicativo del grande entusiasmo degli investitori per Tesla: le azioni della società sono più che raddoppiate finora nel 2020, aumentando di oltre il 150% tra l’interesse costante degli investitori al dettaglio e istituzionali.

Ritornando al confronto tra Tesla e Toyota, è importante evidenziare che anche se la prima ha una capitalizzazione di mercato più alta rispetto alla seconda, è ancora in ritardo rispetto alla casa automobilistica giapponese in parecchi parametri chiave. La Toyota produce ancora un volume di veicoli molto maggiore rispetto a Tesla, per esempio: nel primo trimestre del 2020, Tesla ha dichiarato di aver prodotto circa 103.000 veicoli, mentre la Toyota ne ha prodotti 2,4 milioni nello stesso periodo. Toyota ha anche un valore aziendale maggiore (290 miliardi di dollari), che tiene conto del debito, rispetto a Tesla (252 miliardi di dollari), secondo i dati di FactSet.

Fatto sorprendente e critiche principali

Con le azioni di Tesla che sono salite ai nuovi massimi record, con una performance di oltre il 110% solo nel secondo trimestre del 2020, anche il patrimonio del suo cofondatore e ceo, Elon Musk, sono aumentate. Da aprile, infatti, Musk ha quasi raddoppiato il suo patrimonio netto, che è passato da 24 miliardi a poco più di 46 miliardi di dollari.

In ultima battuta, molti analisti di Wall Street continuano a sostenere che Tesla, ora a ben oltre i mille dollari per azione, potrebbe essere gravemente sopravvalutata. Jeffrey Osborne di Cowen ha dichiarato in una nota ai clienti che l’azienda “continua ad essere cauta su Tesla”, assegnando un giudizio underperform al titolo. Analogamente, gli analisti di Morgan Stanley hanno assegnato un rating underperform, avvertendo che troppi investitori stanno ignorando i rischi della gestione di una casa automobilistica e trattano invece Tesla come una società tecnologica in forte crescita.

Business 30 Giugno, 2020 @ 12:22

Tesla, il decennio in Borsa è da record: +5.100%

di Massimiliano Carrà

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elon musk tesla
Elon Musk negli anni 2000 al lancio della Tesla Roadster (Vince Bucci/Getty Images)

+5.100%. È questo in un solo ed emblematico numero il successo ottenuto da Tesla in Borsa in un solo decennio, ossia dal 29 giugno 2010, giorno in cui la società fondata il 1º luglio 2003 da Martin Eberhard e Marc Tarpenning è sbarcata a Wall Street.

Dai 19,20 dollari per azione della sua prima quotazione a 1000,9 dollari per azione. Così Tesla ha stupito e continua a stupire il mondo e i suoi investitori, soprattutto coloro che fin dall’inizio hanno creduto nelle sue potenzialità (e che adesso si ritrova in mano delle azioni d’oro). Tra questi, per esempio, spicca senza dubbio la figura eccentrica del suo ceo e leader Elon Musk (che, tra l’altro, vuole dar vita ai viaggi ipersonici).

Infatti, entrato in azienda come investitore di riferimento, Elon Musk ha da una parte portato Tesla a raggiungere una capitalizzazione di mercato di oltre 180 miliardi di dollari (valendo quindi più di Volkswagen per esempio) e dall’altra ad aggiudicarsi, in piena pandemia, uno dei bonus più alti mai registrati per un direttore di azienda.

La storia in Borsa di Tesla

La crescita delle azioni di Tesla è stata immediata, visto che già dopo 2 anni dalla sua quotazione in Borsa, il titolo era andato incontro a un incremento di oltre il 50%, passando quindi da 19,20 dollari per azione a quasi 30 dollari per azione. Questo però era solo l’inizio di uno dei rally più entusiasmanti della storia.

A partire da marzo 2013, infatti, la società guidata da Elon Musk in soli 5 mesi ha fatto registrare un rialzo senza precedenti di oltre il 429%. Le azioni sono quindi volate da un prezzo di 34 dollari ad azione ad uno di 182 dollari per azione. Da quel momento in poi Tesla non ha più smesso di tenere il pedale sull’acceleratore. Tant’è che a settembre 2014, le azioni schizzarono fino a un prezzo di 246 dollari. Ciò significa che da marzo 2013 a settembre 2014 il titolo fu capace di realizzare un incremento di valore superiore al 600%. 

Il record però non era ancora stato raggiunto, anzi tutto il contrario. Infatti, se per cinque anni le quotazioni rimasero pressoché costanti, qualcosa è cambiato a partire da novembre 2019. Dal 29 novembre le azioni della società americana hanno ripreso a schizzare verso l’alto, facendo segnare, giorno dopo giorno, incrementi di circa il 20% a seduta, che hanno permesso a Tesla prima di sfondare il muro dei 100 miliardi di capitalizzazione (rendendo felice Elon Musk) e poi di chiudere questo primo decennio in Borsa (conclusosi con la giornata di ieri) con una crescita totale del 5.100%, che ha fatto volare le azioni da 19,20 a 1000,9 dollari dollari.

Tanto per fare un esempio: chi aveva investito 1929 dollari al tempo della quotazione, aggiudicandosi quindi 100 azioni, oggi potrebbe vendere la sua quota al prezzo di 100mila dollari.

I ricavi di Tesla 

Il successo di Tesla, ovviamente, non è descritto solo dal suo percorso in Borsa ma anche dal giro d’affari generato negli anni. Infatti, come riporta Forbes.com, l’azienda diretta da Elon Musk è passata da 200 milioni di dollari di ricavi (attestati nel 2011) ai 25 miliardi di dollari, registrati lo scorso anno.

Ciò significa che ogni anno i ricavi sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente. Per il 2021, complice anche la pandemia, si avrà un rallentamento del ritmo di crescita, visto che le aspettative di consenso prevedono ricavi per 38 miliardi di dollari.

Lifestyle 17 Giugno, 2020 @ 4:24

Tesla fa segnare un nuovo record per le auto elettriche: raggiunti i 650 km di autonomia

di Massimiliano Carrà

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tesla model s long range
VCG – Getty Images

Tesla continua a correre verso il futuro e scrive l’ennesimo record in tema di innovazione e, in particolare, nel suo settore di riferimento: quello della mobilità elettrica. Infatti, come comunicato nel suo sito ufficiale, l’azienda creata dal miliardario Elon Musk (più volte finito, nelle ultime settimane, sotto i riflettori dei media per le sue stoccate a Jeff Bezos e per il suo mega premio aziendale) ha ufficializzato che “tutte le Tesla Model S Long Range, vendute nel Nord America avranno un’autonomia di 402 miglia (pari a quasi 650 km), secondo gli ultimi test EPA”.

Tesla così, oltre ad essere stata l’azienda che ha dato il via ai veicoli elettrici e ad essere la regina di questo settore, è la prima azienda automobilistica che permette di poter percorrere una tale distanza a un’automobile elettrica. Si parla, infatti, di 135 miglia in più rispetto alle 265 che garantiva la Model S nel 2012, ossia dalla sua introduzione.

Questo obiettivo, come sottolinea l’azienda statunitense quotata sul Nasdaq (le cui azioni sono nuovamente vicine alla quota di 1.000 dollari per azione) è stato raggiunto grazie alla missione fondamentale di Tesla, che è “la libertà di viaggiare ovunque” e al continuo lavoro che ha permesso sia di “rivisitare ogni aspetto del design per garantire una distanza più ampia, sia di aumentare le prestazioni su strada”.

I cambiamenti di Tesla e le novità

Ossessione, efficienza e predisposizione al cambiamento. Sono queste le tre parole che la stessa Tesla ha voluto sottolineare nel raccontare questo record di distanza raggiunto con la sua Model S Long Range. Tant’è che specifica che questo obiettivo è stato “realizzato attraverso diversi cambiamenti, sia iterativi che trasformativi, nello sviluppo dell’hardware e dell’architettura del sistema di base da parte dei team di ingegneria, progettazione e produzione Tesla. Questi cambiamenti sono entrati in produzione all’inizio di quest’anno quando abbiamo iniziato a produrre Model S Long Range Plus nella nostra fabbrica di Fremont, in California”.

Entrando nel merito proprio dei cambiamenti apportati, la stessa azienda tiene a precisare che sono tante le novità implementate:

Significativa riduzione della massa: definita nemica dell’efficienza e delle prestazioni

Nuove ruote e pneumatici Aero “Tempest” da 8,5 pollici: riducono la resistenza aerodinamica rispetto alle ruote precedenti sul modello S Long Range

Maggiore efficienza dell’unità di trasmissione: sostituita la pompa dell’olio meccanica con una pompa dell’olio elettrica che ottimizza la lubrificazione indipendentemente dalla velocità del veicolo per ridurre l’attrito.

Massimizzazione della frenata rigenerativa: ora restituisce più energia al pacco batteria e contemporaneamente consentendo un’esperienza di guida come nessun’altra auto.

Investimenti continui nella sovralimentazione: implementato il V3 Supercharging in tre continenti, consentendo una riduzione dei tempi di ricarica fino al 50% rispetto alla tecnologia V2.

Oltre a ciò, va anche evidenziato che, oltre a tutti questi miglioramenti, “il prezzo della Tesla Model S Long Range Plus è sceso di 5mila dollari”. Ciò significa, evidenzia la compagnia guidata da Elon Musk, che “i clienti ora ricevono più valore che mai quando acquistano una nuova Tesla e, come con gli altri nostri prodotti, tutti i nostri veicoli miglioreranno continuamente nel tempo con aggiornamenti software over-the-air”.

Life 27 Maggio, 2020 @ 10:00

La “Ferrari Enzo” non muore mai: all’asta per oltre 2 milioni di euro

di Massimiliano Carrà

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ferrari enzo 2003
courtesy RM Sotheby’s

Tra i 2,4 e i 2,6 milioni di euro. È questa la stima del prezzo di vendita della Ferrari Enzo del 2003 che è stata messa in vendita all’asta organizzata dal sito RM Sotheby’s (che nel 2018 ha battuto la Ferrari più costosa di sempre). Intitolata “Driving into the summer” e iniziata giovedì 21 maggio, l’asta – come sottolinea il sito stesso – si concluderà ufficialmente venerdì 29 maggio, ma già “a partire dalle ore 11:00 di giovedì 28 maggio porterà alla conclusione diversi lotti”.

Infatti, la Ferrari Enzo del 2003 non è l’unica automobile che sarà battuta all’asta. Oltre alla rossa del cavallino rampante, sarà possibile acquistare quasi 200 vetture di alta gamma che – come rivela RM Sotheby’s – “coprono diversi segmenti di mercato”.

ferrari enzo
courtesy RM Sotheby’s

Ferrari Enzo del 2003 all’asta: la storia e i proprietari

Prodotta in occasione dei 55 anni di attività della casa di Maranello (a partire dal 2002 e fino al 2004) e presentata nell’ottobre del 2002 al Salone dell’Automobile di Parigi, la Ferrari Enzo in vendita all’asta fa molta gola agli appassionati per diversi motivi.

Tra questi, il fatto che esistono solamente 400 esemplari in tutto il mondo e che, proprio uno di questi, è stato costruito solamente per essere regalato nel 2005 dalla Ferrari al papa Giovanni Paolo II, il quale lo mise all’asta asta per poi donare in beneficenza la cifra ottenuta (poco più di 6 milioni di dollari).

Entrando nel merito della Ferrari Enzo in vendita, come evidenzia il sito RM Sotheby’s, è stata acquistata nell’agosto del 2003 da un cliente americano, che l’ha posseduta fino al 2018. Successivamente, è stata acquistata da un altro collezionista che risiede in California, il quale ha fatto fare al bolide di Maranello solo “una sgambata” da poco più di 2mila chilometri. Inoltre, facendo parte di una collezione, va segnalato che l’auto è sempre stata regolarmente revisionata dalla Ferrari di San Francisco.

Passando al lato estetico e alle caratteristiche tecniche, come per la maggior parte di tutte le Ferrari Enzo che sono state prodotte, anche questa si presenta in livrea rossa, ma al suo interno sfoggia sui sedili una rara finitura in rosso 3D.

interni
courtesy RM Sotheby’s

La propulsione è affidata a un motore V12 da 6 litri ad aspirazione naturale in grado di erogare fino a 651 cavalli di potenza e 657 Nm di coppia. La trasmissione, di derivazione Formula 1, è automatica a sei velocità. Non è un caso, quindi, se può raggiungere una velocità di oltre 350 km/h e se passa da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi.

motore
courtesy RM Sotheby’s
Investimenti 28 Aprile, 2020 @ 4:01

Tesla rimbalza in Borsa, così per Musk si avvicina un maxi-bonus da 600 milioni $

di Forbes.it

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elon musk ceo tesla
Elon Musk (Getty Images)

Articolo di Alan Ohnsman apparso su Forbes.com

Elon Musk ha realizzato cose straordinarie e inaspettate con Tesla negli ultimi 16 anni, ossia da quando la compagnia di auto elettriche ha debuttato con il suo primo prototipo.  Aggiungete all’elenco la probabilità che l’imprenditore miliardario si sta avvicinando a centrare gli ultimi requisiti per aggiudicarsi un bonus in azioni del valore di circa 600 milioni di dollari, o anche di più, in un periodo che si preannuncia come il peggior crollo economico dalla Grande Depressione.

Sei settimane fa, con gli indici azionari statunitensi e le azioni Tesla in calo a causa dei timori crescenti per la pandemia da COVID-19, le probabilità che Elon Musk potesse raggiungere la prima tranche del suo pacchetto di bonus da 55 miliardi di dollari sembrava ormai essersi affievolita.

Tuttavia, Forbes ora stima che, grazie al rimbalzo del 100% del titolo rispetto al recente minimo del 18 marzo, Tesla sia sulla buona strada per raggiungere una capitalizzazione media di mercato su un arco temporale di sei mesi (e anche nei soli ultimi trenta giorni), di 100 miliardi di dollari all’inizio di maggio.

Quando queste due condizioni si dovessero verificare contemporaneamente, il consiglio di amministrazione della società assegnerebbe a Elon Musk 1,69 milioni di azioni Tesla che, considerando un prezzo di esercizio di 350,02 dollari per azione, avrebbero un valore netto di almeno 600 milioni di dollari. Dal 18 marzo il rimbalzo di Tesla ha superato di gran lunga l’incremento del 18% dell’S&P500 e l’aumento del 30% di General Motors.

Il bonus di Elon Musk è il “pagamento più audace nella storia Tesla”

Il pacchetto di compensazione previsto per Musk si protrarrà fino al 2028 ed è stato presentato più di due anni fa, molto prima dell’attuale crisi sanitaria. A gennaio del 2018, il New York Times lo ha definito il “piano di pagamento più audace nella storia dell’azienda”. Non si pensa mai in piccolo, tant’è che Musk ha dichiarato al giornale: “In realtà vedo il potenziale per Tesla di diventare una compagnia da migliaia di miliardi di dollari in un periodo di 10 anni”.

Certamente, il tempismo del bonus è imbarazzante. Per il ceo e co-fondatore sudafricano di Tesla, con un patrimonio che al 27 aprile Forbes stima in 40 miliardi di dollari infatti, potrebbe trasformarsi nel giorno di maggior soddisfazione economica della sua vita, in un momento di turbolenza economica caratterizzato anche dalla perdita di tanti posti di lavoro negli Usa e nelle principali economie sviluppate.

Per fare un esempio, nelle ultime sei settimane oltre 26 milioni di americani hanno presentato richiesta per sussidi di disoccupazione. A questo va aggiunto il fatto che il lockdown imposto per il coronavirus sta spingendo verso la recessione, in concomitanza col fatto che la spesa federale ha toccato livelli senza precedenti. Tesla stessa ha tagliato in maniera generalizzata gli stipendi a tutti i dipendenti e ha fornito assistenza a migliaia di operai americani.

“È come Maria Antonietta che dice ai contadini di mangiare la torta se non c’è pane. Tuttavia, Musk non è mai stato preoccupato per le apparenze e potrebbe pensare di esserselo guadagnato ”, afferma il professor John Coffee della Columbia Law School.

Il rally in Borsa delle azioni

Lunedì le azioni Tesla, quotate sul Nasdaq, sono aumentate del 10% fino ad arrivare a 798,75 dollari per azione. La capitalizzazione di mercato si è quindi attestata a 147 miliardi di dollari. Questo aumento giornaliero ha fatto salire la ricchezza di Elon Musk di 2,6 miliardi di dollari, il più grande guadagno tra i miliardari presenti nella classifica di Forbes.

Sulla base dei dati di S&P Global Capital IQ, la capitalizzazione di mercato media di Tesla, dal 25 ottobre 2019 al 24 aprile 2020, è di 95,5 miliardi di dollari. Analizzando l’arco temporale di 30 giorni, la capitalizzazione di mercato della società con sede a Palo Alto è di 104 miliardi di dollari.

Ciò significa che se il prezzo delle azioni rimarrà sulla media a 10 giorni di 718,57 di dollari per altre otto sessioni, la capitalizzazione di mercato richiesta per l’orizzonte temporale dei sei mesi sarebbe soddisfatta con esattezza alla conclusione della seduta di mercoledì 6 maggio.

A settembre, un giudice del Delaware ha stabilito che il consiglio di amministrazione di Tesla dovrà difendere il pacchetto di compensazione di Musk da una causa intentata da un azionista. Il vice cancelliere Joseph Slights della Delaware Court of Chancery ha, infatti, respinto la richiesta di Tesla  che chiedeva a sua volta di rimandare al mittente l’accusa dell’azionista Richard Tornetta, il quale afferma che Elon Musk si arricchirebbe ingiustamente.

Infine, va anche ricordato che domani, mercoledì 29 aprile, dopo la chiusura delle normali negoziazioni di mercato, Tesla pubblicherà gli utili del primo trimestre. Se superanno le aspettative di consenso, il titolo potrebbe salire ancora più in alto.

Elon Musk potrebbe ricevere ulteriori premi

Anche se attualmente il principale stabilimento americano di Tesla a Fremont, in California, è inattivo a causa della chiusura del coronavirus, il nuovo Gigafactory a Shanghai, aperto a gennaio, sta accelerando la produzione di berline Model 3. La società, che ha sfidato brevemente un’ordinanza locale a Fremont per smettere di fabbricare automobili il mese scorso, come riportato da Bloomberg, potrebbe richiamare alcuni lavoratori già dal 29 aprile. Tesla, infatti, avrebbe già avvertito i dipendenti che vuole riavviare la produzione a Fremont entro il 4 maggio.

Riguardo Elon Musk, i bonus non sono finiti. Il ceo dell’azienda potrebbe ricevere pagamenti molto più consistenti, sotto forma di 11 premi aggiuntivi di 1,69 milioni di dollari in azioni Tesla, se dovesse raggiungere obiettivi sempre più importanti in termini di capitalizzazione di mercato, entrate e utili rettificati fino al 2028 .

Per ricevere il pagamento massimo di 20,3 milioni di dollari in azioni, la capitalizzazione di mercato di Tesla dovrebbe raggiungere i 650 miliardi di dollari, oltre cinque volte il livello attuale. Le entrate annue dei veicoli elettrici, delle batterie e dei pannelli solari di Tesla dovrebbero attestarsi a 175 miliardi di dollari con un utile rettificato di 14 miliardi di dollari.

Tesla ha dichiarato nella sua relazione annuale del 13 febbraio che Elon Musk ha raggiunto “due traguardi operativi”, con un fatturato annuo di 24,6 miliardi di dollari nel 2019 e un utile ante imposte rettificato annuo di almeno 1,5 miliardi di dollari. A quel tempo, come aveva dichiarato la società, “non erano stati raggiunti traguardi di capitalizzazione di mercato”.

 

Lifestyle 5 Marzo, 2020 @ 2:39

Bentley apre il sipario sulla Mulliner Bacalar da 2 milioni di dollari

di Massimiliano Carrà

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bentley mulliner bacalar (auto)
Bentley Mulliner Bacalar- Foto pubblicata sul Profilo Facebook di Bentley 

Bentley Mulliner Bacalar. È questo il nome del nuovo gioiello dal valore di 2 milioni di dollari (circa 1,7 milioni di euro) della casa automobilistica britannica. Presentata in rete, a causa dell’annullamento, dettato dalle preoccupazioni per il coronavirus, del Salone di Ginevra, la Bentley Mulliner Bacalar ha già incantato tutti. 

Come si evince dalle foto pubblicate sui profili social dell’azienda, la Bentley Mulliner Bacalar è un’auto molto particolare, anzi una “barchetta” (questo è il significato del nome Bacalar che trae origine dalla laguna della penisola messicana dello Yucatan), in quanto non possiede un tetto. 

Definita dalla stessa casa britannica “la Bentley a due porte più rara dell’era moderna”, la nuova arrivata ha un’altra importante particolarità: le sue finiture interne sono state realizzate con “un legno eco-sostenibile proveniente da alberi caduti naturalmente e che si è conservato per 5.000 anni nei laghi e nei fiumi delle Fenlands of East Anglia, in Inghilterra”.

Bentley Mulliner Bacalar: solo 12 esemplari prodotti

In tutto ciò, c’è un aspetto ben preciso che va tenuto in considerazione: non la si può più acquistare. Bentley ha infatti deciso di realizzare solamente 12 esemplari della Mulliner Bacalar in tutto il mondo. E, ovviamente, sono già stati acquistati. Tuttavia, visto che la casa britannica ha voluto puntare molto sulla personalizzazione, i 12 clienti che già hanno acquistato la Mulliner Bacalar lavoreranno a stretto contatto proprio con la divisione di riferimento dell’azienda per selezionare colori e tessuti. 

Sulla scia di Bugatti, consociata di Bentley (entrambe le azione sono di proprietà del gruppo Volkswagen), la decisione da parte della casa automobilistica inglese di produrre solamente 12 esemplari della Mulliner Bacalar è rappresentativa della strategia che ha come obiettivo quello di produrre auto molto rare e altamente personalizzabili.  

Le caratteristiche tecniche della nuova arrivata

Entrando nel merito delle caratteristiche tecniche, il cuore della Bacalar è l’ultima evoluzione del motore W12 6.0 biturbo (di proprietà del Gruppo Volkswagen), che sviluppa 650 CV e 900 Nm di coppia. La potenza del nuovo bolide di casa Bentley è gestita da un cambio automatico doppia frizione a otto rapporti, che grazie a cambi di marcia più rapidi promette uno 0-100 km/h in 3,5 secondi, con una velocità massima di 320 Km/h.

Come dichiarato da Adrian Hallmark, presidente e CEO di Bentley, la Mulliner Bacalar è stata realizzata partendo dalla Continental GT, ma ne conserva però come unico elemento non meccanico le maniglie delle porte “solo perché contengono il sistema di apertura keyless”.
Oltre a ciò, il responsabile della Divisione Design di Bentley, Stefan Sielaff, invita ad osservare che “la nuova Bacalar porta in dote echi di stile del prototipo EXP 100 GT”, che rappresenta la visione futura di Bentley.

Business 26 Febbraio, 2020 @ 10:59

Così Italdesign tenta il ritorno alla normalità dopo il coronavirus

di Forbes.it

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Italdesign

Italdesign ha ufficialmente riaperto i battenti, o meglio due dei tre centri italiani chiusi nella giornata di lunedì 24 febbraio in via precauzionale a causa del coronavirus. Comunicata dallo stesso ceo di Italdesign Jörg Astalosch, la notizia riguarda due dei tre centri dell’azienda: quello di via Achille Grandi (TO) e di via Vittime di Vajont a Moncalieri (TO). 

In questo modo, dalla giornata di oggi sono tornati a lavoro 850 dipendenti di Italdesign che lavorano negli uffici e nel magazzino di Moncalieri: la sede principale del gruppo piemontese che fa parte del gruppo Volkswagen e si occupa di design automobilistico.

Chiuso lo stabilimento Italdesign di Nichelino (dove si è verificato un caso di coronavirus)

Se da una parte Italdesign ha deciso di riaprire gli stabilimenti di via Achille Grandi e di via Vittime di Vajont a Moncalieri, dall’altra – come ha affermato lo stesso Jörg Astalosch – ha preferito non riaprire lo stabilimento di Nichelino (sempre nel torinese) dove un dipendente è stato trovato positivo al test del coronavirus. 

I circa 80 dipendenti che vi lavorano, di conseguenza, continueranno, come nei giorni scorsi, a lavorare da casa in smart working. Metodo, come riferito dal ceo di Italdesign, che ha permesso a Italdesign da una parte di non interrompere l’attività in questi giorni e dall’altra di preparare tutta l’azienda al rientro alla normalità.

Per esempio, afferma Jörg Astalosch, “siamo riusciti a lavorare con le autorità sanitarie e con i colleghi del gruppo Volkswagen. La prossima settimana ci attende il Salone dell’Auto di Ginevra”.

Leader 4 Febbraio, 2020 @ 11:28

Tesla senza freni: +20% in Borsa. E Musk si avvicina alla top 20 dei più ricchi

di Massimiliano Carrà

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Elon Musk , cofondatore e Amministratore Delegato Tesla
VCG – Getty Images

Tesla non si scarica mai e viaggia veloce verso la storia. Detta così, sembrerebbe il claim di una nuova pubblicità, eppure è l’estrema sintesi della performance della casa automobilistica in Borsa. Nella giornata di ieri il titolo Tesla, quotato a Wall Street, ha guadagnato quasi il 20%, con precisione, il 19,89%. 

Un rally importante che ha permesso all’azienda guidata dal miliardario e filantropo Elon Musk di far volare il prezzo delle azioni e di mettere a segno la migliore seduta da maggio 2013. Infatti, se venerdì alla chiusura delle contrattazioni, il prezzo delle azioni era di 650,47 dollari per azione, ieri alla chiusura è balzato a 780 dollari per azione, ossia quasi 130 dollari in più. Ma non è tutto. Per la gioia di Elon Musk (che da ciò ne guadagnerebbe un mega bonus) ormai la capitalizzazione di mercato di Tesla è stabilmente sopra il muro dei 100 miliardi di dollari. Ieri infatti si è attestata a 140,59 miliardi di dollari. 

Tesla: quali sono le motivazioni del rally?

Tra le motivazioni che hanno spinto il titolo Tesla a guadagnare quasi il 20% in Borsa nella seduta di ieri:

  • il fatto che gli analisti di Argus Research hanno aumentato l’obiettivo di prezzo per Tesla da 556 a 808 dollari, ossia tra i più alti di Wall Street, soprattutto per gli ottimi risultati che l’azienda ha ottenuto nel quarto trimestre;
  • la società di investimento ARK Investment Management ha recentemente aggiornato il suo modello di valutazione per riflettere l’enorme potenziale al rialzo di Tesla. Tant’è che ritiene che il titolo potrebbe valere dai 7mila ai 15mila dollari entro il 2024.

Ovviamente, va anche sottolineato che la scorsa settimana Tesla ha battuto gli utili (segnalando il secondo trimestre consecutivo di redditività) e che grazie anche al lancio della Gigafactory a Shaghai, ha impressionato Wall Street con le crescenti consegne. Tant’è che Elon Musk ha promesso di aumentare le vendite globali di veicoli di oltre un terzo nel 2020 e di “superare comodamente” mezzo milione di unità (rispetto alle 367.000 dell’anno scorso).

Azioni Tesla: +149% in 12 mesi, Musk aumenta il suo patrimonio

Come dicevamo, le continue performance positive in Borsa di Tesla ormai nell’ultimo anno non sono una novità. Negli ultimi 12 mesi infatti il titolo della casa automobilistica americana ha fatto registrare una crescita straordinaria: +149,29%.  Infatti, se lunedì 4 febbraio 2019 alla chiusura delle contrattazioni le azioni si attestavano a 312,89 dollari per azione, adesso si attestano a 780 dollari per azioni, ossia 467,11 dollari in più per azione.

Ciò significa che chi aveva 10mila azioni e non l’ha vendute (ed il titolo Tesla è il più “shortato” a Wall Street) ad oggi in un anno ha guadagnato 4,6 milioni di dollari. Questo può rendere l’idea di quanto stia guadagnando Elon Musk (che adesso punta a rientrare tra la top 20 degli uomini più ricchi al mondo), visto che l’imprenditore americano detiene circa il 19% di Tesla.

Business 13 Gennaio, 2020 @ 5:48

L’ “italiana” Aston Martin può diventare cinese?

di Massimiliano Carrà

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Aston Martin DB5 1965
rmsothebys.com: ph Simon Clay

Non sembra esserci pace per Aston Martin. La causa automobilistica britannica diretta da Andy Palmer potrebbe ancora una volta cambiare proprietà e battere bandiera cinese. Infatti, secondo quanto riportato negli ultimi giorni dal Financial Times, il colosso dell’estremo oriente Geely avrebbe già presentato un’offerta di acquisizione ai vertici di Aston Martin.

Nonostante sia sempre stato riconosciuto come un marchio sinonimo di ricchezza ed eleganza (non a caso nel mondo del cinema è famosa per essere la macchina di James Bond), Aston Martin è sempre più in crisi e non riesce a risollevarsi.

Tant’è che in una nota rilasciata qualche giorno fa, l’azienda automobilistica ha dichiarato che “le stime di margine operativo lordo per l’anno sono state ridotte a 130-140 milioni di sterline (inizialmente le previsioni erano di 200 milioni di sterline) e il margine sui ricavi è stato tagliato dal 20% al 12,5%-13,5% e le vendite sono scese del 7%. 

Ma non è tutto. Nella nota ufficiale Aston Martin ha anche rivelato che “rimarranno attive le discussioni con potenziali investitori strategici che possono o meno implicare un investimento azionario nella società”. 

Aston Martin: da ottobre 2018 perso il 73% in Borsa

Un altro fattore che attesta la crisi finanziaria della nota azienda automobilistica anglosassone è l’andamento in Borsa. Da quando è quotata, ossia dal 3 ottobre 2018, il titolo Aston Martin Lagonda ha ceduto ad oggi circa il 73%. Infatti se inizialmente il prezzo delle azioni era di 19 sterline, ad oggi invece si attesta a 4,5 sterline.

Un tonfo quindi che neanche Andrea Bonomi fino ad oggi è riuscito ad evitare. Infatti, a fine 2012 Investindustrial, fondo di private equity che fa riferimento proprio alla famiglia del finanziere italiano, ha acquistato per 190 milioni di euro il 37,5% della Aston Martin, diventandone azionista di riferimento. Va sottolineato che anche se il resto del capitale è rimasto in mano ai soci kuwaitiani (capeggiato dalla Investment Dar) e ai manager, Investindustrial dispone del 50% dei diritti di voto, quota che le assicura di fatto il controllo.

Geely: quali aziende controlla il gruppo cinese?

I scarsi risultati economici finora registrati da Aston Martin ovviamente non sono passati inosservati. Qui, secondo le indiscrezioni, entrerebbe in gioco Geely, il colosso cinese già proprietario di Volvo e Lotus, ma non solo. 

Fondato nel 1986 da Shu Fu Li, che ne è anche il presidente, il gruppo Geely con un investimento di 7,3 miliardi di euro, nel febbraio 2018 è diventato il principale azionista di Daimler AG, che controlla il marchio Mercedes, con una quota del 9,7% e nel marzo 2019  ha rilevato il 50% di Smart.

Le cifre dell’operazione sono ancora ignote, anche se un’indicazione economica ci sarebbe già. Infatti, secondo indiscrezioni di stampa, a fine 2019 Lawrence Stroll, il magnate canadese miliardario padre del pilota di F1 Lance Stroll, per aggiudicarsi – senza successo – una quota del 19,9% di Aston Martin aveva messo sul piatto circa 200 milioni di euro, ossia 230 milioni di euro.