L’unicorno francese Qonto investirà 100 milioni di euro in due anni in Italia

Mariano Spalletti, country manager di Qonto in Italia
Mariano Spalletti, country manager di Qonto in Italia
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È stato il più grande round di investimento europeo nel settore del business finance management. 486 milioni di euro che hanno reso la fintech francese Qonto un unicorno, con una valutazione di 4,4 miliardi, e le hanno permesso di varare un programma di investimenti in Italia da 100 milioni nei prossimi due anni. “Con queste risorse recluteremo i migliori talenti e ci concentreremo sullo sviluppo di prodotti e servizi”, assicura Mariano Spalletti, country manager di Qonto in Italia. “Il round è un punto di svolta che ci permetterà di consolidare la nostra leadership sul mercato italiano”.

Dal 2017, anno della fondazione, Qonto punta a costruire la prima soluzione finanziaria all-in-one per pmi e professionisti. Ha oggi più di 220mila clienti business in quattro mercati – Francia, Italia, Germania e Spagna -, ha superato i 500 dipendenti e ha quadruplicato i ricavi registrati al di fuori della Francia negli ultimi due anni. Su scala europea, le soglie da raggiungere entro il 2025 sono quelle del milione di clienti e dei duemila dipendenti. Il 75% dei nuovi clienti e il 50% delle nuove assunzioni dovrebbero arrivare fuori dalla Francia. All’allargamento del team contribuirà anche la creazione di un nuovo hub per l’assistenza clienti, a Barcellona.

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Il nostro Paese rappresenta il più grande mercato dopo la Francia. “Abbiamo sempre pensato di trovare in Italia uno scenario favorevole, ricco di pmi in piena fase di digitalizzazione”, dice Spalletti. Secondo un’indagine condotta da Qonto nel dicembre 2021 su un campione di 2.600 imprese e professionisti, l’80% investirà infatti in digitalizzazione nel 2022. Sette su dieci lo faranno grazie alle risorse del Pnrr. “A fronte di una grande richiesta di strumenti finanziari digitali da parte di aziende e professionisti”, aggiunge Spalletti, “restano poche le banche focalizzate al 100% sui clienti business, che hanno esigenze diverse rispetto ai privati. Le imprese hanno bisogno di semplificare processi aziendali interni, come la gestione delle spese dei team, ma anche esterni, come la gestione dei flussi informativi con il commercialista. Quando questi passaggi diventano più agili, si può dedicare più tempo a ciò che conta davvero e crea valore”.

Lo scorso anno Qonto ha aperto uffici locali a Milano, Berlino e Barcellona, per potersi adattare a ciascun mercato e consolidare la sua presenza negli ecosistemi locali. “Il nostro approccio resterà glocal”, afferma Spalletti. “Alle funzionalità cross market, cioè comuni a tutti i mercati, continueremo ad aggiungere integrazioni e funzionalità ad hoc, pensate per il singolo Paese”. In Italia, in particolare, l’azienda ha sviluppato finora più di 30 funzionalità e siglato 17 partnership locali. È diventata così la prima fintech a potere sostituire il tradizionale conto bancario per pmi e professionisti. Nell’ultimo anno, poi, i clienti sono cresciuti del 145%. “Ora”, spiega Spalletti, “puntiamo a raggiungere aziende sempre più grandi. Per farlo, allargheremo il team dedicato al mercato italiano: da 40 a 100 persone entro il 2023”.

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