Quando i soldi non contano: l’Italia fuori dal Mondiale contro una squadra che vale 800 milioni in meno

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(Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)
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Almeno 12 anni senza Mondiali. Ieri sarebbe sembrato un pesce d’aprile anticipato di una settimana, invece è la trista realtà. L’Italia, campione d’Europa, non sarà presente per la seconda volta consecutiva alla più grande competizione di calcio. Una disfatta sportiva che si è consumata al termine di un viaggio di andata e ritorno dal Paradiso della vittoria di Wembley, all’Inferno del Renzo Barbera di Palermo, dove gli azzurri sono sprofondati al 92esimo sotto i colpi di una Macedonia del Nord mai così vicina alla prima qualificazione ai Mondiali. Una squadra che deve ringraziare Aleksandar Trajkovski, ex giocatore del Palermo, che nello stadio che l’ha ospitato per diverse stagioni ha trovato uno dei gol più importanti della sua carriera.

Italia-Macedonia: fa più male dell’eliminazione contro la Svezia

Se l’eliminazione nel 2017 contro la Svezia aveva già fatto gridare alla più grande debacle sportiva della Nazionale, quella di ieri contro la Macedonia del Nord è, forse, ancora più traumatica e incomprensibile. Per tre motivi. Arriva dopo un’estate memorabile, dove l’Italia è tornata sul tetto d’Europa dopo 53 anni, dopo due rigori consecutivi falliti contro la Svizzera, costati il primo posto nel girone, e dopo una sconfitta contro una nazionale la cui rosa ha un valore economico 13 volte inferiore rispetto a quello dell’Italia: 64 milioni di euro contro 856 milioni di euro. La 57esima al mondo contro la quarta, secondo i dati di Transfermarkt.

Per infierire si può aggiungere che sia Nicolò Barella che Gianluigi Donnarumma hanno un valore superiore a quello dell’intera rosa della Macedonia del Nord: 70 e 65 milioni di euro. Ci vanno molto vicini anche Alessandro Bastoni e Marco Verratti, i due migliori in campo di ieri sera: 60 e 55 milioni di euro. Peraltro la squadra del ct Blagoja Milevski ieri sera era priva del suo miglior giocatore, il ‘napoletano’ Eljif Elmas, che da solo vale un terzo di tutti i suoi compagni: 24 milioni di euro. 

La differenza di stipendi

Anche se al termine del match si è gridato al fallimento del sistema del calcio italiano, peraltro confermato dalle prestazioni in Europa dei club della Serie A, tuttavia quella di ieri resta un’eliminazione inspiegabile. E lo dimostrano, oltre che il prestigio internazionale dei giocatori scesi in campo al Barbera, anche gli stipendi.

Escluso Elmas, che guadagna circa 1,5 milioni di euro netti, il giocatore più pagato della Macedonia del Nord, Enis Bardhi (1,23 milioni di euro netti dal Levante) guadagna un decimo dello stipendio percepito da Gianluigi Donnarumma al Paris Saint Germain: 12,1 milioni di euro netti. Una differenza eclatante che, però, non si è vista. E anzi è stata annientata, così come l’umore dell’Italia intera. Per la seconda volta consecutiva.

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