Continua senza sosta lo scontro economico e sanzionatorio tra la Russia e l’Ue, ormai protagoniste di una lunga partita a scacchi iniziata lo scorso il 24 febbraio con l’invasione in Ucraina. E a distanza di quasi 5 mesi da quel giorno sono diversi gli asset economici e sociali che stanno subendo delle ovvie variazioni. Uno su tutti: l’euro. La nostra moneta unica, oggi, ha toccato il punto più basso della sua storia nei confronti del cambio del dollaro americano. Alle 7.35 ore italiane, infatti, l’euro cedeva lo 0,70% nei confronti del dollaro e si trovava sotto il livello di 0,99, precisamente 0,9884, il più basso mai fatto registrare dal dicembre del 2002.
LEGGI ANCHE: “Tutte le sanzioni Ue alla Russia: dal 12 marzo parte anche l’esclusione dallo Swift”
Il crollo dell’euro: i motivi
Il crollo odierno delle quotazioni dell’euro non è altro che una ‘naturale’ risposta alla decisione di Mosca di non far riprendere le forniture di gas attraverso il Nord Stream, dopo che la scorsa settimana Gazprom aveva annunciato che aveva ‘completamente fermato il trasporto di gas’ a causa di ‘alcune perdite di olio nel corso dei lavori di manutenzione in corso alla stazione di compressione di Portovaya’.
Decisione che, infatti, ha fatto schizzare questa mattina le quotazioni del gas, volate in avvio a 275 euro al megawattora (+28% rispetto alla chiusura di venerdì), e mandato al ribasso quelle dell’euro appunto e dei principali listini del vecchio continente. Con il nostro Ftse Mib che, al momento della scrittura, sta cedendo il 2,5%.