Tutte le sanzioni Ue alla Russia: dal 12 marzo parte anche l’esclusione dallo Swift

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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea (foto Leon Neal/Getty Images)
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Continua senza sosta la guerra in Ucraina, nonostante l’annuncio della ripresa dei negoziati tra le due delegazioni. E nonostante le stringenti sanzioni economiche imposte, negli ultimi giorni, alla Russia dall’Ue e dai paesi della Nato.

Con l’obiettivo di isolare e ‘strangolare’ – come dichiarato a più riprese dai leader europei –  l’economia del Cremlino, le sanzioni comminate dall’Ue comprendono diversi settori: dall’ambito economico e tecnologico, fino ad arrivare ai trasporti, ai media, alla fornitura di armi al governo ucraino e all’attacco dei patrimoni e dei beni di tutti gli oligarchi russi che stanno appoggiando l’attacco militare di Putin. Tra cui figura anche la Bielorussia, soprattutto nella persona di Aljaksandr Lukashenko, presidente del paese.

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Le sanzioni economiche alla Russia

Partendo dal presupposto che il primo grande pacchetto di sanzioni imposte alla Russia è stato approvato e comunicato da Josep Borrell, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione, lo scorso 25 febbraio, via via l’Ue ha aggiunto nei giorni scorsi nuove misure restrittive. Andiamo a vederle nel dettaglio.

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Sanzioni individuali

Oltre a congelare i beni del presidente russo, Vladimir Putin, e del suo ministro degli Affari esteri, Sergej Viktorovič Lavrov, l’Ue ha imposto misure restrittive nei confronti dei membri del Consiglio di sicurezza nazionale della Federazione russa che hanno sostenuto l’immediato riconoscimento, da parte della Russia, delle zone non controllate dal governo delle regioni ucraine di Donetsk e Luhans quali entità indipendenti. Estendendole anche agli altri membri della Duma di Stato russa, che hanno ratificato la decisione del governo relativa al “Trattato di amicizia, di cooperazione e di mutua assistenza” tra la Federazione russa e le due entità, e a coloro che hanno facilitato l’aggressione militare russa dalla Bielorussia.

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Sanzioni economiche

L’Ue ha deciso di limitare l’accesso della Russia ai più importanti mercati dei capitali. Vietando la quotazione e la prestazione di servizi concernenti le azioni di entità statali russe nelle sedi di negoziazione dell’UE, e introducendo anche nuove misure che limitano in misura significativa i flussi finanziari dalla Russia nell’Ue. Come il divieto all’accettazione di depositi, superiori a determinati importi, di cittadini o residenti russi, alla tenuta di conti di clienti russi da parte dei depositari centrali di titoli dell’Ue e alla vendita di titoli denominati in euro a clienti russi.

“Queste sanzioni prendono di mira il 70% del mercato bancario russo e le principali imprese statali, anche nel settore della difesa, e aumenteranno i costi di finanziamento della Russia, faranno salire l’inflazione ed eroderanno gradualmente la base industriale del paese. Vengono inoltre adottate misure per evitare che le ricchezze dell’élite russa siano occultate in paradisi sicuri in Europa”, ha aggiunto la nota della Commissione.

L’esclusione dal sistema banche

Infine, oltre ad aver imposto il divieto di eseguire operazioni con la Banca centrale russa o qualsiasi persona giuridica, entità od organismo che agisce per conto o sotto la direzione della Banca centrale russa, gli stati membri hanno imposto il divieto di investire in progetti cofinanziati dal Fondo russo per gli investimenti diretti, e il divieto di fornitura di banconote in euro.

Senza dimenticare, a partire dal 12 marzo, la decisione di escludere le principali banche russe dal sistema Swift. Si tratta di istituti che sono già soggetti a sanzioni da parte dell’Ue e di altri paesi del G7. “Questo è il più grande pacchetto di sanzioni nella storia della nostra Unione. La decisione odierna di disconnettere le principali banche russe dalla rete SWIFT invierà un altro segnale molto chiaro a Putin e al Cremlino”, ha dichiarato la Von der Leyen.

Energia

Oltre ad aver vietato la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione in Russia di beni e tecnologie specifici relativi alla raffinazione del petrolio e aver introdotto delle restrizioni alla prestazione dei servizi connessi, l’Ue ha anche imposto il divieto di esportazione. Con lo scopo di colpire il settore petrolifero russo e impedire alla Russia di ammodernare le sue raffinerie di petrolio (nel 2019 la Russia ha ricavato entrate da esportazione per 24 miliardi di euro).

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Trasporti

È stato imposto il divieto di esportazione di beni e tecnologie nei settori aeronautico e spaziale, nonché un divieto di prestazione di servizi di assicurazione, riassicurazione e manutenzione in relazione a tali beni e tecnologie. E, inoltre, il divieto di prestazione della relativa assistenza tecnica e finanziaria. “Il divieto di vendita di aeromobili, pezzi di ricambio ed equipaggiamenti alle compagnie aeree russe farà deteriorare uno dei settori fondamentali dell’economia russa e la connettività del paese, dato che l’attuale flotta aerea commerciale russa è stata costruita per tre quarti nell’Ue, negli USA e in Canada”, ha evidenziato la Commissione.

Successivamente, gli stati membri hanno deciso di negare il permesso di atterraggio, decollo o sorvolo relativi al loro territorio a qualsiasi aeromobile operato da vettori russi, anche in funzione di vettore commerciale, o a qualsiasi aeromobile immatricolato in Russia ovvero a qualsiasi aeromobile non immatricolato in Russia ma posseduto, noleggiato o altrimenti controllato da persona fisica o giuridica russa.

Tecnologia

L’Ue ha imposto ulteriori restrizioni sulle esportazioni di beni e tecnologie a duplice uso, come pure restrizioni sulle esportazioni di determinati beni e tecnologie in grado di contribuire al rafforzamento tecnologico del settore della difesa e della sicurezza della Russia. Comprendendo anche i semiconduttori o le tecnologie d’avanguardia.

Visti

I diplomatici, gli altri funzionari russi e gli imprenditori non possono più beneficiare delle disposizioni sulla facilitazione del rilascio dei visti, che consentono un accesso privilegiato all’Ue.

Media

In seguito all’annuncio di domenica scorsa della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di sospendere la distribuzione degli organi di disinformazione di proprietà statale Russia Today e Sputnik in tutta l’Ue.

Aiuto umanitario

La Commissione ha annunciato ulteriori 90 milioni di euro per programmi di aiuti di emergenza a favore dei civili colpiti dalla guerra in Ucraina, nell’ambito di un appello urgente di aiuti delle Nazioni Unite. Il finanziamento aiuterà le persone in Ucraina e in Moldova e fornirà cibo, acqua, salute, riparo e aiuterà a coprire i loro bisogni primari.

Aiuto militare

L’Ue ha dato il via libera a misure di assistenza a titolo dello strumento europeo per la pace (EPF) che contribuiranno a rafforzare le capacità e la resilienza delle forze armate ucraine al fine di difendere l’integrità territoriale e la sovranità del paese nonché di proteggere la popolazione civile dall’aggressione militare in corso. Le misure di assistenza, per un valore totale di 500milioni di euro, finanzieranno l’invio di attrezzature e forniture alle forze armate ucraine, comprese, per la prima volta, attrezzature letali.

 

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