Il Bitcoin come il petrolio e la carne bovina: tra il 2016 e il 2021 ha provocato danni climatici per 12 miliardi di dollari

bitcoin torna in quota
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Questo articolo è apparso su Forbes.com

Secondo uno studio della testata britannica Scientific Reports, quella della produzione di Bitcoin sarebbe una delle industrie più inquinanti del pianeta.

Fatti principali

  • Stando alle stime dei ricercatori, basate sui costi economici delle emissioni di anidride carbonica, i danni climatici di ogni Bitcoin generato nel 2021 hanno superato gli 11.300 dollari. Le criptovalute vengono create utilizzando un processo informatico ad alta intensità energetica.
  • Lo studio ha stimato che, tra il 2016 e il 2021, i danni climatici medi di ogni Bitcoin estratto sono stati pari al 35% del suo valore. La cifra sale vicino al 60% se si considera solo il periodo 2020/2021.
  • Questi numeri collocano il Bitcoin, spesso descritto come ‘oro digitale’, vicino a industrie poco rispettose dell’ambiente come quella della carne bovina, quella della produzione di benzina dal greggio e quella del gas naturale utilizzato per generare elettricità.
  • Per i ricercatori quindi il Bitcoin sarebbe più un ‘greggio digitale’. L’oro, infatti, ha costi ambientali pari solo al 4% del suo valore.
  • In totale, i danni climatici globali provocati dal bitcoin tra il 2016 e il 2021 sono stati calcolati in 12 miliardi di dollari. Nello stesso periodo le emissioni di carbonio sono aumentate di 126 volte.

L’impatto ambientale delle criptovalute

I costi ambientali delle criptovalute, delle quali il Bitcoin è di gran lunga la principale, sono diventanti un criterio fondamentale per valutare il futuro del settore. Secondo lo studio di Scientific Reports, nel 2021 l’estrazione di Bitcoin ha consumato più energia di Paesi come Austria e Portogallo.

La sostenibilità ormai è diventata un obiettivo fondamentale per le autorità di regolamentazione di tutto il mondo. Persino la Cina nel 2021 ha dato un giro di vite all’industria delle criptovalute, anche se solo in parte per motivi ambientali.

Esistono alternative meno inquinanti per creare e usare criptovalute. Ethereum, la tecnologia blockchain su cui si basa gran parte dell’ecosistema delle monete digitali, ha sviluppato il programma ‘Merge’, che consentirebbe un risparmio di oltre il 99% dei consumi nell’estrazione di criptovalute.

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