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Pfizer, GM, Audi e altre aziende hanno sospeso le campagne pubblicitarie su Twitter dopo l’acquisto di Musk

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Il piano di Elon Musk di risollevare la situazione finanziaria di Twitter, allentando le regole di moderazione dei contenuti, potrebbe incontrare i primi ostacoli. Diverse aziende hanno deciso infatti di sospendere gli annunci pubblicitari fino a quando non avranno una visione più completa di come sarà la piattaforma sotto la sua guida.

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Aspetti principali

  • Come riportato dal Wall Street Journal società come General Mills, Pfizer, Audi, Volkswagen e Mondelez International Inc. hanno deciso di interrompere la pubblicità su Twitter dopo che Musk ha assunto il controllo dell’azienda. La mossa è dovuta alle preoccupazioni sul modo in cui verrano moderati i contenuti.
  • La scorsa settimana, le case automobilistiche Ford e General Motors hanno dichiarato a Forbes che non acquisteranno spazi pubblicitari su Twitter fino a quando non avranno compreso meglio il futuro della piattaforma.
  • La società pubblicitaria Interpublic Group, che ha tra i clienti CVS e Nintendo, avrebbe consigliato loro di interrompere temporaneamente l’acquisto di annunci su Twitter.
  • Secondo il Wall Street Journal, anche Havas Media, un’altra società di pubblicità, avrebbe detto ai suoi clienti di cessare la loro pubblicità sulla piattaforma.
  • Twitter non ha risposto a una richiesta di commento da parte di Forbes.

A margine

Musk ha dichiarato agli investitori di voler triplicare il numero di utenti giornalieri che vedono gli annunci pubblicitari su Twitter, come riportato dal Washington Post.

Cosa guardare

Intanti Musk starebbe pianificando di licenziare il 50% del personale di Twitter, composto da circa 7.500 persone, a partire da venerdì, suscitando il timore che i tagli possano avere un impatto sulla moderazione dei contenuti e sulla sicurezza del sito. L’imprenditore ha già licenziato diversi dirigenti, tra cui alcuni che lavoravano con gli inserzionisti.

Le altre voci

Nel tentativo di attenuare le preoccupazioni sulla direzione della piattaforma, Musk ha twittato la scorsa settimana una lettera aperta agli inserzionisti in cui prometteva che, sotto la sua guida, Twitter non sarebbe diventato un “paesaggio infernale libero per tutti, dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze”. L’imprenditore ha affermato inoltre che ogni utente sarà in grado di “scegliere l’esperienza desiderata in base alle proprie preferenze”.

Sullo sfondo

Musk ha dichiarato di voler acquistare Twitter per il bene dell’umanità, poiché ritiene che sia una “piazza digitale, dove un’ampia gamma di convinzioni può essere discussa in modo sano”. Ha suggerito che, prima di acquistare l’azienda, avrebbe ridotto la sensibilità della moderazione, oltre ad aprire a un ritorno sulla piattaforma di figure polarizzanti, compreso l’ex presidente Donald Trump.

Subito dopo l’insediamento di Musk, la scorsa settimana, si è registrato un picco di discorsi d’odio, con alcuni utenti che sembravano intenzionati a mettere alla prova i limiti del nuovo proprietario. Il Network Contagion Research Institiute ha rilevato un aumento della parola “n” di oltre il 500% nell’arco di 12 ore e il moltiplicarsi delle segnalazioni di linguaggio antisemita, misogino e anti-Lgbtq+.

Gli account bannati, compreso quello di Trump, rimarranno nel limbo almeno per le prossime settimane, ha dichiarato Musk ai leader dei diritti civili mercoledì. Il miliardario ha aggiuinto che Twitter creerà un “consiglio di moderazione dei contenuti” che determinerà un “processo chiaro” per consentire a questi utenti di tornare sulla piattaforma. Il consiglio “includerà la comunità dei diritti civili e i gruppi che si trovano ad affrontare violenze alimentate dall’odio”, ha aggiunto.

Fatti sorprendenti

Musk ha indicato un servizio di abbonamento a Twitter Blue come un modo per aumentare le entrate, ma la sua proposta di far pagare 8 dollari al mese agli utenti per acquisire o mantenere un segno di verifica è stata criticata. Secondo un’analisi di Forbes, circa 10,4 milioni di utenti dovrebbero acquistare il servizio in abbonamento per coprire i debiti dell’azienda, circa 25 volte di più dei 400mila account verificati gratuitamente.

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