Dalla Sardegna al Sol Levante: come questo tour operator è diventato punto di riferimento nei viaggi in Giappone

Stefano Serra, founder di Blueberry Travel
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Carriera o vita privata? Spesso si sente dire che una pregiudica l’altra e che quindi si è costretti a scegliere a cosa rinunciare. Ma questa è una visione di una società d’altri tempi. Ora, grazie alla tecnologia e a un concetto di sostenibilità che racchiude anche la qualità della vita, il paradigma è cambiato. Uno degli esempi di questo cambiamento è Stefano Serra, imprenditore sardo, founder di Blueberry Travel.

Dopo aver lavorato per anni in due diversi tour operator di Roma, nel 2008 Serra ha deciso di tornare a casa, nella sua Sardegna, e di mettere a frutto l’esperienza maturata nel mondo del travel per aprire, insieme al fratello Gian Paolo e alla moglie Roberta, la sua personale attività online: Blueberry Travel. La situazione del lavoro in Sardegna è però ben diversa da quella di una grande città come Roma. “La necessità era quella di avviare una mia impresa e, data l’esperienza nel mondo del turismo, fondare Blueberry Travel è stata la scelta più naturale”.

Dal Giappone all’Antartico

Blueberry Travel è un tour operator con sede a Sassari ma di respiro nazionale. Organizza viaggi in più di 30 Paesi con diversi tipi di pacchetti pensati per tutte le tipologie di clienti. Quello con cui si è imposto sul mercato è GiappoTour, una linea di viaggi per piccoli gruppi in Giappone: un format che nel 2022 ha festeggiato dieci anni, nato e sviluppato in collaborazione con importanti blogger e community del web a tema nipponico. Grazie a questa offerta, Blueberry Travel è diventato uno dei tour operator di riferimento per tutti coloro che desiderano visitare il Paese del Sol Levante. La chiusura delle frontiere imposta dalla pandemia ha messo a dura prova GiappoTour, ma subito dopo l’allentamento delle restrizioni Blueberry Travel è stato il primo tour operator italiano a riportare i clienti in Giappone. Nel corso degli anni, l’attività fondata da Serra si è affermata grazie ai viaggi dedicati alla ricerca dell’aurora boreale in Nord Europa, grazie alle quali ha conquistato la fetta di mercato degli amanti dei mondi ghiacciati.

Serra durante un viaggio organizzato nei bellissimi fiordi norvegesi

Dimmi chi sei, ti dirò come viaggi

Queste esperienze hanno permesso a Blueberry Travel di conoscere le esigenze di ogni viaggiatore e di mettere a punto quattro linee distinte di prodotto. “La prima è è il B-Tour, che rappresenta la nostra idea di turismo: dalle 8 alle 20 persone ed esperienza curata in ogni minimo dettaglio”, spiega Serra. Seguono poi i viaggi su misura. “L’esperienza viene creata a partire dai desideri dei clienti: ascoltiamo le loro richieste, delineiamo l’itinerario e vediamo quali servizi siamo in grado di offrire”. La linea Classy invece prevede vacanze di gruppo in collaborazione con partner locali. Infine, l’ultimo prodotto creato da Blueberry Travel è Be-Wild, pensato per i viaggiatori più giovani con un target di massimo 45 anni e gruppi di otto persone.

A prescindere dalla varietà di pacchetti offerti, al centro dei viaggi organizzati da Blueberry Travel c’è sempre l’esperienza. “La nostra idea di turismo è organizzare begli itinerari, che siano in grado di dare emozioni a chi li vive. È difficile inventare qualcosa di nuovo nel turismo, è come si combinano gli elementi che formano il prodotto che fa la differenza. Come nella musica: le note sono sempre quelle, ma è la loro successione che crea melodie ogni volta differenti”. La nota principale di Blueberry Travel è sempre il cliente, che non rappresenta solo un numero, ma una persona che va ascoltata e soddisfatta in ogni sua esigenza.

Innovazione e sostenibilità

Questo è possibile anche grazie all’applicazione per smartphone, che permette ai viaggiatori di personalizzare il percorso a proprio piacimento. “Per chi sceglie i pacchetti su misura – spiega Serra – forniamo un itinerario giornaliero creato appositamente per lui. Il cliente deve solo connettersi alle mappe di Google, dove noi abbiamo segnato i punti di interesse. In questo modo lo rendiamo indipendente fornendogli però delle indicazioni su luoghi caratteristici, musei e ristoranti”. Questo servizio è inoltre un esempio dell’attenzione del tour operator nei confronti delle tematiche ambientali. “Grazie all’app non abbiamo più bisogno di inviare documenti cartacei ai clienti. Inoltre durante i nostri viaggi cerchiamo di utilizzare solo i mezzi di trasporto pubblici. Sono consapevole che il nostro impegno per combattere il cambiamento climatico rimane una goccia nel mare, ma essere sostenibili significa anche salvaguardare il futuro della nostra attività, dato che l’inquinamento contribuisce a peggiorare le condizioni di vita in zone dove noi andiamo a operare”.

Pandemia e ripartenza

Come tutto il mondo del turismo, anche Blueberry Travel è stata colpita pesantemente dalla pandemia. “Abbiamo chiuso il 2021 con un fatturato di circa un milione e mezzo”, racconta il fondatore. “Ma quest’anno siamo già riusciti a quadruplicare e per il 2023 stimiamo un risultato di poco inferiore ai 10 milioni di euro”. Nonostante tanti problemi non siano ancora stati risolti, Serra è fiducioso per il futuro di Blueberry Travel. “Stiamo continuando a investire – spiega – soprattutto sul digitale. Lanceremo presto una nuova versione del sito internet e stiamo lavorando per creare dei sistemi informatici utili a migliorare la nostra efficienza. Crediamo inoltre moltissimo nella gratificazione del nostro staff e nella serenità che ogni posto di lavoro deve avere: per questa ragione a breve ci trasferiremo in una nuova sede molto più grande di quella attuale dove metteremo a disposizione dei dipendenti una cucina, una palestra, un beer garden, dei nap pod ed uno spazio dedicato ai bambini, di modo tale che il lavoro non sia visto dai nostri collaboratori come un ostacolo per una vita familiare serena”.

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