Crypto, fintech e grandi fondi: chi sono gli under 30 che stanno cambiando Wall Street

Tarek Mansour Under 30
Tarek Mansour, cofondatore di Kalshi (foto Guerin Blask per Forbes)
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Questo articolo di Jeff Kauflin è apparso su Forbes.com

Nel 2016, mentre lavorava come analista da Goldman Sachs, Tarek Mansour osservava i clienti cercare nervosamente di proteggere i loro investimenti nel caso in cui il referendum sulla Brexit fosse passato. Non avevano modo di farlo direttamente. Quell’osservazione divenne il seme dell’idea alla base di una nuova startup: Kalshi, una piattaforma che permette agli investitori di fare scommesse inconsuete su eventi futuri. Mansour l’ha fondata a New York nel 2018 assieme a una sua compagna del Mit, Luana Lopes Lara.

La parte più difficile era ottenere l’approvazione dei regolatori. “Entrambi chiamammo 65 avvocati in un giorno”, ricorda Mansour. “Tutti ci dissero che diverse persone provavano a fare qualcosa di simile sin dagli anni ’80 e che non si poteva fare”. Mansour e Lopes Lara, però, insistettero. Finché, nel novembre 2020, Kalshi divenne la prima piattaforma per scommettere su eventi vari a essere regolamentata a livello federale. Oggi la si può usare per scommettere su quanti americani riceveranno alla fine un vaccino contro il Covid o se quest’anno sarà il più caldo della storia. I miliardari Charles Schwab and Henry Kravis hanno investito nella startup assieme al fondo di investimenti Sequoia. Kalshi ha raccolto 36 milioni di dollari di finanziamento e dalla sua nascita, datata luglio 2021, ha processato operazioni per 10 milioni di dollari.

Gli under 30 della finanza 2022

Mansour e Lopes Lara sono due dei 30 ragazzi scelti da Forbes per la sua lista degli under 30 2022 nel settore finanza, che comprende, oltre ai tradizionali servizi finanziari, anche il fintech e le criptovalute. I 30 giovani sono stati selezionati tra quasi 1.000 candidati e sono stati valutati da un gruppo di giudici che comprende Paul Gu, cofondatore e head of product della piattaforma di prestito Upstart, Joey Krug, co-chief investment officer del fondo di investimento in criptovalute Pantera, Jackie Reses, ex capo di Square Capital e angel investor del settore fintech, e Lauren Taylor Wolf, cofondatrice e managing partner di Impactive Capital, un hedge fund attivo in cause sociali.

Dopo che il bitcoin ha raggiunto un prezzo record di oltre 68mila dollari nel 2021, gli imprenditori del mondo crypto sono presenti in massa nella nostra lista. Undici delle aziende citate operano in questo campo: un record. Uno dei ragazzi è Antonio Juliano, fondatore e amministratore delegato di Dydx, una piattaforma che permette a investitori professionisti che vivono fuori dagli Stati Uniti di comprare e vendere derivati sulle criptovalute. Per un paio di giorni, a settembre, Dydx ha superato Coinbase per volume di scambi. Juliano prevede che la startup, che ha 19 dipendenti, chiuderà l’anno con entrate per 125 milioni di dollari e un utile netto di 81 milioni. Un altro nome è quello di Elena Nadolinski, la fondatrice e ad di Iron Fish, un’azienda di criptovalute che si concentra sulla privacy. Iron Fish sfrutta un nuovo e avanzato strumento crittografico, chiamato zero-knowledge proofs (dimostrazione a conoscenza zero) per rendere private le transazioni in criptovalute.

L’anno degli Nft

Il 2022 è stato anche l’anno in cui i nonfungible token (Nft) hanno preso il volo. Alex Atallah, cofondatore e chief technology officer di OpenSea, il più grande mercato di Nft, ha portati i ricavi della sua azienda da meno di un milione di dollari nel 2021 a oltre 300 milioni quest’anno. Ora sembra avviato a diventare uno dei nuovi miliardari delle criptovalute.

Molti ragazzi sulla lista vengono invece dal mondo del fintech. Scott Kazmierowicz e Michael Spelfogel hanno lanciato nel 2019 Cardless, che permette alle aziende di lanciare le loro carte di credito in co-branding. Hanno emesso carte per squadre sportive professionistiche come i Boston Celtics e i Cleveland Cavaliers della Nba e i Miami Marlins della Mlb. Cardless ha raccolto più di 50 milioni di dollari di finanziamenti e, secondo PitchBook, è valutata 315 milioni.

Akash Magoon è cofondatore della startup insurtech Nayya, che aiuta le persone, per esempio, a scegliere il piano di assicurazione sanitaria più conveniente e a trovare le farmacie con i prezzi più bassi. Ha 400 aziende clienti e si avvia verso i sette milioni di dollari di fatturato nel 2021. Ambika Acharya è invece cofondatrice di Weav, che aggrega i dati di vendita per le piccole imprese, li rende facilmente accessibili e permette così agli istituti di credito di vederli in pochi secondi per valutare il rischio del mutuatario. Brex, una startup di carte di credito aziendali, è stata la prima cliente di Weav e l’ha utilizzata per la sua funzione di pagamento istantaneo. Nell’agosto 2021 Brex ha comprato Weav per 50 milioni di dollari.

I nuovi volti della finanza tradizionale

I ragazzi che lavorano nell’ambito dei servizi finanziari tradizionali costituiscono un terzo della lista. Tra loro c’è Hannah Buchan, partner di Beehouse, una società di investimento da 300 milioni di dollari che si concentra sull’industria della cannabis legale e che ha investito decine di milioni di dollari in private equity, azioni e debt deal.

Alex Nesbitt è principal di Bc Partners. Ha contribuito a chiudere accordi come la fusione via Spac e la successiva Ipo tra Cyxtera Technologies, una delle più grandi compagnie statunitensi di data center, e Starboard Value Acquisition, una blank check company. Mentre Mason Liang è portfolio manager di Millennium Management, un hedge fund da 50 miliardi di dollari, in cui supervisiona uno dei più grandi team aziendali incaricati della strategia quantamentale, che combina analisi quantitative e dei fondamentali per valutare gli investimenti.

La lista di quest’anno è frutto di un lavoro di squadra svolto da Jeff Kauflin, Michael del Castillo e Maria Abreu.

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