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Investimenti

Ubs salva Credit Suisse con un piano da 3 miliardi di franchi svizzeri. Ma i titoli crollano in Borsa

Alla fine l’ancora di salvataggio è arrivata. Credit Suisse non sparirà, ma sarà acquisita per poco più di 3 miliardi di euro (3 miliardi di franchi svizzeri) dalla sua rivale e connazionale Ubs. Un’operazione che ha trovato il favore delle principali istituzioni di credito, dalla Banca nazionale svizzera, alla Bce, ma che nella giornata di oggi sta mandando al ribasso i due titoli. Quello di Credit Suisse è addirittura crollato al tappeto, dato che sta più che dimezzando il suo valore (-60%).

Fatti principali

  • Ieri, in una nota congiunta, Ubs e Credit Suisse hanno annunciato la loro immediata fusione, date le difficoltà economiche che stava attraversando la banca diretta dal ceo Ulrich Körner
  • Secondo l’accordo, tutti gli azionisti di Credit Suisse riceveranno 1 azione di Ubs per 22,48 azioni di Credit Suisse. Si tratta in totale di un’operazione pari a 3 miliardi di franchi svizzeri, che dovrebbe essere completata entro la fine del 2023.
  • L’operazione è stata resa possibile dal sostegno del governo federale svizzero, dall’autorità della vigilanza svizzera sui mercati finanziari (la Finma) e dalla Banca nazionale svizzera, come dichiarato dallo stesso istituto centrale in una nota ufficiale.
  • Nel dettaglio, la Banca nazionale svizzera fornirà ingente liquidità alle due banche. Potranno richiedere, infatti, un prestito totale di 200 miliardi di franchi svizzeri (100 miliardi per ognuna). La struttura del prestito si basa sul Public Liquidity Backstop (PLB)
  • Oggi, le azioni di Credit Suisse stanno più che dimezzando il loro valore. Il titolo della società sta infatti cedendo poco più del 60%. Quello di Ubs, invece, sta perdendo circa il 10%.

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Le citazioni

  • “Con l’acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs, è stata trovata una soluzione per garantire la sicurezza finanziaria stabilità e proteggere l’economia svizzera in questa situazione eccezionale”, ha dichiarato in una nota la Banca nazionale svizzera. “Fornendo un consistente aiuto in termini di liquidità, la Banca nazionale adempie al proprio mandato di contribuire alla stabilità del sistema finanziario e continua a lavorare a stretto contatto con il paese e la Finma”, ha aggiunto.
  • “Accolgo con favore l’azione rapida e le decisioni prese dalle autorità svizzere. Sono strumentali per ripristinare condizioni di mercato ordinate e garantire la stabilità finanziaria”, ha dichiarato la presidente della Bce Christine Lagarde. “Il settore bancario dell’area dell’euro è resiliente, con solide posizioni patrimoniali e di liquidità. In ogni caso, il nostro kit di strumenti politici è completamente attrezzato per fornire sostegno di liquidità al sistema finanziario dell’area dell’euro, se necessario, e per preservare l’agevole trasmissione della politica monetaria”, ha aggiunto.

Il crollo del titolo Credit Suisse

“Riteniamo che l’intervento svizzero sia di grande aiuto, anche se doloroso per i detentori di azioni Credit Suisse e obbligazioni AT1. Le autorità svizzere hanno seguito la situazione molto da vicino e hanno prontamente deciso che la banca non era più affidabile come entità indipendente”, rivela Francesco Castelli, responsabile fixed income di Banor Capital. Domenica, infatti, Credit Suisse è stata informata del fatto che la Finma ha stabilito che l’Additional Tier 1 Capital (derivante dall’emissione di Tier 1 Capital Notes) per un importo nominale complessivo di circa 16 miliardi di franchi svizzero sarebbe stato completamente azzerato.

“Ubs si assume un grande rischio per l’acquisizione degli asset tossici di CS e un rischio legale elevato. D’altra parte, hanno ottenuto ottime condizioni, acquisendo il loro più grande concorrente gratuitamente, con un regalo implicito di 13 miliardi (includendo i 16 miliardi di titoli AT1 ridotti a zero, cui vanno sottratti i 3 miliardi pagati agli azionisti di CS)”, aggiunge Castelli.

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