“Motore Italia transizione energetica”: il piano di sostegno e investimenti di Intesa Sanpaolo

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Da sinistra: Emanuele Orsini (Vice Presidente Confindustria) e Stefano Barrese (Responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo)
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Dedicare nuove risorse e strumenti ad una delle transizioni più sfidanti e trasversali: quella energetica. È questo l’obiettivo di “Motore Italia transizione energetica”, il nuovo ‘patto’ di Intesa Sanpaolo, con cui la banca riafferma il proprio sostegno al tessuto produttivo con una liquidità complessiva di 76 miliardi di euro per gli investimenti. Confermando, contestualmente, la missione dell’intero programma “Motore Italia”, lanciato nel 2021, con l’obiettivo di sostenere il rilancio dell’economia del Paese attraverso gli investimenti delle imprese.

“Garantire lo sviluppo del nostro sistema economico con la transizione energetica non è un costo, ma un’opportunità di business”, evidenzia Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo”, al quale fanno ecco le parole di Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della banca: “Le comunità energetiche sono una delle chiavi per la decarbonizzazione e per inseguire la sfida verso una transizione che ci porti entro il 2030 al 65% della produzione rinnovabile del fabbisogno energetico del nostro Paese”.

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Intesa Sanpaolo e la transizione energetica

Oltre al supporto del settore privato, il nuovo patto per la transizione energetica prevede un importante apporto di quello pubblico: grazie anche alla partecipazione diretta dell’Anci, dei comuni italiani, di Gse e di Sace. Ma entriamo nel dettaglio.

Se da una parte la sostenibilità ambientale è anche il tema portante dell’accordo triennale con Confindustria che mette a disposizione delle aziende una liquidità pari a 150 miliardi di euro e una ampia e strutturata collaborazione a supporto delle imprese, contestualmente le aziende che decidono di investire nelle energie rinnovabili potranno contare su una nuova linea di finanziamento (S-Loan CER), a cui è possibile abbinare la garanzia green di Sace.

Il meccanismo di funzionamento prevede un incentivo in termini di agevolazione sul tasso di interesse a fronte dell’investimento in energia rinnovabile, a cui viene riconosciuta una ulteriore premialità nel caso in cui l’impresa destini parte dell’energia prodotta e non autoconsumata alla Comunità Energetica Rinnovabile. Una soluzione che si affianca a quelle già previste da Intesa per le pmi e le midcap che intendono investire per ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti per una trasformazione sostenibile riconducibili alla linea di finanziamenti S-Loan, iniziativa unica nel panorama bancario italiano, avviata nel 2021 sempre in sinergia con Sace.

Importante anche il ruolo svolto dai comuni che si pongono come soggetti istituzionali per l’informazione e la diffusione delle CER. Proprio per questo Intesa Sanpaolo ha sottoscritto un accordo di collaborazione con Anci per promuovere sui territori la diffusione di modelli di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile e uno con Gse (Gestore dei Servizi Energetici S.p.A.) per favorire l’integrazione delle tematiche esg e dello sviluppo sostenibile nell’ambito finanziario e nel tessuto imprenditoriale nazionale. Senza dimenticare che per accompagnare e assistere le procedure di realizzazione delle cer, Intesa Sanpaolo ha messo a punti un network di assistenza tecnica.

“Insieme ai nostri partner rinnoviamo il nostro patto con il mondo delle imprese in un ambito decisivo, la transizione energetica. La collaborazione tra soggetti di natura privata e soggetti pubblici che ha già dato buoni risultati durante la pandemia deve rinsaldarsi per lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili, importante opportunità per Pmi e famiglie in virtù di concreti benefici economici, sociali e ambientali per interi territori”, ha evidenziato Stefano Barrese, responsabile divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo.

“Per questo intendiamo fornire alle nostre imprese, ai privati e agli operatori del Terzo Settore, in un’ottica più ampia possibile, gli strumenti più innovativi per far cogliere le opportunità derivanti dalla transizione energetica, rafforzando le iniziative già avviate nell’ambito del Pnrr, con la previsione di 410 miliardi di finanziamenti, di cui 76 dedicati alla transizione energetica, contribuendo così a generare una crescita sostenibile in linea con gli obiettivi del nostro Piano d’Impresa”, ha concluso.

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