Chi sono i due italiani presenti nella lista dei 100 comunicatori più influenti al mondo

Lorenza-Pigozzi- 100 comunicatori più influenti al mondo
Lorenza-Pigozzi
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Torna The Influence 100, il report di PRovoke Media che, ogni anno, individua i 100 comunicatori aziendali più influenti al mondo, anche in termini di reputazione, dato che, in molti casi, sono a diretto riporto di alcuni dei ceo più autorevoli del mondo (74 di loro infatti riportano direttamente ai ceo delle rispettive aziende). Una classifica che per il 2023 vede la presenza di ben due italiani. Stiamo parlando di Lorenza Pigozzi, strategic communication director ed executive vice president di Fincantieri Group, e di Claudio Monteverde, global director of corporate & internal communications di Gucci, che fa il suo ingresso in classifica per la prima volta in assoluto.

“L’industria delle comunicazioni ha dovuto affrontare e affronta ancora ora, sfide come la diffidenza, la disinformazione e la pandemia da Covid-19. Le aziende dovrebbero dare priorità alla trasparenza, all’accountability e alle soluzioni innovative per costruire fiducia, contrastare le informazioni false e adattare le strategie di comunicazione in contesti che mutano continuamente”, dichiara a Forbes.it Lorenza Pigozzi, selezionata per il quinto anno consecutivo da PRovoke Media. WD’altra parte, la trasformazione digitale, nuovi strumenti come l’IA, la comunicazione orientata a un preciso obiettivo, le collaborazioni e i contenuti creativi offrono opportunità per creare coinvolgimento e riconoscimento del marchio”, aggiunge.

Vincono le donne, gli Usa e il tech

In termini di genere, è interessante notare che, per il quarto anno consecutivo, la quota più alta è rappresentata dalle donne: 61 contro 39.  A livello geografico, invece, il 50% dei migliori direttori comunicazione lavora negli Usa, seguiti dall’Europa (22%), dall’Asia (13%), dal Medioriente e dall’Africa (10%) e dall’America Latina (3%). Guardando al settore, non sorprende che in era sempre più digitale e tecnologica sia quello della tecnologia/telecomunicazioni/elettronica ad avere la quota maggiore (19%), seguito da finanza e i servizi (14%), beni di largo consumo (14%), food e drink (10%) e healthcare (9%).

“Nonostante le sfide, l’industria delle comunicazioni può sfruttare nuove opportunità e affrontare l’anno a venire con resilienza, sfruttando l’innovazione, la tecnologia e le pratiche etiche. L’industria delle comunicazioni è da tempo riconosciuta per il suo ruolo cruciale nel plasmare l’opinione pubblica, costruire fiducia e coinvolgere i consumatori. Dalla gestione delle crisi alla creazione di contenuti, dai social media all’analisi dei dati, l’industria si evolve costantemente per soddisfare le tattiche e le strategie in continua evoluzione, richieste dai propri clienti”, evidenzia Lorenza Pigozzi.

Background ed esperienze professionali

Il 98% dei nomi in lista ha almeno una laurea, con il 27% che ne possiede anche una specialistica. Stabile la percentuale dei non laureati (il 2%; era il 3% nel 2022). Per quanto riguarda il percorso formativo, i corsi da cui provengono i 100 comunicatori più influenti al mondo sono per lo più: comunicazione, scienze politiche, letteratura inglese, giurisprudenza e marketing.

In media, i 100 comunicatori in classifica lavorano nella loro attuale azienda da 8,1 anni, con alcune personalità che hanno superato addirittura i 30 anni di servizio nella stessa società, come il recordman Masayoshi Shirayanagi, in Toyota da 39 anni, Conny Braams, in Unilever da 32 anni, Jan Runau, in Adidas da 31 anni, Joseph Evangelisti, in JP Morgan Chase da 33 anni e Bea Perez, in Coca-Cola da 29 anni.

 3,7 miliardi di euro

A livello di budget gestiti, i 100 comunicatori più influenti al mondo hanno speso per le attività di pubbliche relazioni 3,7 miliardi di dollari, in contrazione rispetto ai 4,8 miliardi di dollari del 2022. Parlando di budget di altissimo livello, il 17% ha avuto a disposizione risorse che superano i 100 milioni di dollari, mentre il 10% una cifra compresa tra i 75 e i 100 milioni di dollari.

La reputazione è al centro della spesa: per il 68% sarà la priorità per il 2024. Nonostante rappresenti ancora uno dei temi più rilevanti per tutti i settori, la corporate and social responsibility/ESG perde tante posizioni e, se nel 2022 rappresentava un focus fondamentale per il 59% dei professionisti, ora è prioritario per il 32%.

Sale vertiginosamente, invece, l’interesse per il posizionamento e la thought leadership passata dal 28% al 59%, con un balzo fino al secondo posto della classifica. Al terzo posto, l’engagement dei dipendenti e la gestione del cambiamento (53%), seguiti dallo sviluppo di contenuti anche per il marketing (50%). Quanto sono grandi i team? Oltre un terzo dei professionisti (41%) gestisce team da oltre 100 persone. Infine,

Qui la lista completa dei top 100 comunicatori più influenti del 2023.

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