L’India sbarca sulla Luna: il traguardo storico della missione Chandrayaan-3

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Il primo ministro Modi osserva il successo di Chandrayaan
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La missione Chandrayaan-3 ha portato tutta l’India sulla Luna. L’evento era attesissimo, sia perché l’India crede molto nel significato politico dello spazio, sia perché lo schianto della missione russa, Luna-25, ha offerto al Primo Ministro indiano, Narendra Modi, un modo per celebrare la solidità, sempre non si preferisca dire superiorità, del programma spaziale indiano.

Due sonde, una russa e una indiana, che prevedevano di allunare a due giorni di distanza facevano molto pensare a una gara, ma i russi che avevano seguito una traiettoria diretta e prevedevano di allunare per primi, hanno sbagliato. A volte la fretta gioca brutti scherzi, la Luna non ammette errori. 

I precedenti tentativi

La trepidazione in India era palpabile, visto che quattro anni fa, con la “gemella” Chandrayaan 2, tutto era andato bene fino al malfunzionamento fatale del software di allunaggio. Opportuno ricordare che sulla Luna occorre atterrare frenando con i motori e le tempistiche della manovra sono critiche. Spegnendo i motori troppo presto, come è successo alla missione giapponese Hakuto R lo scorso aprile, a quella israeliana Baresheet 1 e proprio a Chandrayaan 2 nel 2019, si tocca il suolo con una velocità eccessiva. Per contro, tenere accesi i propulsori troppo a lungo durante le manovre preliminari per la modifica dell’orbita in preparazione della discesa, come è successo a Luna 25, immette la sonda in una traiettoria sbagliata. In entrambi i casi l’esito è disastrosamente identico. Per questo, quella che doveva essere un’occasione di tripudio sulla scena internazionale per la Russia è diventata un fiasco imbarazzante per l’agenzia nazionale della Federazione, la Roscosmos, ma soprattutto per Putin. 

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L’India è la quarta potenza spaziale ad arrivare sulla Luna

Tutta l’India ha partecipato all’allunaggio della missione Chandrayaan 3 e l’orgoglio nazionale è alle stelle, anzi sulla Luna, perché l’India è diventata la quarta potenza spaziale ad allunare. Prima di lei ci erano riuscite l’Unione Sovietica, gli Stati Uniti e la Cina. Tra questi, solo la Cina era riuscita al primo colpo, ma ha certamente fatto tesoro di tutto quello che era stato imparato durante la frenetica corsa alla Luna degli anni Sessanta e Settanta. Essere riusciti ad allunare in passato, però, non è garanzia di successo. Lo hanno scoperto i russi, che avevano chiamato la loro sonda Luna-25 per rispolverare i ricordi dei successi sovietici.

La storia, a onor del vero, non manca di ricordare che anche i fallimenti sono stati numerosissimi: in tutto, le missioni lunari sovietiche hanno avuto un tasso di successo del 30%. In altre parole, ne andava bene una ogni tre, con punte dei cinque fallimenti di fila che hanno preceduto Luna-16, la prima missione automatica che ha riportato a terra campioni lunari. 

Per l’India era il secondo tentativo e la perseveranza ha pagato: l’allunaggio, trasmesso in diretta dalla sala di controllo, è stato perfetto. Il premier Modi ha assistito dal Sud Africa, dove sta partecipando al meeting dei paesi BRICS. Aveva chiaramente l’aria soddisfatta mentre seguiva gli ultimi metri della discesa, quando era chiaro che tutto stesse procedendo al meglio.

Modi ha espresso tutta la sua soddisfazione e ha detto che non è un successo solo indiano, ma di tutta l’umanità. Adesso il lander Vikram, che ha le dimensioni di un SUV, rilascerà il piccolo Pragyan, un lander di 26 chilogrammi, che esplorerà i dintorni per due settimane, durante il periodo illuminato del giorno lunare. Quindi la missione finirà congelando nel buio della notte. Non sono esattamente nel Polo sud lunare, ma nemmeno così lontani. Di certo i veicoli indiani sono i primi ad avvicinarsi all’eldorado lunare, dove la presenza di ghiaccio apre scenari interessanti per le future colonie umane e per il business extra- planetario. Anche questo va messo nel conto dell’orgoglio spaziale indiano.

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