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Innovation

OpenAI potrebbe presto diventare una delle startup di maggior valore al mondo insieme a SpaceX

Sam Altman e la sua OpenAI, secondo fonti di Bloomberg, sono pronti a ricevere soldi freschi da un nuovo round di finanziamenti che porterà la valutazione della società di San Francisco a 100 miliardi di dollari.

Tra le startup di maggior valore al mondo

Con questa novità l’azienda che ha sviluppato ChatGpt si appresta a diventare una delle startup di maggior valore al mondo e, negli Stati Uniti, la seconda insieme a SpaceX, la società spaziale di Elon Musk. Quello di OpenAI è il coronamento di un successo senza precedenti nel mercato digitale. Il modello linguistico di grandi dimensioni Llm (Large language model) nutrito per anni da un esercito di addestratori ed etichettatori sparsi per il mondo, ha dato vita a un’app popolare in grado di ricevere prompt e partorire componimenti musicali, immagini, e testi di qualità.

Cento milioni di download nei primi due mesi per ChatGpt, significa una base utenti che a Facebook ha richiesto quattro anni e mezzo di lavoro, mentre per Twitter è stato necessario un lustro, secondo i calcoli realizzati da Reuters. ChatGpt si sta imponendo come un’app leader e motore di un mercato che viene definito dagli analisti “la nuova corsa all’oro digitale”. La società di ricerche e consulenza PwC stima che l’impatto economico legato all’intelligenza digitale generativa potrebbe toccare 15.700 miliardi di dollari a livello globale entro il 2030. Che equivale quasi al prodotto interno lordo della Cina.

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Il futuro dell’intelligenza artificiale generativa

Ma questa crescita prevede anche una profonda riqualificazione degli addetti. Dice Mauro Macchi, ceo di Accenture Italia “Secondo i nostri studi, nell’arco dei prossimi dieci anni, circa nove milioni di lavoratori necessiteranno di riqualificazione (reskilling) verso competenze in linea con i nuovi lavori e profili richiesti. Nel frattempo, la crescita del Pil derivante dall’aumento della produttività creerà 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro”.

Che Sam Altman puntasse molto in alto era chiaro già nel suo intervento alla Italian Tech Week di Torino del settembre scorso. La sua visione di investitore, che riporto integralmente nel mio libro di prossima uscita per Mondadori, scritto con il data analist Eugenio Zuccarelli, si riassume così: “Io non so se ChatGpt raddoppierà il Pil dei paesi che lo adotteranno, ma sono sicuro che accrescerà la qualità della vita e del nostro modo di lavorare”.

Parlando delle startup italiane, il ceo di OpenAI, puntualizza: “Il mercato è estremamente creativo, quello che occorre adesso è un cambiamento di tipo culturale che deve essere spinto dal Governo. Negli Stati Uniti questo è finalmente successo, la Casa Bianca ha permesso investimenti importanti e oggi le startup di IA americane vanno a gonfie vele”.

L’accordo con G42

Oltre al nuovo round di finanziamenti (gli investitori per ora non sono noti) che si aggiungono ai 10 miliardi investiti dalla Microsoft, OpenAI ha in cantiere una partnership per la creazione di chip destinati all’IA con G42, un gruppo basato ad Abu Dhabi e guidato da Peng Xiao, che opera a livello internazionale nei servizi di IA. G42 è un brand che dice poco nel mercato italiano, eppure impiega 20.000 persone e L’Economist lo inserito tra i grandi player globali nello sviluppo di modelli di IA accanto a OpenAI e Alphabet.

Secondo il sito di Bloomberg, tra la società di Sam Altman e G42 sarebbe in corso un accordo da 10 miliardi di dollari per lo sviluppo e la produzione di chip evoluti in grado di gestire enormi volumi di dati immagazzinati nei modelli di IA. Oltre alla carenza di chip, si profila all’orizzonte un altro grosso problema: l’approvvigionamento di energia. Questi modelli di LLM sono energivori e in futuro potrebbero provocare dei veri e propri black out, oltre che produrre tonnellate di CO2 dannosi per l’ambiente.

Per evitare questi scenari Sam Altman ha investito 375 milioni di dollari nella startup Helion Energy che si occupa di fusione nucleare e produrrà energia a partire dal 2028. Tra i primi clienti della società compare la Microsoft, che si è prenotata per ricevere energia a basso impatto ambientale.

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