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7 gennaio 2026

Così Federico Zerbin ha trasformato la fotografia in un progetto d’impresa con QCS

Federico Zerbin ha trasformato intuizioni e ricerca estetica in un metodo professionale che ispira giovani professionisti e aspiranti fotografi.
Così Federico Zerbin ha trasformato la fotografia in un progetto d’impresa con QCS

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Contenuto tratto dal numero di dicembre 2025 di Forbes Italia. Abbonati!
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C’è un’energia particolare, entrando nello studio di Federico Zerbin tra le colline di Reggio Emilia. Un mix di ordine e intuizione, schermi e carta, metallo e vetro, archi e angoli netti. È tra questi contrasti armoniosi che prendono forma fotografie, testi, progetti di comunicazione ed eventi.

Non è solo uno spazio di lavoro: è una dichiarazione d’intenti quella di Zerbin, fotografo, art director e imprenditore classe 1993. Ogni dettaglio racconta il percorso di un professionista che ha trasformato il talento in impresa, la ricerca estetica in metodo, la visione in una vera e propria Metamorfosi Creativa.

“Non basta saper scattare. Bisogna saper interpretare, dare coerenza e valore a ciò che si comunica”, afferma Zerbin, mentre sfoglia le bozze del suo secondo libro, uscito a novembre 2025 per Autoritas Editore. Per lui, il confine tra arte e business è diventato un ponte. E il volume, che racconta come trasformare la creatività in impresa, ne è la testimonianza: “Metamorfosi Creativa è il mio punto di vista, finalmente messo nero su bianco. È un racconto che vuole ispirare chi cerca la propria strada nel mondo dell’arte, della fotografia e della comunicazione”.

Il libro si distingue nel panorama editoriale del settore: a metà tra autobiografia e manuale ispirazionale, artbook e manifesto, intreccia parole e immagini in una narrazione che fonde memoria, insegnamento e visione. “Più di tutto, volevo spiegare come diventare qualcosa di più di un semplice fotografo: un narratore visivo, un interprete di emozioni, un imprenditore creativo”, racconta. Un approccio che riflette perfettamente il suo percorso professionale.

La carriera di Zerbin è sempre stata un intreccio di immagini, progetti e persone, contaminata dal linguaggio cinematografico, sua grande passione. Per lui la fotografia non è mai stata un semplice strumento tecnico, ma un linguaggio emotivo e strategico capace di rivelare identità. Da questa visione è nata la sua specializzazione: ritrattistica di famiglia e personal branding. “Ogni scatto è un incontro, un dialogo che punta a far emergere l’essenza di chi si mette davanti all’obiettivo. Raccontare identità autentiche, creare connessioni vere. È questo che cerco ogni volta che scatto”.

Dopo oltre dieci anni di progetti e successi con Dreams Factory e Please Creative Studio, le due realtà fondate insieme a sua moglie, nel 2025 ha preso forma QCS. “È stata un’evoluzione naturale, un modo per dare struttura e continuità a ciò che già stavamo costruendo: fotografia, direzione artistica e comunicazione efficace”. L’acronimo QCS (Quality Communication System) racchiude la sua missione: trasformare la creatività in un sistema capace di valorizzare brand e persone attraverso strategie di immagine integrate. E, non a caso, i nomi dei figli, Quentin e Colin, sono all’origine dell’acronimo. “QCS porta in sé un significato profondo: rappresenta la mia famiglia, il mio motore e la mia direzione”.

Oggi Zerbin guida QCS e ricopre il ruolo di company partner in New Mobile, azienda leader nella distribuzione tecnologica, con cui condivide una visione orientata all’innovazione e alla crescita digitale. La sua evoluzione professionale non è mai stata forzata, ma organica, frutto di un percorso che unisce estetica e metodo. “Fare impresa creativa non è inseguire l’estro: è sviluppare un flusso di lavoro, applicare un sistema, imparare a sbagliare, rialzarsi e riscrivere la rotta”.

Metamorfosi Creativa diventa così il suo manifesto, un viaggio tra arte e impresa che racconta con sincerità le fasi della crescita di un creativo: intuizioni, cadute, rinascite e la continua ricerca di autenticità. Zerbin conosce bene la fatica di doversi definire in un mondo che chiede etichette. Ha imparato a trasformare la sua natura poliedrica in un vantaggio competitivo. Il suo artbook ne è la prova tangibile: diventare un artista significa, prima di tutto, diventare un “designer di emozioni”, come ama definirsi.

Parallelamente all’attività imprenditoriale e fotografica, Zerbin si dedica da anni alla formazione, affiancando chi sogna un futuro nelle professioni artigianali. “Condividere strumenti, prospettive e processo è parte della mia responsabilità.

Il futuro della creatività passa dalla contaminazione”. Nel 2026 nascerà Please Corner, un nuovo spazio all’interno di Please Creative Studio dedicato a formazione, produzione contenuti e socialità. Sala posa, aula corsi e area creativa si fonderanno in un hub pensato per freelance, piccole imprese e appassionati d’arte. “Questo lavoro mi ha dato tanto, ora voglio favorire le nuove generazioni e contribuire alla crescita di un ecosistema in cui il linguaggio visivo diventi strumento di valore e relazione”.

Il futuro, per Zerbin, è un orizzonte aperto. Tra progetti sofisticati, ricerca di talenti e nuove opportunità d’investimento, il suo obiettivo resta quello di far crescere QCS come punto di riferimento per chi crede in una comunicazione autentica, strategica e capace di lasciare il segno.

Quella metamorfosi che racconta nel suo libro, e che traspare in ogni sua parola, è la cifra della sua identità professionale. In un mondo che cambia forma di continuo, Federico Zerbin ha scelto di non rincorrerla, ma di trasformarsi con lei. Restare in ascolto del presente, senza perdere il contatto con ciò che si è davvero, è la sua regola d’oro. E, come ricorda lui stesso, “ogni metamorfosi è solo un nuovo inizio”.