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9 gennaio 2026

Art Events, quando il patrimonio storico diventa motore di creatività e sviluppo

Filippo Perissinotto racconta la visione del cultural real estate: un modello che unisce valorizzazione immobiliare, progettazione culturale e sostenibilità economica
Art Events, quando il patrimonio storico diventa motore di creatività e sviluppo

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Contenuto tratto dal numero di dicembre 2025 di Forbes Italia. Abbonati!

Art Events opera in un campo ancora poco esplorato: l’incontro tra valorizzazione immobiliare e progettazione culturale. L’idea è che il patrimonio storico italiano possa diventare non solo oggetto di tutela, ma anche piattaforma per nuove forme di produzione culturale e sviluppo economico. Ne abbiamo parlato con Filippo Perissinotto, presidente di Art Events.

Art Events è nata dall’incontro tra valorizzazione immobiliare e progettazione culturale. In che modo questa intuizione ha contribuito a ridefinire la relazione tra patrimonio storico e creatività contemporanea?

Siamo partiti dalla convinzione che ogni spazio sia più di una semplice cornice. Il dialogo tra patrimonio storico e contemporaneità può generare valore per entrambi. Ogni evento – che sia una mostra d’arte o un’esperienza immersiva – consente all’immobile che lo ospita di rinnovarsi e di mostrare nuove potenzialità. Allo stesso tempo, un progetto contemporaneo inserito in uno spazio storico acquisisce profondità e una dimensione di continuità con il passato. In questo scambio nasce un equilibrio dinamico che lega tradizione e innovazione.

Qual è la chiave per mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica e qualità artistica?

L’Italia dispone di un patrimonio immobiliare straordinario, ma molti edifici storici non riescono più a sostenersi da soli. Il nostro obiettivo è aiutarli a ‘parlare moderno’: sviluppare strategie che li rendano attrattivi e in grado di generare valore, anche economico, attraverso iniziative culturali. Non si tratta di commercializzare la cultura, ma di costruire modelli sostenibili che consentano di preservare gli immobili e di reinvestire le risorse nella loro manutenzione e crescita.

La fascinazione per l’Italia può scattare anche attraverso i suoi immobili storici. Quali sono, secondo lei, le potenzialità ancora inespresse del nostro patrimonio immobiliare culturale?

È ancora diffusa l’idea che basti conservare ville e palazzi storici per mantenerli vivi. In realtà, molti edifici non riescono a esprimere il loro potenziale per mancanza di strumenti adeguati – finanziari, istituzionali e gestionali. Sarebbe utile costruire modelli di sviluppo sostenibile che prevedano piani di investimento mirati, capaci non solo di coprire i costi di conservazione ma di generare risorse per la crescita futura del bene. La collaborazione tra pubblico e privato è in questo senso fondamentale.

Alla Biennale di Venezia siete coinvolti in numerosi padiglioni nazionali di diverse parti del mondo. Che tipo di esperienza avete maturato?

La Biennale è per noi un laboratorio internazionale. Collaborare con paesi e culture differenti ci ha permesso di ampliare la nostra prospettiva e di rafforzare la rete di relazioni. Negli anni abbiamo sviluppato competenze specifiche nel coordinare progetti complessi, adattandoci alle esigenze di ciascun committente. Questa esperienza ha consolidato la reputazione di Art Events come partner affidabile nel panorama culturale globale.

Durante la Milano Design Week avete presentato il progetto Mondi Connessi. In che modo riflette la vostra visione?

La Milano Design Week è un’occasione per sperimentare nuovi linguaggi. Mondi Connessi nasce dal confronto tra persone, tecnologia e natura, e mette in evidenza il loro rapporto di interdipendenza. È un progetto coerente con la nostra filosofia: interpretare gli spazi come strumenti di racconto e di connessione, valorizzando la relazione tra luogo e contenuto. L’obiettivo è creare esperienze che uniscano valore culturale e coinvolgimento del pubblico.

Dopo la Brexit avete spostato la vostra rappresentanza da Londra a Parigi. Come sta evolvendo oggi il dialogo culturale europeo e quali opportunità si aprono per l’Italia?

Parigi continua a essere un centro strategico della creatività europea. Insieme a Milano e Venezia, forma oggi un asse culturale e produttivo molto attivo. Dopo la Brexit, l’attenzione si è spostata verso l’Europa continentale e l’Italia può giocare un ruolo di collegamento tra tradizione e innovazione. Noi lavoriamo proprio su questo: creare reti che uniscano istituzioni, aziende e professionisti. Anche se la rappresentanza è a Parigi, manteniamo una presenza stabile a Londra, in occasioni come Frieze London, per garantire un dialogo internazionale continuo.

Con il vostro approccio di cultural real estate promuovete la cultura come leva di sviluppo. Può fare un esempio concreto?

Un progetto significativo è la riqualificazione della ex sede del Touring Club Italiano a Milano. L’intervento ha trasformato il palazzo in un centro multifunzionale con hotel, spazi culturali e aree dedicate alla ristorazione. L’edificio ha conservato la sua identità storica, ma oggi è un luogo vivo e produttivo. È un esempio di come un bene culturale possa tornare a essere risorsa economica e sociale, senza perdere autenticità.

In vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 lancerete il progetto ArtOlympics. Qual è l’obiettivo dell’iniziativa?

Le Olimpiadi sono un evento che unisce sport, territori e culture. Con ArtOlympics vogliamo creare un programma culturale parallelo che valorizzi arte, design e creatività come strumenti di dialogo tra nazioni. L’obiettivo è raccontare l’identità italiana in chiave contemporanea, costruendo un’eredità che resti oltre il 2026. Il progetto sarà parte di una piattaforma più ampia che unisce cultura, impresa e innovazione, pensata per generare valore nel tempo.

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

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