Il contesto
La misura nasce dalle preoccupazioni di Washington per la dipendenza degli Stati Uniti dalle forniture estere di semiconduttori. Attualmente solo una piccola parte dei chip utilizzati nel Paese è prodotta internamente. Mentre una quota rilevante arriva dall’Asia, in particolare da Taiwan e dalla Cina.
“Attualmente gli Stati Uniti producono internamente solo circa il 10% dei semiconduttori di cui hanno bisogno. Risultando fortemente dipendenti dalle catene di approvvigionamento estere”, si legge nella proclamazione. Questo rappresenta un “rischio significativo per l’economia e la sicurezza nazionale”.
Negli ultimi anni le amministrazioni statunitensi hanno avviato diverse indagini commerciali per valutare l’impatto delle importazioni di chip, soprattutto quelli cinesi, e le possibili conseguenze per l’economia e la sicurezza nazionale. I dazi annunciati si inseriscono in una strategia più ampia che punta a contenere le esportazioni cinesi, chiarire quali prodotti saranno colpiti dalle tariffe e, allo stesso tempo, incoraggiare i produttori a investire negli Stati Uniti.








