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5 marzo 2026

Dall'Ardèche al beauty globale: l’impero Fareva e la sfida di Thibaut Fraisse verso i 450 milioni

Dalla visione di Bernard Fraisse al passaggio generazionale, tra acquisizioni, innovazione industriale e ambizioni globali
Dall'Ardèche al beauty globale: l’impero Fareva e la sfida di Thibaut Fraisse verso i 450 milioni

Thibaut Fraisse

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Contenuto tratto dal numero di febbraio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

La parola fareva, nel dialetto della regione francese dell’Ardèche, significa “far sognare“. Ed è proprio questo l’intento di Bernard Fraisse, imprenditore francese che nel 1985 ha fondato l’omonimo gruppo, oggi leader nel subappalto industriale conto terzi. La storia di Fareva iniziò nel 1981, quando Fraisse, che oggi ha un patrimonio di circa 3 miliardi di dollari, fondò Rci, una società di distribuzione di prodotti per la casa.

Dalla chimica all’industria globale: la crescita del gruppo

In seguito acquisì una piccola azienda produttrice di aerosol: nacque così Fca (Fabrication Chimique Ardéchoise), che si sarebbe evoluta in Fareva. La crescita iniziale del gruppo è stata in prevalenza organica e guidata dalla tecnologia. Con l’ingresso nel settore farmaceutico, la strategia di sviluppo si è orientata soprattutto verso acquisizioni selettive, coerenti con un’industria fortemente regolamentata e caratterizzata da un’elevata intensità di capitale.

L’acquisizione di Chromavis e il presidio del makeup

Nel luglio 2013 il gruppo ha acquisito Chromavis, realtà storica del settore cosmetico e beauty, diventando uno dei maggiori operatori b2b a livello mondiale nel campo del makeup. Chromavis era nata dalla fusione di due aziende italiane molto radicate nella tradizione dell’artigianato cosmetico: Gamma Croma, specializzata in prodotti anidri, come rossetti e mascara, e Clavis, focalizzata sulle tecnologie delle polveri cotte.

Governance familiare e il percorso di Thibaut Fraisse

Fareva è interamente a conduzione familiare: Thibaut Fraisse, figlio di Bernard e membro del board of directors, è ceo di Chromavis. Dopo gli studi in sales e marketing e un master con una specializzazione in e-business ed e-commerce, Thibaut ha iniziato la carriera in un’azienda specializzata in soluzioni digitali. “Avevo intenzione di fare esperienza al di fuori del gruppo di famiglia, e mio padre e mio zio ritenevano che il modo migliore per imparare il mestiere fosse attraverso un’esposizione industriale internazionale”, ha dichiarato.

È stato così mandato in Brasile, dove Fareva stava costruendo un nuovo sito produttivo: in circa cinque anni è passato dalla gestione dei progetti alle vendite, fino a diventare direttore vendite per l’America Latina, creando da zero un’organizzazione commerciale regionale e partecipando alle acquisizioni locali e allo sviluppo del mercato. Poi si è trasferito in Nord America per costruire un team commerciale strutturato nei due principali stabilimenti produttivi, dove non era presente una vera organizzazione vendite. “Ho progressivamente ampliato il mio ambito di competenza alle vendite personal care inAmerica, alle vendite pharmaceutical inAmerica e alla ricerca e sviluppo di gruppo”.

Thibaut ricorda ancora un episodio che ha segnato il suo modo di vivere e il suo approccio all’apprendimento: “Quando avevo dieci anni, dissi a mio padre che sarei stato felice di lavorare insieme a lui in futuro. Mi rispose che prima avrei dovuto creare una mia azienda per meritarmi quella posizione. Dopo gli studi, provai quindi a costruire una mia idea di business connesso a internet, basata sulla creazione di prodotti iper-personalizzati per i clienti. Volevo dimostrargli di esserne capace”.

Fareva oggi e il rilancio strategico di Chromavis

Oggi Fareva ha un fatturato di circa 2,3 miliardi di euro e opera a livello globale attraverso tre divisioni principali: cura della persona e della casa, farmaceutica e Api, makeup. “Nel 2013 Chromavis ha attraversato una fase di crescita più lenta e ha avuto molti cambi a livello di management, perdendo, in parte, la propria identità creativa e innovativa. Quando ne ho assunto la guida, la mia priorità è stata ritrovare quel dna originario. Oggi agilità, capacità di apprendere rapidamente dagli errori e adattamento continuo definiscono la nostra mentalità”, ha continuato Thibaut.

Il focus è su innovazione, velocità, un sistema agile, un approccio da startup, far crescere il business a seconda di ciò che richiede il mercato, senza dimenticare l’artigianato. “L’innovazione che penso di aver introdotto non è limitata al management. Crediamo che qualsiasi dipendente possa contribuire a plasmare il futuro, a condizione che l’organizzazione permetta alle idee di emergere. In Chromavis esistono sistemi per strutturare la creatività, progettati per essere flessibili e adattabili quando necessario, per raggiungere obiettivi ambiziosi”.

Cultura, valori e strategia di crescita futura

Oggi i valori fondamentali di Chromavis, secondo l’azienda, sono chiarezza, comunità, sfida e impegno. I primi due riguardano il talento, la trasparenza, la meritocrazia, l’appartenenza a una struttura solida e affidabile, il rispetto e il valore delle persone. Gli altri due sono legati all’innovazione e all’eccellenza operativa.

“La nostra trasformazione segue una strategia in due fasi. I primi quattro anni sono stati una fase di metamorfosi. Abbiamo intrapreso un percorso di investimenti strutturati e continui in ricerca e sviluppo, marketing e vendite, per ampliare i nostri orizzonti, coniugare creatività e ingegnosità tecnica, sostenere la crescita del fatturato e riposizionare Chromavis come un motore creativo riconosciuto nel settore. L’innovazione non produce risultati immediati, ma richiede tempo, coerenza e un cambiamento culturale. Nei prossimi quattro anni, invece, entreremo in una fase di espansione: ora siamo focalizzati sui servizi di eccellenza, sulla scalabilità industriale e sull’espansione geografica in nuove regioni e continenti”.

Chromavis ha nove siti produttivi. Un decimo aprirà in Italia nel 2026, mentre un undicesimo è previsto in Asia per il 2027 o il 2028, dedicato al mercato locale. Inoltre, quattro siti Fareva Personal Care dispongono delle competenze tecniche per la produzione di cosmetici, qualora fosse richiesto.

“Per il 2026 puntiamo a raggiungere un fatturato di circa 190 milioni di euro, per poi crescere progressivamente fino a 250 milioni mantenendo l’attuale assetto industriale. Nel medio-lungo periodo, entro i prossimi otto-dieci anni, Chromavis ha il potenziale per arrivare a 450 milioni di euro di fatturato nel settore cosmetico, uno scenario che richiederebbe la realizzazione di un ulteriore grande polo produttivo, comparabile alla piattaforma industriale italiana. Il mio obiettivo personale è rendere questa crescita sostenibile attirando e valorizzando i talenti imprenditoriali. Il successo nasce dalla capacità di delegare a persone che pensano e agiscono da imprenditori”.

Thibaut si sta preparando ad assumere la carica di ceo di Fareva entro i prossimi 12 mesi. “Nutro sentimenti complessi e contrastanti”, dice. “Anche quando una transizione familiare è pianificata con grande cura, resta un passaggio di consegne che deve avvenire in tempi brevi, e che proprio per questo è intenso e impegnativo. Richiede un equilibrio delicato tra il rispetto dell’eredità e la capacità di abbracciare il cambiamento. Mio padre manterrà la leadership della divisione farmaceutica prima di ritirarsi gradualmente”.

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