Si riapre la partita per il controllo di EasyJet. Apollo ha presentato un’offerta superiore a quella di Castlelake (7,15 sterline contro 6,90 sterline per azione), costringendo il cda della low cost a riconsiderare la propria posizione e a congelare l’accordo che sembrava ormai definito con il fondo rivale.
Fatti principali
- Apollo ha messo sul piatto 5,7 miliardi di sterline (circa 6,69 miliardi di euro), equivalenti a 7,15 sterline per azione.
- La nuova proposta supera la precedente offerta di Castlelake, rimasta ferma a 6,90 sterline per azione.
- Il prezzo di 7,15 sterline garantisce agli azionisti un premio dell’81% rispetto alla quotazione di chiusura del 28 maggio, quando il titolo valeva 3,94 sterline.
- In una nota congiunta, EasyJet e Apollo hanno specificato che “l’offerta in contanti proposta offre un risultato migliore per gli azionisti, fornendo un valore superiore rispetto all’ultima proposta di Castlelake”.
- La partita si chiuderà ad agosto. Castlelake ha tempo fino al 3 agosto per un eventuale rilancio, mentre Apollo dovrà formalizzare l’offerta definitiva entro il 7 agosto.
Il contesto
La mossa di Apollo si inserisce in una battaglia finanziaria iniziata il 29 maggio scorso, quando il fondo statunitense Castlelake ha manifestato interesse per EasyJet. Nelle prime quattro settimane di contatti, il board della low cost ha respinto ben quattro offerte al rialzo — nell’ordine: 5,60, 6,00, 6,25 e 6,50 sterline per azione —, definendole “opportunistiche” e inferiori al valore reale della società.
La svolta è arrivata all’inizio di luglio: nonostante il giudizio negativo sull’offerta da 6,50 sterline, EasyJet ha aperto i propri registri commerciali a Castlelake per una due diligence limitata. Una concessione che ha spinto il fondo a formulare una quinta proposta da 6,90 sterline per azione (pari a 5,5 miliardi di sterline totali), accettata in linea di principio dalla compagnia lo scorso 5 luglio, prima del rilancio di Apollo.
A margine
A prescindere da chi vincerà la corsa per il controllo, il closing dell’operazione dovrà superare un importante ostacolo regolatorio. Sebbene EasyJet abbia sede nel Regno Unito, la compagnia opera nel mercato unico attraverso la controllata EasyJet Europe. Le norme dell’Unione Europea vietano infatti a soggetti extra-Ue di detenere la quota di maggioranza (oltre il 50%) di un vettore aereo.