La grande cifra
300 milioni di tonnellate metriche. È la quantità di emissioni globali di anidride carbonica derivanti dall’uso di elettricità dei data center che l’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede entro il 2035, quasi raddoppiata rispetto ai 180 milioni di tonnellate odierni.
Nota a margine
Secondo quanto riferito, le autorità di Cheyenne, nel Wyoming, hanno ricondotto la costruzione di un data center di Meta nel Wyoming a un raro batterio trovato nel centro di trattamento delle acque reflue della città. Il batterio non è entrato nella rete idrica potabile della città, e il Cheyenne Board of Public Utilities ha dichiarato che sospenderà l’accettazione dello scarico di acque industriali da qualsiasi data center.
Contesto
Nel 2020 Microsoft si era impegnata a rimuovere dall’atmosfera più carbonio di quanto ne emetta entro il 2030, ma negli ultimi anni il suo obiettivo ha apparentemente incontrato un ostacolo, mentre le aziende davano il via a una vera e propria frenata per costruire infrastrutture AI.
Nell’ultimo anno Microsoft ha annunciato diversi progetti di data center, tra cui un sito da 3 miliardi di dollari nel Wisconsin che, secondo l’azienda, sarà il data center AI più avanzato al mondo, come riportato dal Wall Street Journal.
Altri giganti tecnologici hanno indicato che la crescente domanda di intelligenza artificiale sta guidando un aumento delle emissioni di carbonio: Alphabet ha registrato un aumento del 48% delle emissioni dal 2019 al 2024, citando un incremento delle operazioni dei data center e la crescente domanda di prodotti AI. La casa madre di Google ha acquisito la startup di energia pulita Intersect Power a dicembre, nell’ambito del piano volto a fare affidamento sulle energie rinnovabili per i progetti dei data center.