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Dall’inflazione ai passaggi generazionali, dalla fiscalità alla sostenibilità: perché la consulenza patrimoniale deve diventare un ecosistema capace di ordinare scenari sempre più articolati.
Negli ultimi anni la gestione del patrimonio è diventata un esercizio molto più complesso rispetto al passato. L’inflazione ha raggiunto delle percentuali importanti e i tassi d’interesse hanno attraversato una fase di cambiamento. Anche le tensioni geopolitiche hanno generato diversi shock di mercato significativi nell’arco degli ultimi tre anni. In questo contesto, il patrimonio delle famiglie italiane, che secondo Banca d’Italia supera gli 11.000 miliardi di euro, presenta vulnerabilità strutturali che ne riducono la resilienza. Quasi un terzo di questa ricchezza rimane parcheggiata in liquidità; essa è quindi esposta all’erosione dell’inflazione. Non solo, più della metà è concentrata in immobili, spesso non diversificati, e soltanto un italiano su tre dispone di una pianificazione finanziaria o successoria formalizzata.
In un contesto simile, proteggere, trasmettere e far evolvere il patrimonio richiede competenze che vanno ben oltre la sola gestione finanziaria. Diventano centrali la dimensione fiscale, quella legale, gli strumenti assicurativi e una visione integrata di lungo periodo. In altre parole, oggi più che mai, serve una consulenza a 360°.
Un processo multidimensionale
Nel private banking di Crédit Agricole Italia, la consulenza non è pensata come un servizio slegato dal resto, ma è concepita come un ecosistema che accompagna il cliente lungo l’intero ciclo di vita del patrimonio. La complessità crescente dei mercati, l’evoluzione normativa e la domanda di sostenibilità hanno trasformato il wealth planning in un processo multidimensionale. Per questo il modello del Gruppo è strutturato per integrare competenze che vanno oltre la gestione finanziaria: pianificazione fiscale e successoria, protezione assicurativa, ottimizzazione delle strutture patrimoniali, consulenza su investimenti etici e sostenibili.
Il private banker è il punto di riferimento della relazione, ma opera all’interno di una rete di specialisti che intervengono nei momenti chiave. I professionisti della pianificazione patrimoniale affiancano il cliente nella valutazione della struttura legale e fiscale dei beni, soprattutto quando sono coinvolti asset immobiliari o partecipazioni aziendali. I wealth planner contribuiscono a costruire soluzioni che tengano conto dell’evoluzione normativa, delle implicazioni familiari e dei futuri passaggi generazionali. I financial advisor, invece, si concentrano sulla dimensione finanziaria, analizzando scenari, rischi e strategie di investimento in un orizzonte coerente con gli obiettivi di lungo periodo.
A rafforzare questa architettura intervengono le sinergie del Gruppo CA: l’esperienza assicurativa di Crédit Agricole Vita e Crédit Agricole Assicurazioni per la protezione del patrimonio e della continuità familiare; le competenze globali di Amundi nell’asset management, con soluzioni multi-asset e approcci avanzati anche sul fronte ESG; e il supporto di Crédit Agricole Corporate & Investment Bank per i clienti che possiedono aziende, immobili o attività internazionali. Il risultato è una consulenza a 360°, capace di affrontare la complessità dei patrimoni rilevanti, di anticipare scenari e di costruire progetti sostenibili e duraturi nel tempo.
Ordinare le complessità
Questa visione dialoga con la campagna “La bellezza della consulenza”, che spiega come questo percorso sia un atto di cura e di chiarezza. La “bellezza” si riferisce infatti alla capacità di ordinare la complessità, collegare competenze diverse, creare armonia tra strumenti finanziari e bisogni personali. È quindi una relazione che non si limita a proporre soluzioni, ma che entra nel merito della vita patrimoniale delle famiglie, rendendo leggibili temi spesso percepiti come opachi, dalla fiscalità successoria alle implicazioni di un asset immobiliare o imprenditoriale, e trasformandoli in scelte consapevoli. È questo intreccio a rendere necessario un approccio capace di dare continuità alle decisioni e coerenza agli obiettivi, soprattutto in un Paese in cui la ricchezza è ampia ma spesso frammentata.
Il valore aggiunto di una consulenza realmente integrata sta proprio nella capacità di riconoscere le interdipendenze tra le diverse componenti del patrimonio e di tradurle in un percorso ordinato, informato e sostenibile.