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19 agosto 2026

Il miliardario britannico Chris Hohn scommette sul lusso italiano: 636 milioni di dollari su quattro hotel

Il finanziere inglese punta sul turismo nel nostro Paese. Tramite Tci finanzia strutture di alta gamma tra Venezia, Capri, Como e Milano.
Il miliardario britannico Chris Hohn scommette sul lusso italiano: 636 milioni di dollari su quattro hotel

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Edoardo Prallini
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Edoardo Prallini

Il mercato dell’ospitalità di lusso in Italia continua ad attrarre i grandi giganti della finanza. L’ultima importante scommessa sul settore è quella del miliardario britannico Christopher Hohn: attraverso il suo hedge fund Tci (The Children’s Investment Fund Management), il finanziere ha investito 636 milioni di dollari (ovvero 549,25 milioni di euro) nell’hotellerie di alta gamma del nostro Paese. A rivelarlo è stato il Financial Times, che ha riportato una recente lettera inviata dal fondo ai propri investitori.

Gli investimenti: da Venezia a Capri

L’operazione condotta da Tci non prevede l’erogazione diretta dei finanziamenti, bensì l’acquisizione di quote di prestiti originati da una società di private credit. Il comune denominatore delle strutture coinvolte è la proprietà, che fa capo in tutti i casi al Gruppo Statuto.

Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, l’esposizione di Tci si articola in quattro posizioni chiave:

  • Hotel Danieli (Venezia): rappresenta la quota più consistente dell’operazione, con 392 milioni di dollari (338,53 milioni di euro) destinati allo storico immobile veneziano situato a pochi passi da Piazza San Marco.

  • Hotel Caesar Augustus (Capri): un impegno di 132 milioni di dollari (114 milioni di euro) sulla prestigiosa struttura dell’isola.

  • Six Senses (Lago di Como): un prestito da 74 milioni di dollari (63,91 milioni di euro) dedicato alla struttura che nascerà sulle sponde del lago.

  • Mandarin Oriental (Milano): una quota di 38 milioni di dollari (32,82 milioni di euro) per l’hotel milanese.

  • La tesi d’investimento di Tci, sottolinea il quotidiano britannico, punta sulla convinzione che le tariffe del settore continueranno a salire, attraendo un numero sempre maggiore di turisti facoltosi.

    Chi è Christopher Hohn: dalla filantropia ai successi di Tci

    Figlio di un meccanico d’auto d’origine giamaicana, Christopher Hohn ha studiato alla Southampton University nel Regno Unito prima di conseguire un Mba ad Harvard. Dopo le prime esperienze nella consulenza e nel private equity, nel 1996 è entrato in Perry Capital.

    Nel 2003 Hohn ha fondato a Londra The Children’s Investment Fund (Tci), hedge fund di matrice attivista che gestisce oggi un patrimonio di 77 miliardi di dollari. Il portafoglio del fondo si distingue per posizioni stabili e concentrate su un numero ristretto di grandi asset globali – tra cui colossi come Microsoft, Visa e GE Aerospace. Proprio le scommesse sul comparto aerospaziale hanno permesso a TCI di chiudere il 2025 con un rendimento del 27%.

    Con un patrimonio personale stimato da Forbes in 11,8 miliardi di dollari (che lo colloca al 278esimo posto della classifica dei paperoni mondiali e al decimo posto di quella relativa al Regno Unito), Hohn è noto anche per il suo forte impegno filantropico: una parte dei proventi generati dalla sua società finanziaria viene infatti devoluta alla Children’s Investment Fund Foundation, fondazione da lui creata che vanta una dotazione superiore ai 6 miliardi di dollari.

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