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25 agosto 2026

Bodrum, la Saint-Tropez turca: 9 esperienze di lusso tra mare, storia e alta gastronomia

Oggi la sua nuova identità passa attraverso hotel iconici, ristoranti stellati, ville in esclusiva e giornate trascorse a bordo di un gulet o di un superyacht
Bodrum, la Saint-Tropez turca: 9 esperienze di lusso tra mare, storia e alta gastronomia

Macakizi Hotel, Bodrum

Camilla Rocca
Scritto da:
Camilla Rocca

Prima di essere considerata la Saint-Tropez turca, prima degli yacht, delle ville nascoste tra gli ulivi e delle tavole degli chef internazionali, Bodrum era Alicarnasso. Qui, nel IV secolo a.C., il re Mausolo fece costruire il proprio monumento funebre, il Mausoleo di Alicarnasso, destinato a diventare una delle Sette Meraviglie del mondo antico. Secoli dopo sarebbero arrivati i Cavalieri di San Giovanni, che costruirono sulla costa il grande castello ancora oggi affacciato sul porto. E sotto quelle stesse acque che oggi riflettono i superyacht, sono rimaste le tracce di millenni di navigazione. Bodrum è, in fondo, una città che ha sempre avuto un rapporto privilegiato con il mare.

Poi, nel Novecento, arrivarono artisti, scrittori, viaggiatori e bohémien. Negli anni Sessanta il piccolo centro di marinai e pescatori di spugne cominciò a trasformarsi in una destinazione internazionale. Oggi la sua nuova identità passa attraverso hotel iconici, ristoranti stellati, ville in esclusiva e giornate trascorse a bordo di un gulet o di un superyacht. Ma il fascino è rimasto quello di sempre: una penisola bianca, verde e azzurra dove il lusso sembra quasi naturale. Ecco le dieci esperienze per scoprirla.

Dormire al Maçakızı, dove è nata la leggenda

Ci sono hotel che seguono una destinazione e altri che contribuiscono a crearla. Maçakızı appartiene alla seconda categoria. La sua storia comincia con Ayla Emiroğlu, la donna che nel 1977 arrivò a Bodrum e contribuì a trasformare questo angolo dell’Egeo in quello che conosciamo oggi. Il nome Maçakızı, “regina di picche”, richiama proprio Ayla e i suoi lunghi capelli neri. Suo figlio Sahir Erozan ha poi portato avanti quella visione, trasformando un piccolo ristorante e un beach club in uno degli indirizzi più riconoscibili del Mediterraneo, entrato nei 50 best hotel.

Oggi Maçakızı è una casa sul mare più che un hotel tradizionale: 71 tra camere e suite con vista tra le bouganville, arte, pontili, giardini, ristorazione e un rapporto quasi fisico con l’Egeo. Qui si gode senza dubbio una delle viste più belle nel dedalo di fiordi che è la penisola di Bodrum. La sua forza sta proprio nella discrezione. Nessuna architettura vuole rubare la scena al paesaggio ma è tutto integrato, anche visivamente, con il territorio; nessun dettaglio sembra lì soltanto perché richiesto da un cinque stelle. Il risultato è un lusso quasi invisibile. E proprio per questo, irresistibile.

Prenotare la villa privata di Maçakızı

Per entrare in una dimensione ancora più esclusiva bisogna lasciare l’hotel e scegliere la villa privata. È una vera residenza sul mare, progettata per essere vissuta in totale privacy: più di dieci camere, piscina, spa, palestra, molo privato e una cantina che racconta un’altra idea di lusso, con una straordinaria collezione di Dom Pérignon e persino una vecchia pressa per il vino arrivata dalla Champagne. Nel progetto c’è anche un italiano, Carlo Bernardini, veneziano, con esperienze al The Dorchester di Londra, al Palace di St. Moritz e al Cipriani di Venezia. La villa può diventare così una casa temporanea per famiglie, gruppi di amici o ospiti che desiderano qualcosa che un hotel, per quanto esclusivo, non può offrire: l’assoluta sensazione di essere altrove. Presa in gestione per qualche tempo da Il Riccio di Capri ora è tornata alla sua massima espressione.

Salire a bordo dello yacht che non si può prenotare

È uno degli aspetti più curiosi della filosofia Maçakızı. Un Christensen di 43 metri, costruito originariamente nel 1991 a Vancouver, è stato completamente trasformato in soli sei mesi. Non è un normale yacht charter: è riservato agli ospiti della villa e non può essere prenotato separatamente. È quasi un regalo. Si arriva nella villa e si scopre solo in quel momento che il soggiorno può continuare in mare. Perché a Bodrum il concetto di lusso cambia prospettiva: non significa necessariamente avere di più, ma avere accesso a ciò che normalmente non è accessibile.

Cenare da Ayla, la tavola che porta il nome di una donna

La gastronomia è il cuore pulsante della nuova Bodrum. Non è solo per la splendida vista che ci si siede da Ayla, il ristorante di Aret Sahakyan, chef executive del progetto dal 2000. Il nome è un omaggio ad Ayla Emiroğlu, la donna da cui tutto ebbe inizio. È una cucina che guarda alla Turchia e al Mediterraneo, ma con una sensibilità internazionale. L’ambiente è raccolto e scenografico: cucina a vista, arte, un grande tavolo, bar e terrazza sull’Egeo. Più in basso, la cantina e uno spazio praticamente sul livello del mare. La stessa filosofia gastronomica di Sahakyan è stata riconosciuta dalla Michelin: è oggi una delle tavole stellate di Bodrum, con una stella Michelin e una cucina che reinterpreta le tradizioni dell’Egeo attraverso tecniche contemporanee. Qui, più che mangiare davanti al mare, si ha quasi l’impressione di mangiare dentro il mare.

Scoprire Legna, il fuoco secondo Dani García

La nuova Bodrum parla sempre più il linguaggio della grande gastronomia internazionale. Un altro indirizzo da inserire nell’itinerario è Legna, progetto dello chef spagnolo Dani García, dedicato alla cucina del fuoco. Qui la brace diventa protagonista e una delle tecniche più antiche della cucina mediterranea viene trasformata in un’esperienza contemporanea. È uno dei segnali più interessanti della metamorfosi di Bodrum: la penisola non è più soltanto una destinazione balneare dove si viene per il mare, ma un luogo capace di attrarre chef e progetti gastronomici di respiro internazionale.

Perdersi in mare, tra baie segrete e picnic sull’Egeo

La vera esperienza di Bodrum comincia però quando si lascia la terra. La penisola è costellata di baie, calette e insenature che dall’acqua assumono una dimensione completamente diversa. E il modo migliore per scoprirle è naturalmente una barca. Si possono scegliere diverse imbarcazioni, da usare anche come veri e propri taxi del mare, per raggiungere beach club, ristoranti e altri angoli della costa. Ma l’esperienza più bella resta il picnic boat: una giornata in mare, pranzo, vino, sole e nessun programma. Il lusso qui è una cosa semplicissima: nessuno che ti aspetta.

Guardare il tramonto dal mare

A Bodrum il tramonto non è semplicemente un momento della giornata. È un rito. Il sole scende lentamente sull’Egeo, le case bianche si tingono di rosa, le barche diventano silhouette scure e il rumore del porto sembra allontanarsi. Il modo più elegante per viverlo è dal ponte di una barca, con un calice in mano. Non serve altro. È uno di quei momenti in cui capisci che il lusso mediterraneo non è fatto soltanto di suite, ristoranti e servizi personalizzati. È fatto di luce.

Entrare nel Castello dei Cavalieri e tornare ad Alicarnasso

Per capire Bodrum bisogna anche fermarsi. Il Castello di San Pietro, costruito dai Cavalieri di San Giovanni tra il XV e il XVI secolo, domina ancora oggi l’ingresso del porto. Al suo interno si trova il Museo di Archeologia Subacquea, uno dei luoghi più affascinanti della penisola, con reperti recuperati dai relitti dell’Egeo e una straordinaria collezione di testimonianze della storia marittima della regione. È una visita da fare lentamente. Perché dopo aver visto Bodrum dalla terrazza di un hotel cinque stelle, vale la pena guardarla dalle mura di una fortezza medievale. Lo stesso mare. Una storia radicata nelle radici dell’uomo, dove un’antica chiesa dei cavalieri è stata trasformata in un’affascinante moschea, dove sono custoditi stemmi nobiliari da tutta Europa e dove, una volta, da qui si dominava tutta la costa.

Cercare le tracce della città delle Meraviglie

Il lusso, a Bodrum, ha più di duemila anni. Vale la pena raggiungere ciò che rimane del Mausoleo di Alicarnasso, costruito per Mausolo e celebrato nell’antichità come una delle Sette Meraviglie del mondo. Oggi ne rimangono soprattutto le rovine e i frammenti, ma la sua presenza continua a raccontare quanto fosse importante questa città nel Mediterraneo antico. È un passaggio quasi necessario per comprendere la città contemporanea. Perché Bodrum non ha inventato oggi il suo rapporto con la bellezza. Lo eredita.

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