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4 settembre 2026

Perché Berkshire punta su Google: Greg Abel svela la strategia sull’IA e guarda a nuove opportunità in Giappone

Greg Abel spiega perché Berkshire punta su Google e sull’IA e guarda a nuove opportunità in Giappone e all’estero
Perché Berkshire punta su Google: Greg Abel svela la strategia sull’IA e guarda a nuove opportunità in Giappone

Greg Abel, vicepresidente di Berkshire Hathaway e successore designato di Warren Buffett alla guida del gruppo (foto Kevin Dietsch/Getty Images)

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Di PNA

Anche Berkshire Hathaway, la conglomerata fondata da Warren Buffett e guidata dall’inizio del 2026 dal ceo Greg Abel, ha finito per arrendersi alla rivoluzione dell’IA. Lo ha fatto capire lo stesso ad, spiegando in un’intervista rilasciata alla CNBC il motivo per cui il gigante americano ha deciso di investire, nel corso del secondo trimestre del 2026, altri $17 miliardi nelle azioni di Alphabet, la holding a cui fa capo Google.

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La scommessa sull’IA

Con gli ultimi acquisti dei titoli Alphabet, i più imponenti effettuati nel corso del secondo trimestre, nel portafoglio di investimenti di Berkshire Hathaway sono presenti ora 106 milioni circa di azioni Alphabet di Classe A e Classe C, valutate 36,6 miliardi di dollari. Il motivo per cui gli investimenti nelle azioni della casa madre di Google sono continuati? Abel ha risposto, menzionando la forza di Alphabet nel mercato dell’intelligenza artificiale: mercato che alla fine ha conquistato anche Berkshire che, sotto la guida di Buffett, è stata spesso restìa a investire sui titoli tecnologici, almeno fino alla grande scommessa lanciata su Apple.

La rivoluzione dell’IA ha portato poi la holding ad allinearsi ulteriormente ai tempi, fino a convincere lo stesso Buffett, pochi mesi prima del suo addio alla guida del gruppo, alla fine del 2025, ad acquistare le azioni Alphabet per la prima volta in assoluto.

Subentrato all’oracolo di Omaha agli inizi del 2026, Abel ha continuato a puntare sul colosso tecnologico. Una scelta che il manager ha motivato così: “Dall’interno delle nostre società abbiamo una visione molto chiara su come stiamo utilizzando l’IA e sui benefici che sta apportando. Questo ha accresciuto ulteriormente il nostro interesse e abbiamo poi individuato in Google un protagonista significativo”, ha detto il ceo, aggiungendo che è stato praticamente il ruolo di Alphabet nell’AI a convincere Berkshire a investire nei titoli.

Con queste parole, Abel ha spiegato che Alphabet non è soltanto una scommessa azionaria: è una scommessa sulla trasformazione dell’economia attraverso l’IA.

L’interesse per il Giappone

Ma la strategia di Berkshire non si ferma all’IA. Abel ha detto di guardare anche al Giappone. Il manager ha rivelato infatti al quotidiano Nikkei che la conglomerata intende incrementare le partecipazioni accumulate nelle cinque trading house giapponesi Mitsubishi, Itochu, Mitsui & Co, Sumitomo e Marubeni, dopo il primo ingresso avvenuto nel 2019.
Al momento, la conglomerata detiene una quota superiore al 10% nelle cinque società, attive in diversi settori che spaziano dall’energia ai beni di consumo. Ma l’obiettivo è salire ancora nel loro azionariato, in cui detiene partecipazioni che, alla fine del 2025, ammontavano a $35,37 miliardi.

Non solo: Abel ha detto di stare “valutando altre opportunità qui in Giappone e, più in generale, anche all’estero”. Il ceo ha poi risposto a una domanda della CNBC su Tokio Marine Holdings, tra i principali gruppi assicurativi giapponesi, nel cui capitale Berkshire è entrata nel marzo del 2026. L’azienda è finita sotto i riflettori dopo alcuni rumor, secondo cui avrebbe intenzione di lanciarsi in un’acquisizione, guardando a possibili target come l’australiana Suncorp o la canadese IAG, grazie a un sostegno finanziario che potrebbe arrivare proprio da Berkshire.

Abel, che non ha commentato le indiscrezioni, ha definito Tokio Marine “un’opportunità eccezionale”, in quanto “partner straordinario”. E ha continuato: “Siamo stati assolutamente entusiasti di poter raggiungere un accordo con loro, in base al quale deteniamo il 2,5% della quota share del loro portafoglio assicurativo, vale a dire delle attività che sottoscrivono. Abbiamo inoltre una partecipazione del 2,5% nella società. E poi abbiamo annunciato una partnership strategica. Ma quello che vorrei sottolineare è che questa partnership strategica è molto ampia”. Poi, la precisazione: “Non c’è alcun obbligo di procedere con un’operazione. Tuttavia, se dovesse emergere un’operazione che avesse senso sia per Tokio Marine sia per noi, naturalmente saremmo lieti di portarla avanti insieme a loro”.

L’acquisizione di Taylor Morrison

Il numero uno di Berkshire ha commentato anche l’acquisizione di Taylor Morrison, avvenuta quest’anno per $6,8 miliardi. Tra i principali costruttori di abitazioni negli Stati Uniti, Taylor Morrison è stata definita un “asset molto forte”, guardando ai prossimi 5-10 anni.

Riferendosi alle condizioni in cui versa il mercato immobiliare Usa, Abel ha detto di non prevedere una ripresa immediata, rimarcando comunque la fiducia nel settore. Menzionando infatti i colloqui tenuti con la ceo di Taylor Morrison Sheryl Palmer, il manager di Berkshire si è mostrato convinto di una cosa: “Quando abbiamo analizzato il mercato immobiliare, e in particolare quello nordamericano, abbiamo adottato una prospettiva di lunghissimo periodo: il sogno americano continuerà a esistere”.

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