Ogni luogo racconta una storia: quella della cantina Il Pollenza è la storia di una sfida affrontata e vinta dal suo fondatore, il conte Aldo Brachetti Peretti che ha tenacemente voluto valorizzare il potenziale inespresso della terra dei suoi genitori, le Marche. In procinto di lasciare ai figli le redini del gruppo petrolifero che aveva guidato per 60 anni e ammaliato dall’idea di ridare vita ad una fascinosa residenza del ‘500 – progettata da Antonio da Sangallo il Giovane per il potente cardinale Ascanio Parisani nella campagna di Tolentino – Brachetti Peretti acquista negli anni ’80 il primo nucleo di una proprietà che oggi è di circa 300 ettari e ha al centro la cantina e 60 ettari di vigneto. Dopo una vita trascorsa Per angusta ad augusta (questo il suo motto araldico) attraversando crisi internazionali dai risvolti nazionali, anche locali, Aldo Brachetti Peretti rivolge lo sguardo alla campagna avvincente della Valle del Chienti, poco conosciuta, ideale per concedersi il lusso di seguire i ritmi della natura.

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Sede: Contrada Casone 4,
62029 Tolentino (MC)
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In primo piano

La cantina è un transfert della mentalità e delle passioni del conte: arte e tecnologia, senso estetico e funzioni dialogano incessantemente, negli ambienti adibiti alla vinificazione come nella splendida barriccaia, nelle sale di rappresentanza e nei giardini, nelle case che coronano le creste collinari perimetrate da boschi e nel complesso edilizio de Il Pollenza. Otto le etichette nate da importanti investimenti e dall’amicizia del Conte ABP con i più celebri e celebrati enologi: da Giacomo Tachis a Carlo Ferrini.

Il punto forte

Da un team di appassionati esperti nascono i bouquet aromatici de Il Pollenza: Cosmino, Porpora, Brianello, Angera, Didì, A.BP. Metodo Classico e Pius IX, da vitigni internazionali ed autoctoni. A Il Pollenza si trasformano lentamente e sapientemente Pinot Noir, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Sauvignon Blanc, Ribona, Montepulciano e Sangiovese. Tempo e pazienza, sapienza enologica ed intuito caratterizzano il lavoro quotidiano del personale interno a cui il Conte dà costantemente le sue linee di indirizzo. Nel 2023 l’azienda ha ottenuto la certificazione di cantina sostenibile.

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